“SCATOLA. OSSESIONI DA ASPORTO” AL VITTORIO EMANUELE

Un cast interamente ed orgogliosamente messinese per uno spettacolo rock che coinvolge grazie alla sapiente combinazione di recitazione, danza e musica live.

Sabato 7 e Domenica 8, al Teatro Vittorio Emanuele, andrà in scena “Scatola. Ossessioni da asporto”, grandissimo successo al debutto nazionale dell’estate scorsa a Taormina, nell’ambito del cartellone della Fondazione Taormina Arte Sicilia. 

Un uomo solo davanti ad un muro, con il suo delirare lucido sulla realtà che lo circonda, tormentato da dubbi esistenziali, dominato dal sistema e beffato dai media. L’attore messinese Elio Crifò trascina il pubblico nella visione apocalittica del mondo, rappresentando l’espressione di una parte consistente di umanità.

<< Con altre nostre produzioni – conferma l’autore e regista Valerio Vella – abbiamo già vissuto l’emozione di esibirci al “Vittorio” ma questa volta ci inorgoglisce la scelta dell’avv. Gianfranco Scoglio, già Sovrintendente dell’Ente Teatro V.E., di co-produrre questo nuovo allestimento collocandolo come evento di apertura della Stagione 2023.

Il tema prende spunto dal cult-movie “The Wall“, diretto da Alan Parker – continua Vella – che nei primi anni ’80 rese per immagini la sostanza del concept album omonimo dei Pink Floyd: l’ossessività della televisione con i suoi messaggi subliminali e pregna di una subcultura sempre più scadente. Il disastro ambientale visto anche come disastro delle relazioni umane e della tossicità del nostro vivere con i nostri simili, il potere assoluto del denaro e il doppio ruolo del capitalismo e del consumismo a danno della società odierna. Temi sorprendentemente già precorsi dai Pink Floyd, 40 anni fa, ma che possiamo trovare anche in frammenti più o meno incisivi nella letteratura di Pasolini, Betocchi, Orwell, Philip K. Dick e finanche Francesco Guccini, tanto per citarne alcuni >>.

I tempi e le suggestioni della rappresentazione, sono dettati dall’incalzare dei pensieri del protagonista , che prendono forma grazie a sei danzatrici che ne rappresentano la coscienza e si muovono sulle note dei brani storici della band britannica. Così, in crescendo fino all’incredibile epilogo, prendono forma le visioni più paurose del mondo moderno.  

I Biglietti per assistere allo spettacolo possono essere acquistati sul circuito https://www.vivaticket.com/…/scatola-ossessioni…/196204 oppure presso il botteghino del Teatro Vittorio Emanuele dove esclusivamente per i ragazzi fino ai 18 anni di età sono state previste queste tariffe ridotte: 10 euro per la  platea e  per il primo ordine di parchi; 5 euro per tutti gli altri settori.

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IL CAST

Lo spettacolo, scritto e diretto dal regista Valerio Vella, vede protagonista Elio Crifò per l’intenso monologo dell’uomo annichilito dinnanzi ad un opprimente muro di scatole. Il ritmo è scandito magistralmente dalla musica live della “The Box Rock Band” con Antonio Amante, chitarra elettrica e voce, Alessandro Blanco , chitarra e chitarra elettrica, Massimo Pino, basso e voce, Tindaro Raffaele, tastiere e voce, Stefano Sgrò, batteria e percussioni, Simona Vita, piano tastiere e voce.

Le coreografie di Mariangela Bonanno, Giorgia Di Giovanni e Alice Rella  guidano i passi delle ballerine di modern e contemporaneo della “Marvan Dance”: Domelita Abate, Nives Arena, Rebecca Pianese, Jo PrizziValentina Sicari e la stessa Rella.

