GLI “ANNI 60” IN MUSICA DI PAMELA PRATI FEAT ATMOSFERA BLU

 

E’ uscito ieri  Anni 60, il nuovo spumeggiante brano di Pamela Prati Feat Atmosfera Blu che fa respirare un’aria nostalgica e spensierata rievocando il favoloso decennio.

Il brano, prodotto da Vocal Sound Music e distribuito da Believe, è scritto a più mani da Giuseppe SantamariaPamela Prati, Rosario Ingegneri e nasce dall’idea musicale dello stesso Santamaria. I coristi, Tony Campo Gabriella Bisignano in arte Giove e Antonella Marino in arte Agfa. Arrangiamenti a cura di G-laspada.

I Beatles, il jukebox, il drive in, i piano bar: sono tanti i simboli di un’epoca che viene sempre ricordata per quel sapore di rinascita e novità che sapeva trasmettere. Ma sarà stato veramente così? Anni 60 è l’occasione, per un decennio ormai mitico, di mettersi allo specchio e, contemporaneamente, a confronto con il mondo di oggi.

Mode e moniti di libertà a cui guardiamo costantemente con passione, vengono spesso riproposti anche nella musica del 2023. Questa volta, senza ricorrere ad alcuna cover di brani già esistenti, ecco arrivare una nuova canzone, dai suoni e dal ritmo anni ‘60.

Gli Atmosfera Blu (Giuseppe Santamaria e Anna Lanza), con la loro consueta capacità di cogliere sensazioni e suggestioni, lanciano un pezzo frizzante, orecchiabile e ballabile, che sembra poter già fare respirare un’aria estiva, in anticipo su tutti.

Insieme al duo, che conferma la passione per la musica leggera italiana e il suo periodo d’oro, c’è una cantante, ballerina e attrice di straordinario spessore come Pamela Prati. Una diva contemporanea, dallo charme e dalla personalità dove sensualità, simpatia e talento si uniscono proprio come accadeva con le più grandi artiste di quei favolosi anni.

Dichiara Giuseppe Santamaria degli Atmosfera Blu: “Ci piace da sempre collaborare con artisti che oltre a cantare, sappiano raccontare qualcosa di importante alla nostra società. Pamela è una primadonna, sempre contemporanea, che sa incarnare quell’atmosfera anni ’60. L’idea di duettare con lei è nata non appena terminato il brano. Abbiamo subito contattato il suo editore e glielo abbiamo fatto ascoltare sperando si realizzasse il nostro sogno a cui Anna teneva in modo particolare”.

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Pamela Prati è una protagonista dello spettacolo che ha saputo proseguire la migliore tradizione cominciata proprio in quel periodo, come lei stessa ammette: “Mi è sempre piaciuto riportare il divismo sul palcoscenico. Ho sentito da subito che questo progetto potesse appartenermi. Il brano mi riporta all’allegria dell’adolescenza. È la prima volta che canto con un gruppo, cosa che ho sempre sognato, e lo faccio insieme a una bella band, con cui si è creata una meravigliosa sinergia”.

Racconta Giuseppe Santamaria: “Volevo una canzone fresca, che rimanesse immediatamente in testa. Ho composto il brano senza sapere quali sarebbero state le parole, ma dentro di me già strizzavo l’occhio a un momento storico che poteva essere proprio quello degli anni ’60. Alla fine mi è stato restituito questo testo, che non avrebbe potuto avere parole più azzeccate”.

Aggiunge Rosario Ingegneri, paroliere del pezzo: “Mi avevano inviato questa musica. Non era facile immaginare un testo su una melodia che presenta note così ravvicinate. Dopo averlo ascoltato la sera, però, nella notte mi sono svegliato con questo motivetto già nella testa. È stato istintivo: mi sono subito venuti alla mente gli anni ’60. Era una realtà completamente diversa da quella di oggi: ci bastava poco per godere del divertimento”.

Nella canzone, tutto ha il sapore della poesia; persino le patatine e i popcorn davanti a un film appaiono più coinvolgenti del modo distaccato con cui ci si mette oggi davanti allo schermo. Si ricorda un decennio che, in qualche modo, appartiene a ogni italiano.

Continua Anna Lanza: “Riuscire a cantare gli anni ’60, così importanti anche per la discografia italiana, nel 2023 è un regalo che abbiamo voluto fare a noi e al pubblico. Certo, il mondo è cambiato. Gli anni ’60, però, sono uno stato d’animo e come tali non moriranno mai”.

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Pamela Prati: “Questa canzone mi riporta ai drive in, alla moda degli anni ’60 che ho attraversato, sebbene fossi piccola. Io sono più legata agli anni ’80, ma i falò che facevamo sulla spiaggia con la chitarra erano già figli di quell’epoca che racconta la canzone. Chiunque di noi ha un’idea ben precisa degli anni ’60, attraverso i film e i personaggi famosi di quel periodo”.

Così, con gli arrangiamenti di G-laspada e l’accompagnamento di archi e delle chitarre di Sergio Arizzi, ecco ricrearsi quel romanticismo che siamo abituati a vedere raccontati nei film, dove attori e celebrità passeggiavano tra le vie della Capitale con una naturalezza e una sincerità che non nascondevano nulla ai fan. Nell’epoca in cui non esistevano selfie, si poteva usare quella spontaneità forse più di oggi.

Il videoclip, girato nel locale romano L’asino che vola, si sviluppa come un’esibizione di tre artisti e altrettanti coristi in un piccolo teatro, dove la vita quotidiana ruota intorno a quella dello spettacolo con cui si interseca.

Conclude Pamela: “Si tratta di una canzone leggera, che però non rinuncia a un sottofondo di malinconia. Volevamo, riproporre quelle atmosfere che hanno saputo raccontare anche i Matia Bazar in Vacanze Romane o, in un tema ancor più internazionale, Liza Minnelli e Robert De Niro in New York New York, dove gli artisti viaggiano vivendo della loro passione. C’è una ricerca molto curata di ogni dettaglio in questo video. Io, per esempio, vesto un abito di Dior, indossato già da altre dive degli anni 60 e concesso da una sarta formidabile”.

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