“LA STRANIZZA D’AMURI” RACCONTATA DA BEPPE FIORELLO

Era attesissimo e non ha deluso le attese. Prima al Cinema Iris e poi alla Sala Fasola accolto da Loredana Polizzi della Multisala Apollo. Con lui anche i giovani protagonisti di “Stranizza d’Amuri” i giovanissimi  Samuele Segreto (ballerino appena uscito dal programma “Amici” di Maria De Filippi) e Gabriele Pizzurro e, sempre del cast, Anita Pomario ed il messinese Raffaele Simone Cordiano.

Prima dell’abbraccio con il pubblico messinese che, come in tutta Italia gli ha tributato un’accoglienza calorosissima Beppe Fiorello ha raccontato a Me Style l’essenza del suo “Stranizza d’amuri”

“Questo film mi  ha fatto scoprire un’ altra  parte del mio lavoro, che conoscevo si, ma non  conoscevo la sua profondità. Dichiara Beppe Fiorello “Ho una carriera abbastanza  lunga ma non si finisce mai di scoprire questo lavoro. Stranizza d’amuri è stata una grande esperienza formativa ed emotiva. Lo è stato per la storia che racconta il film e per aver diretto dei colleghi giovani e della mia età. Per chi fa questo mestiere dirigere  degli attori, e soprattutto degli attori giovani  è una cosa particolare, delicata e profonda. Credo di conoscere quella parte umana degli attori e delle  attrici, va presa con estrema delicatezza e soprattutto va rispettata l’anima degli attori. E’ proprio  come quella dei bambini.”

  • Per il tuo esordio alla regia, hai scelto un film che trae spunto da una storia vera, com’è nata quest’idea?
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“Più che idea  era un’esigenza, un desiderio di ispirarmi ad un fatto di cronaca che ho scoperto tanti anni fa più o meno fra il2007 ed il 2008. Lessi quest’articolo di repubblica (che parlava del duplice delitto di Giare avvenuto in Sicilia nel 1980 ndr) poi ne lessi tanti altri e tutti gli articoli si somigliavano tutti, nessuno portava ad una verità assoluta.

A questo punto decisi che avrei fatto non un film di genere, ma un film dettato dalla mia visione e mi sono come dire liberamente ispirato a questa vicenda. Non solo, ho usato me stesso negli anni 80 adolescente, ho iniziato a pescare dalla mia vita, ricordi e li ho messi dentro. Per delicatezza non ho voluto girare a Giarre perché c’è chi soffre ancora per questa vicenda, mi sono solo spostato un po’ più in là.

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Un film dunque liberamente ispirato, una Sicilia che ho vissuto, nessuno può dirmi che non esiste.

All’interno ruota una storia molto intima, quella di  due ragazzi di Giarre, un pezzo di vita che è stato tolto in fretta solo perché si amavano.”

  • Com’è la Sicilia oggi?

“ La Sicilia come il mondo è in continua  evoluzione, è come un cerchio che gira e spesso si torna a cose arcaiche, come le donne iraniane ad esempio, ancora ci sono sacche di arretratezza ovunque al nord come al sud. Rispetto alla Sicilia del film l’isola oggi è molto cambiata certo. Tuttavia come dicevo icasi discriminazione verso i ragazzi e le ragazze che si amano continua,  è un fenomeno che qualche volta accade anche fra le mura domestiche, questa è una cosa che il film veicola.”

Il pubblico che ha gremito la sala Fasola per la presentazione di “stranizza d’amuri”

 

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