LORETTA GOGGI CONDUCE BENEDETTA PRIMAVERA: L’AMORE MI HA RIDATO FIDUCIA

Loretta Goggi torna a condurre uno spettacolo su Rai1. Sono passati trent’anni, più o meno, e ora dopo tante edizioni da giudice a Tale e Quale, e a 72 anni di cui  63 di carriera, eccola alla guida di un grande show in prima serata. Si intitola Benedetta Primavera ed è un varietà, ma anche un viaggio in cui Loretta, conclamata regina del piccolo schermo, racconterà la sua storia e quella della televisione italiana. Al suo fianco Luca e Paolo. E in ognuna delle quattro serate previste, tanti ospiti.

A cominciare da stasera venerdì 10 marzo quando nella prima puntata, tra gag, canzoni, imitazioni e balletti, ci saranno: Heather Parisi per ricreare le atmosfere della prima edizione di Fantastico, Chiara Francini per parlare di Sanremo, i duetti impossibili di Mietta e Anna Tatangelo con Mia Martini e Whitney Houston, Bruno Vespa per parlare di censura e delle parole vietate nella storia della televisione, Marco Giallini con cui si tratterà il tema del politically correct, e Claudio Amendola per un excursus sugli sceneggiati di un tempo. L’abbiamo incontrata a Roma in occasione della presentazione alla stampa di Benedetta Primavera.

Felice di incontrarti Loretta, come stai?

Sono un po’ agitata…

Agitata? E perché mai? Non ta succedendo nulla, mi pare…

No, no, non succede niente. Dopo trent’anni sto facendo un programma dove sono la conduttrice, e sono anche al centro dello spettacolo, che sarà mai, e quindi assolutamente nulla di preoccupante o di ansiogeno…

Scherzi a parte, come stai affrontando questo ritorno in grande?

Con grande gioia ed emozione perché sono tornata a far la cosa che so fare meglio, anzi, in realtà non so fare nient’altro. Ho iniziato a 10 anni a lavorare, ho cominciato come attrice, poi sono passata al varietà, alle imitazioni, alla conduzione, al quiz, diciamo che non so fare altro, a parte forse due uova al tegamino… torno al primo amore, ecco, e mi diverto.

La tua Maledetta Primavera è diventata Benedetta… quando è successo?

La mia Maledetta Primavera è diventata Benedetta quasi subito, nel senso che è stato importante per me cantare questa canzone, e senza cambiare l’aggettivo maledetta del titolo che mi avevano chiesto di eliminare perché non andava bene con la primavera, e ho passato pure qualche guaio. Ma quel ‘maledetta’ era riferito al momento in cui magari incontri una persona ma non è il momento giusto e sarebbe stato meglio aspettare. E è diventata subito Benedetta perché mi ha aiutato ad aprire un altro settore del mondo spettacolo che mi era precluso in quanto imitatrice. Cioè a quei tempi un’imitatrice non poteva cantare, non sapeva cantare, non aveva la sua personalità.

Cosa ci racconterai nel tuo grande show?

Io spero di raccontare qualcosa che riguardi me, ma anche tutto il mondo dello spettacolo. Perché quello che cercavo era proprio una cosa che non mi autocelebrasse in maniera esagerata, non mi interessava, volevo invece ripropormi per quella che sono, paragonare lo spettacolo com’era prima e come è adesso, fare un confronto, vedere le cose che si somigliano e quelle che invece sono diametralmente opposte, cosa si potrebbe recuperare del passato e cosa bisognerebbe prendere dal presente. Questo è il senso di Benedetta Primavera.

Qual è stata la cosa più bella della tua carriera e della tua vita?

Ho spaziato in troppi campi, è difficile trovarne una sola. Posso parlare di Sanremo come conduttrice, prima conduttrice donna del Festival, posso parlare del quiz… ci sono cose che ho fatto per la prima volta e che mi sono rimaste nel cuore, come il teatro con Gigi Proietti e Johnny Dorelli, quelle sono esperienze che non possono passare inosservate nel mio album dei ricordi. Ci sono tante cose belle, una in particolare: l’incontro con mio marito. Riguarda la mia vita, ma è stato fondamentale.

L’amore aiuta anche nella carriera e nel tuo caso credo lo abbia fatto molto

Assolutamente. Per carità, non è che uno se non è innamorato non è bravo sul palcoscenico. Certamente il mio amore mi ha aiutato a recuperare un po’ di fiducia in me stessa, e quindi è stato importante anche per questo. Mio marito mi dava consigli per i mio lavoro, mi diceva sempre che dovevo spogliarmi di tutte le mie sovrastrutture e che dovevo essere più spigliata e naturale come ero a casa con lui, una moglie che lo faceva anche ridere.

E dopo Benedetta Primavera?

Vorrei tornare a recitare, mi piacerebbe un ruolo da protagonista in una fiction… Recitando posso andare sotto braccio con la mia età, posso affrontare con la mia faccia e le mie rughe dei personaggi che facendo il varietà è difficile far apprezzare al pubblico. Io per fortuna, ed è per questo che sono qua dopo 63 anni, non ho mai puntato sulla mia fisicità. Non che fossi una cozza, però non ci ho mai pensato e quindi ho investito su tante cose che mi hanno permesso di viaggiare a 360 gradi. Nella speranza che a questa età si possa ancora parlare di arte, di talento e di spettacolo.

Patrizia Simonetti

 

 

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