Jovanotti è tornato nella sua Roma, lasciata a 19 anni per andare a fare musica a Milano, ad annunciare il suo Jova Summer Party e il Jova Giro in bicicletta che ne unisce le tappe. Si parte il 9 agosto dalla Capitale dove si torna a settembre per festeggiare, con il doppio evento Jova al Massimo nelle serate del 12 e del 13. Lorenzo è stato ospite del sindaco Roberto Gualtieri in Campidoglio che, dopo averne tessuto le lodi, ha annunciato che a fine tour gli conferirà la Lupa Capitolina, la più grande onorificenza assegnata dal Comune a personaggi meritevoli.
“L’idea di venire qua a festeggiare, pochi giorni prima dei miei sessant’anni, nella città dove tutto è cominciato. Mi emoziona molto e quindi cercherò di fare qualcosa di veramente bello, ce la metterò tutta” ha detto Jovanotti che, nel corso dell’incontro con il sindaco e la stampa, ha parlato molto del suo legame indissolubile con la sua città. La musica e la bicicletta – nonostante il grave incidente avuto proprio in bici nel 2023 – sono tra le sue passioni più grandi, per cui ha pensato di metterle insieme e ha raccontato così la cosa:
“quando abbiamo cominciato a mettere giù il calendario del tour, mi sono reso conto che avremmo suonato solo il sabato e la domenica e mi sono chiesto: che faccio durante la settimana? Il tour è tutto al sud, e per una ragione importante, e l’idea di tornare a casa ogni volta non mi piaceva. Per cui ho detto: perché non ce lo facciamo in bici? Così raccontiamo anche una bella storia con piccoli video, attraversiamo le province del sud, l’entroterra, le statali, le provinciali, dove ci sono le piste ciclabili, è un divertimento e anche un allenamento. E in più, se posso raccontare questo nuovo modo di fare turismo, sono contento. Il turismo in biciletta sta crescendo molto”.
Il percorso del Jova Giro prende il via da Roma, sale fino al Gran Sasso attraverso l’Appennino laziale, raggiunge l’Abruzzo, Montepulciano, la costa adriatica, scende verso il sud, in Puglia, Barletta, poi la Calabria, Catanzaro, attraversa lo Stretto diu Messina, percorre la Sicilia, arriva a Palermo e risale lungo il Tirreno fino a Napoli e infine Roma.
“Ho scelto di partire da Roma e tornare a Roma percorrendo il Sud perché spesso c’è un luogo comune – ha spiegato Jovanotti – la narrativa vuole che il Sud sia un luogo dove non ci sono spazi per fare musica, e quindi ho pensato: visto che non ci sono le strutture, inventiamole! Andiamo a cercarle, ad aprire degli spazi verdi anche alle periferie delle città, che poi possono essere utilizzati anche in futuro. Per me questo è un modo per esplorare, a me piace cercare nuove sfide e questa è una bella cosa”.
La scelta di un tour e quindi di un Jova Giro che toccasse soprattutto il meridione, non è stata per Jovanotti una scelta casuale, ma, in qualche modo, dettata anche da una sorta di sincera ammirazione: “il Sud è una risorsa enorme – ha rivelato con grande entusiasmo – le università stanno offrendo programmi e qualità sempre migliori, al sud si sviluppa l’agricoltura, ci sono delle risorse, c’è nuovo mondo in cui l’agricoltura biologica è uno degli aspetti più importanti per l’investimento. Spesso i giovani rimangono lì, investono lì, ci lavorano. La tecnologia, l’informatica, il Sud è un grande territorio pieno di start up, si creano software per l’informatica, ci sono tante piccole aziende che crescono. L’ Europa non può fare a meno del sud. Noi quando diciamo Europa pensiamo al nord, alla Germania per esempio, ma l’Europa non esiste senza il mediterraneo, non può senza il sole del Sud dell’Italia”.
Patrizia Simonetti
Foto di Patrizia Simonetti








