“LE VIE DEI TESORI A MESSINA”: SI PARTE DAL PALAZZO DELLA PREFETTURA

 

Questo primo fine settimana riparte anche a Messina il Festival Le Vie dei Tesori che si svolgerà fino al 1 ottobre. Visitabili per l’occasione ben venticinque monumenti ma al solito anche passeggiate ed esperienze.

Punta di diamante per questo primo fine settimana il Palazzo della Prefettura che sarà possibile visitare sia sabato pomeriggio che domenica per l’intera giornata. Il monumentale edificio si apre alla città ed ai turisti grazie alla disponibilità del prefetto Cosima Di Stani, a fare da guida gli studenti di ben tre istituzioni scolastiche della città.

Per l’occasione verrà presentato alla cittadinanza un nuovo albo dei prefetti che è stato recentemente realizzato dall’artista Mario Valenti. L’area in cui sorge questo palazzo è molto importante per la storia della città per vari aspetti: culturali, storici e religiosi.

Proprio in quest’area, in cui già sorgeva la più importante necropoli della Città, nel 535 d. C. il monaco San Placido, inviato appositamente da San Benedetto, edifica il primo monastero benedettino di Sicilia. Purtroppo, già il 5 ottobre del 541 dei pirati assaltano il monastero e lo stesso San Placido, con i fratelli ed i suoi monaci, subisce il martirio.

Questo edificio viene abbandonato per tutto il periodo dell’occupazione araba della Sicilia. All’arrivo nei normanni i ruderi che furono del monastero benedettino furono assegnati nel 1070 ai Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme detti poi di Malta, che ne fecero la sede del Gran Priorato di Messina.

Qui, il più importante ordine cavalleresco, edificò il Palazzo del Gran Priore con annesso Ospedale e chiesa dedicata a San Giovanni, come per volontà di San Placido. Questo luogo giocò un ruolo importante nella storia di Messina e della Sicilia. Tappa fondamentale per chi partiva o ritornava dalla Terrasanta.

Importante per la storia della città il luogo in cui sorge la Prefettura

Da qui passarono crociati, pellegrini, sovrani e pontefici. Dopo il terremoto del 1783, crollato l’antico Palazzo Reale di Messina alla Dogana, la Monarchia Borbonica invece di restaurare l’antico Palazzo requisì ai Cavalieri di Malta la loro dimora che divenne fino al 1861 il nuovo Palazzo Reale di Messina che ospitò più volte i sovrani del Regno delle Due Sicilie.

Dopo l’Unità d’Italia il Palazzo fu restaurato dall’Architetto Leone Savoia e adibito a Palazzo del Prefetto. Il terremoto del 28 dicembre 1908 danneggiò gravemente l’edificio, fu quindi demolito insieme all’annessa monumentale chiesa di San Giovanni di Malta e fu progettato l’attuale edificio intorno al 1915 dal celebre architetto romano Cesare Bazzani, autore a Messina anche della Chiesa del Carmine e di quella di Santa Caterina. Il palazzo verrà completato nel 1920 con una struttura monumentale in stile post floreale.

LEGGI ANCHE  IL CARO BOLLETTE METTE IN GINOCCHIO ANCHE I PANIFICATORI

Significativo il prospetto principale su via Garibaldi con grandi figure allegorie sul coronamento. Tra gli ambienti visitabili l’appartamento presidenziale che nei suoi 103 anni di vita ha ospitato vari Capi di Stato o di Governo in visita in Città.

In questo appartamento, composto da salottino, toilette e camera da letto, hanno pernottato in periodo monarchico i sovrani: Vittorio Emanuele III e Umberto II di Savoia, il duce Benito Mussolini ed in epoca Repubblicana vari Presidenti della Repubblica, per ultimo Oscar Luigi Scalfaro e vari Presidenti del Consiglio, come Silvio Berlusconi. L’arredamento è appositamente sobrio ed elegante.