<< Il cast è composto interamente da artisti messinesi di grande levatura – evidenzia Mariangela Bonanno, direttrice della Compagnia Marvan Dance e coreografa – questo fatto da solo rappresenta un orgoglio per il territorio ma anche un incentivo per il pubblico a sostenere il prodotto culturale di cui è capace la nostra città che già nei decenni passati si è distinta, per esempio nel campo del musical, fino a divenire un fenomeno nazionale. >>

TRE DOMANDE A VALERIO VELLA E MARIANGELA BONANNO, CONIUGI AL SERVIZIO DELL’ARTE 
Qual è l’aspetto o il significato che vorreste arrivasse al pubblico?

V.V.: Il risultato riscontrato al nostro debutto a Taormina ci ha confermato di aver pienamente centrato il nostro obiettivo. Numerosi sono stati gli spettatori che ci hanno chiesto di replicare “Scatola” per potere godere più approfonditamente della sostanza di cui è composto lo spettacolo. Un mix di prosa, musica e balletto che trascina lo spettatore a porsi delle riflessioni se non addirittura dei dubbi.

M.B.: Il ruolo della digitalizzazione delle nostre vite: al di là del delirio di un uomo solo chiuso nella sua “scatola“. C’è una porzione, credo abbastanza importante, di umanità persa in un mondo solitario fatto di scatoli digitali che possono essere il pc, un tablet, gli smartphone, ecc.

Differenze con la rappresentazione fatta al Palazzo dei Congressi di Taormina? 

V.V.: Il Palazzo dei Congressi è una struttura polifunzionale che viene adattata di volta in volta al tipo di evento che viene allestito. Il Vittorio Emanuele, invece,  è un teatro a tutti gli effetti, con una macchina scenica tra le più grandi di Italia. Per questa ragione la scenografa Francesca Cannavò e il disegnatore luci Renzo Di Chio hanno previsto una nuova scenografia, abbastanza inusuale rispetto alle rappresentazioni classiche del “Vittorio”. D’altronde, questo di “Scatola” è uno spettacolo rock a tutto tondo!  Si fondono il monologo, la musica live suonata da questa band formata appositamente da grandi artisti e la parte dedicata al balletto (modern e contemporaneo) che faranno uso e abuso degli enormi spazi disponibili.

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M.B.: Questo allestimento vede introdotto un nuovo brano di culto dei Pink Floyd, anch’esso coreografato (non riveliamo quale!). Sono state adottate nuove soluzioni sia coreografiche che registiche anche tenuto conto di un impianto scenografico di gran lunga diverso rispetto a Taormina. Per la parte che compete la coreografia, resta sempre preminente in questo spettacolo il ruolo della danza contemporanea; fondamentale, perché costituisce-costruisce-sostituisce tutto il processo mentale del protagonista, per effetto delle danzatrici che ne rappresentano la coscienza più profonda .

Altre tappe o progetti in vista?

V.V.: “Scatola” in questo momento è in fase di valutazione da parte di alcuni impresari siciliani che hanno manifestato uno spontaneo interesse. Già dopo la prima per Taormina Arte. Ovviamente abbiamo dato la precedenza al nostro teatro cittadino per questo allestimento per poi portarlo in scena altrove. Per il futuro la Compagnia Marvan è orientata su piccoli e grandi progetti, alcuni circoscritti allo spettacolo di pura danza. Altri, invece, più articolati su un testo assai famoso ma anche poco sfruttato che condurrà questa volta il lavoro su un format più vicino al musical.

 M.B.: Nei suoi 10 anni di attività la Compagnia da me diretta ha dovuto spesso autofinanziare i propri spettacoli, rischiando anche tanto. Eventi come “Danzaemotus”, per esempio, con circa 80 artisti in scena tra orchestrali, coristi, danzatori, comparse e attori possono essere pensati e portati avanti in autonomia solo con lo spirito un pò ardito di chi vuole crescere nel campo dell’Arte. Abbiamo fatto le nostre scommesse e siamo stati apprezzati: è ora che le istituzioni locali facciano sentire la propria presenza a fianco di quelle realtà che sul piano curriculare possono dimostrare di avere le carte in regola per godere di contributi a favore di progetti sempre più ambiziosi che confermino Messina città dell’arte e fucina di eccellenze.

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