“IO AMO” UNA PORTA APERTA SULLO STRETTO PER L’UGUAGLIANZA

Successo al  “Riva Club” per l’evento “Porta aperta sullo stretto”, con l’installazione simbolo nata da un’idea di Cinzia Alibrandi, progettata e creata dall’architetta Maddalena Palamara con Loredana Cordopatri.

Affacciata sul panorama ipnotico dello Stretto, tra gli azzurri del cielo e del mare, che simbolicamente si abbracciano e fondono, al suono sapiente gestito dal dj Saverio Messina, quella porta rossa, su cui campeggia la scritta “IO AMO”, assai instagrammata, ha dominato la serata, ed ha inviato un messaggio di amore declinato in ogni sua sfaccettatura.

Di fronte al parterre affollato da un pubblico numerosissimo, il via è stato dato dall’intervista della scrittrice e giornalista Cinzia Alibrandi, a Sergio Lo Giudice, ex senatore e già responsabile nazionale del “dipartimento dei diritti civili” del Pd, oggi capo del Gabinetto del sindaco di Bologna, e Michele Giarratano, avvocato attivista. Entrambi strenui difensori e portavoce dei diritti civili, coppia affiatata, e genitori di due bambini, Luca e Alice.

Ed il dialogo si è fatto intenso, di fronte alla narrazione di un percorso intriso di ostacoli e muri da abbattere, per la loro famiglia, che rappresenta la punta di diamante di una realtà diffusa, che chiede asilo legale. A sottolineare il focus della manifestazione, un nastro rosso al polso dei partecipanti, quale stendardo dell’unicità.

Il momento di moda, narrato in cinque quadri, ha srotolato il filo rosso dell’amore: personale, unico, rispettabile sempre e comunque, ed in qualsiasi maniera si declini.

I partecipanti, orchestrati dalla sicura regia di Federica Finocchiaro, si sono spesi con entusiasmo e convinzione, sinceramente trapelata ad ogni esibizione: dalla canzone inno di Freddie Mercury “I want to break free”, ai tempi censurata, perché anche nella liberale America sembrava impossibile vestire al femminile; ai cartelloni parlanti dalle scritte, “io amo”,“la nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo”, “metterò in mostra la mia unicità”, in segno di protesta positiva nell’invocare il semplice diritto di essere persone autentiche.

Curiosi i modelli che hanno calcato la bianca passerella con le scarpe spaiate, a significare un interscambio amoroso; i bambini, che sono il nostro domani, con gli occhiali e il messaggio “io ci vedo bene perché ho gli occhi sul mondo”; la parata potente di “uomini senza tempo: siamo solo persone”, e a chiusura le note dei The Blues Brothers in “Everybody Needs somebody to Love”: tutti hanno bisogno di qualcuno da amare, nessuno escluso, dato che l’esigenza dell’amore stabilizza il cuore, e si regala all’abbraccio universale.

La sfilata, molto ammirata ed applaudita, ha avuto per protagoniste modelle per un giorno, che con simpatia e disinvoltura, hanno interpretato i capi esemplificativi delle varie aziende partner, aderenti all’iniziativa: Sensi di donna, Tasmania Club, Ottica Monte, Raneri Kids, Papaya, Arte Studio, Le Suocere, Babe Art, Boutique Lovers Messina.

Maddalena Palamara anima del team di “Royal Party” costituito dalle efficienti Emanuela Cento, Loredana Cordopatri, Cinzia Gozzi, Federica Finocchiaro, Isabella Palamara, dichiara “sono felice di riprendere l’attività dopo il successo di “Stretto nel cuore” del 2019. Per me “Porta aperta sullo stretto” non è stato semplicemente proporre sul territorio messinese una manifestazione, ma declinare un’idea, questa volta l’unicità, che diventa una visione globale, un amore che, proprio come una “porta aperta sullo Stretto”, si spalanca non solo verso l’umanità, ma in un concept ideale, pensato per una Messina da destrutturare, migliorare, ricostruire, rivitalizzare”.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI