Nello spazio di Casa Alice, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sede della Festa del Cinema di Roma, in una piacevole formula con tanto di brindisi finale, è stata presentata in anteprima nazionale la IX edizione del Messina Opera Film Festival che si terrà nella città siciliana dal 29 novembre al 7 dicembre alla Sala Laudamo e negli spazi del Teatro Vittorio Emanuele. Si tratta dell’unica manifestazione italiana dedicata al rapporto tra cinema e opera lirica, evento di rilievo internazionale entrato quest’anno a far parte del Music Film Festival Network, la rete europea dei festival cinematografici musicali.
La rassegna prevede circa cinquanta opere tra film, documentari e cortometraggi, suddivise in sezioni tematiche, tra cui Carmen Day, un’intera giornata dedicata al mito di Carmen nel 150° anniversario della prima rappresentazione, e l’anteprima italiana di Renato Cioni: La voce dell’Elba di Stefano Muti, quest’ultimo presente a Roma. Molto atteso lo spettacolo teatrale Resta Diva – Omaggio a Maria Callas con Enrico Lo Verso.
Evento speciale di questa edizone del Messina Opera Film Festival sarà l’omaggio all’arte visionaria del regista e produttore Andrea Andermann, con la riproposta dei suoi celebri film in diretta – Tosca a Roma, Traviata a Parigi, Rigoletto a Mantova e Cenerentola – rappresentazioni teatrali messe in scena negli stessi luoghi e nelle stesse ore dove le opere liriche furono ambientate dai loro autori, e trasmesse in mondovisione.
“Io allora lo volevo a tutti i costi, pur non sapendo nulla di tecnologia – ha raccontato Andrea Andermann in conferenza stampa – a Roma dove lavoravamo, tutti mi dicevano ‘Dotto’, nun se po’ fa’, e invece grazie a complici e amici che con me hanno rischiato l’osso del collo, come Placido Domingo, Zubin Meta, Vittorio Storaro, Marco Bellocchio, Giuseppe Patroni Griffi, ci sono riuscito”. A margine, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ninni Panzera, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Sicilia e direttore artistico del Messina Opera Film Festival.
Direttore, come nasce questo progetto?
Il Festival è nato effettivamente trent’anni fa. Dal 1995 il Messina Film Festival è andato avanti fino al 2001, poi, per varie ragioni, ha subito una brusca interruzione per ben 22 anni. L’ho ripreso nel 2023 con questa caratteristica che è assolutamente inedita e originale, quella di analizzare il rapporto fra il cinema e l’opera lirica, che è un rapporto davvero fecondo come, da fuori, non si può neanche immaginare. E lo è sin dai tempi del mutuo. Per questo ho aggiunto la parola ‘Opera’ nel titolo e l’acronimo adesso è MOFF.
E questa idea di coniugare, appunto, la lirica con il grande schermo come è arrivata?
Qualche anno fa mi sono cimentato nello studio di un rapporto tra il cinema e le musiche di Vincenzo Bellini e ho scoperto che esistono delle praterie di film inediti, di film muti tratti da opere liriche assolutamente sconosciuti. Tanto per citare qualche titolo, negli ultimi tre anni, da Tosca a Carmen, Cavalleria rusticana e Casta Diva, Norma. Quindi c’è una quantità di materiale veramente incredibile, anche con tratti di grande originalità.
Qual è la chicca di questa edizione speciale?
Quest’anno puntiamo all’evento speciale del Festival dedicato, appunto, ai quattro film in diretta di Andrea Andermann. Ritengo che sia stato un grande progetto e mi fa particolarmente piacere poterlo ripresentare a distanza di più di trent’anni dalla prima messa in scena, quella di Tosca, soprattutto per sottoporlo alla valutazione degli studenti e dei giovani di oggi che vedono le cose in diretta solo attraverso Facebook, Instagram o YouTube. Ma 33 anni fa qualcuno presentò un progetto in diretta, rivoluzionando quelli che erano i concetti di cinema e di spettacolo dal vivo. Veramente una cosa di cui sono particolarmente orgoglioso e spero che i giovani possano apprendere da questo pozzo di conoscenza, di esperienza e di bellezza che ci ha regalato Andrea Andermann.
A proposito di giovani, che riscontro avete dalle nuove generazioni in merito a questo approccio e cosa vi aspettate per questa edizione proprio da parte del pubblico più giovane?
Il pubblico più giovane finora è stato abbastanza contenuto come presenza. Da quest’anno abbiamo però puntato in maniera decisa sui ragazzi stringendo un accordo con l’Università di Messina e con un’organizzazione e con una rivista multimediale dell’Università che si chiama Universo Me con cui stiamo progettando tutta una serie di iniziative. È stato introdotto, per esempio, un concorso di cortometraggi e tra le giurie, una sarà composta da studenti universitari. Ma la cosa più importante sarà un contest che realizzeremo proprio sulla masterclass che terrà Andrea Andermann sui quattro film in diretta.
Come direttore artistico del Messina Opera Film Festival ma anche come appassionato di cinema e di opera, qual è il film legato alla lirica che ama di più?
Devo dire che quest’anno mi sono immerso nel mondo di Andrea Andermann e sono rimasto folgorato dal primo dei suoi lavori, Tosca, girato nelle stesse ore e negli stessi luoghi del libretto d’opera: immaginare quindi quel film in diretta con 35 camere che riprendono il movimenti degli artisti nei luoghi reali dell’opera, e non su scenografie o in un contesto teatrale, ha suscitato in me una grande suggestione. Dovrei liberarmi da questa suggestione che ho incollata addosso per poter rispondere esattamente alla sua domanda.
Patrizia Simonetti
Foto di Patrizia Simonetti













