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LA VITA E’ COME QUESTA RUOTA: GIRA SEMPRE, MAI PERDERE LA FIDUCIA IN SE STESSI

Nella sua  Messina ci torna sempre, almeno due volte all’anno, d’estate quando si rifugia soprattutto nella sua Lipari dove è conosciuto e stimato ed a Natale a casa sua a Minissale, nel quartiere dove è nato e dove ancora oggi conserva tanti affetti.

Ma da alcuni anni la vita di Vincenzo Caratozzolo, Enzo per gli amici e per la famiglia, è altrove.

Enzo vive a Stoccolma in Svezia, dove ha incontrato la bella Madeleine che fra due mesi lo renderà papà e prima era stato in Australia. Da sei anni ha lasciato Messina, ma senza mai separarsi veramente, e si sente messinese  come tanti (e forse di più) che ci vivono.

Enzo Caratozzolo e Madeleine.

In questi giorni di feste anche lui come tutti si è goduto le luci e l’atmosfera della città, prima che ovviamente i contagi di questi ultimi giorni annebbiassero l’atmosfera. “Mi è piaciuta Messina in questi giorni, l’ho trovata più viva, più vivace, sarà l’aria del Natale, saranno le luci, ma mi è sembrata diversa.” Ci dice Enzo davanti ad un caffè in un bar del centro. Piove a dirotto ma chiacchierare con lui è sempre piacevole. Enzo a Stoccolma è il responsabile di uno dei ristoranti più importanti: l’ “Italiano”, il più antico di una compagnia che nella capitale svedese ne conta ben cinque. Un colosso della ristorazione che accoglie  vip, personaggi del jet set,  uomini d’affari e chi può permettersi cene di lusso a base di prodotti rigorosamente importati dall’Italia, autentiche eccellenze come  tartufi,  pesce, pasta fresca, vini di livello. La cucina è prettamente nazionale, lo chef è ligure, il proprietario è italo/svedese, l’arredamento è elegante con marmi di carrara, lampade di Murano, l‘Italia si respira ovunque.

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  • Enzo tu hai delle esperienze nel settore ma come hai fatto a conquistare la fiducia di questo grosso gruppo imprenditoriale?

“Credo che oltre all’esperienza li abbia colpiti soprattutto la mia determinazione. La lealtà che gli ho assicurato ed ovviamente la passione per il mestiere”.

  • Mi sembra di sentire consigli che potresti dispensare a tanti tuoi coetanei, sei giovanissimo, hai appena 29 anni.

“Io ci  provo sempre, lo faccio anche con i miei amici che torno a trovare ogni anno a Minissale. Io non dimentico le mie origini, anzi ho bisogno di tanto in tanto  di ritrovarle per ricaricarmi.”

  • A Lipari però hai fatto altre esperienze importanti al White Beach.

“Si lì per tante stagioni ho fatto il bagnino, ma in realtà facevo anche altro, seguivo con il gruppo immagine anche le serate in discoteca, un vero must del white, fino a quando il Covid ci ha permesso di farle”.

  • Senza dimenticare poi che sei anche un modello, hai lavorato in Italia ed a  Stoccolma nel tempo libero fai diversi servizi fotografici.
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“Presto la mia immagine per il casual e per gli abiti informali, la moda mi è sempre piaciuta sin da quando ero ragazzo”.

  • Che sogni hai oggi?

“Quelli di un uomo della mia età, diventare padre (sarà femmina) vivere in tranquillità e se ci riesco trovare  un’attività in Italia, in particolare a Lipari, professionalmente mi piacerebbe avere  un piede qui e uno lì”.

  • Cosa apprezzi quando vieni qui? Cosa ricerchi soprattutto?

“Troppo facile dire gli affetti, la famiglia, ma aggiungo anche il clima, la luce del giorno, il sole, in Svezia  fa buio molto presto. E’ uno dei pochi aspetti negativi di un paese che mi ha accolto benissimo, che mi sta facendo crescere e mi sta dando davvero tanto”.

  • Come vedi i tuoi coetanei di oggi?

“Comprendo che il covid ha bloccato molti sogni, in tanti si sono rifugiati nei loro piccoli orticelli o peggio ancora  nel reddito di cittadinanza rinunciando totalmente  ai loro obiettivi. Penso che sia un peccato, penso che bisogna credere fortemente in sé stessi ma bisogna essere disposti a qualsiasi sacrificio pur di raggiungere i propri traguardi. La vita è una ruota, proprio come questa dove mi sto scattando questa foto, prima o poi girerà per il verso giusto, bisogna crederci e insistere e non arrendersi mai”.

Enzo Caratozzolo alla Mensa di Sant’Antonio dove si è recato in visita.

 

 

 

 

 

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