Si potrà visitare anche l’appartamento presidenziale

Spicca per bellezza la sala da pranzo dotata di grande tavolo in legno. Come tutte le sale della Prefettura, gli ambienti sono molto alti, con soffitto le cui grandi travi antisismiche sono camuffate da artistici stucchi e decori. Le pareti sono interamente rivestite con parati serici.

Questa sala è decorata da un antico ed artistico settecentesco paliotto in seta, ricamato con filo d’oro ed argento. Il pregiato manufatto proveniente dalle collezioni del Museo Regionale e prima del terremoto del 1908 faceva parte del corredo di una delle tante chiese della città.

Si compone di una prospettiva architettonica con alcune raffigurazioni legate all’Antico Testamento, da sinistra verso destra: Caino che uccide Abele, Mose, Melchidesech e il mancato Sacrificio di Isacco da parte di Abramo. Alle pareti sono presenti poi quattro dipinti opera del pittore messinese Salvatore De Pasquale.

L’artista è tra i maggiori del Novecento messinese e queste opere furono donate dallo stesso De Pasquale al Museo Regionale. Le quattro tele furono realizzate durante il soggiorno veneziano alla fine degli anni Venti e raffigurano: la Signorina Bergstrom dalla veste di un rosso intenso, un suo autoritratto con lo sguardo verso l’esterno, una giovane donna vestita di verde che legge una rivista, una ragazza che appoggia la testa alla mano.

LEGGI ANCHE  SONO FELICE, MIO PADRE MERITAVA QUESTO RICONOSCIMENTO DALLA SUA MESSINA

Il salone delle feste o di rappresentanza è posto al centro del prospetto principale del Palazzo. Da questa sala si accede al balcone centrale che guarda verso lo Stretto, il Porto e la Fontana del Nettuno.

 

Alle pareti sono posti due grandi dipinti settecenteschi raffiguranti scene di rovine classiche e due tele dei primi del Novecento del maestro De Angelis raffiguranti, in due distinte prospettive, l’antico Palazzo Comunale di Messina, distrutto delle fasi successive al terremoto del 1908.

Gli ambienti della Prefettura sono decorati da importanti opere del Museo Regionale

Curioso, nella segreteria del Prefetto, un grande dipinto seicentesco raffigurante i quattro fondatori del monastero di San Placido Calonerò.

I quattro messinesi, con accanto al volto il proprio stemma, decidono di fondare tra il 1361 ed il 1363 un nuovo monastero benedettino dedicato al martire messinese San Placido, ancora oggi esistente lungo la strada verso Pezzolo.

I quattro messinesi si chiamavano: Leonardo De Austasio, Roberto De Gilio, Mauro Speciale e Giovanni di Santa Croce. Degna di nota biblioteca, utilizza per riunioni ed incontri con un soffitto riccamente decorato a stucco con alle parenti monumentale scaffalatura in legno chiusa da sportelli contenenti vari libri di natura giuridica.

La stanza ovale del Capo di Gabinetto del Prefetto presenta un dipinto dei primi del Novecento del pittore messinese Giuseppe Bonsignore. La tela raffigura l’antico Palazzo nella Prefettura restaurato da Leone Savoia ed andato distrutto dopo il terremoto del 1908.

Si scorge anche la Via Garibaldi, la Villa Mazzini, la Chiesa di San Giovanni di Malta e di fronte alla Prefettura la distrutta Chiesa di San Nicolò dei Greci. Infine, la visita si conclude con l’ufficio del Prefetto. La stanza è particolarmente elegante grazie alle cornici delle porte scolpite in legno, grande lampadario in legno e soffitto dipinto a finto legno.

Alle pareti due importanti tele seicentesche facenti parte un tempo del ciclo pittorico dedicato alla Madonna della Lettera che decorata la Cripta della Cattedrale di Messina. Queste tele furono commissionate dalla Confraternita degli Artisti degli Schiavi della Madonna della Lettera.

Una raffigura i messinesi con San Paolo che scrivono una lettera alla Vergine Maria riferibile ad Alonso Rodriguez e l’altra la Partenza degli Ambasciatori Messinesi verso Gerusalemme attribuita a Giovan Battista Langetti.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI