Prima importante svolta nelle indagini sul clamoroso furto delle preziose tavole di Antonello da Messina, sottratte lo scorso 15 agosto dal Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina.
L’inchiesta interna avviata dalla Regione Siciliana ha portato all’emissione di provvedimenti disciplinari formali nei confronti di otto custodi della struttura, quattro in servizio al momento del furto, tre presenti la sera prima ed uno andato via prima del cambio di guardia.
Le raccomandate di notifica sono già state regolarmente recapitate ai destinatari e, per alcuni dei dipendenti coinvolti, la Regione aveva già disposto il trasferimento ad altri uffici.
I controlli amministrativi hanno permesso di ricostruire i turni del personale nelle ore a ridosso del furto.
Le verifiche tecniche hanno accertato che i sistemi di allarme del museo erano perfettamente funzionanti al momento dell’intrusione. Tuttavia, la segnalazione d’emergenza è stata ignorata dal personale.
Secondo quanto emerso, alcuni dipendenti si sarebbero giustificati affermando che i sensori entravano spesso in funzione a vuoto e che l’allarme “scattava senza motivo”. Tutto questo si è rivelato fatale: la sera del 15 agosto, a far scoprire il furto e a dare l’allarme alle forze dell’ordine, non è stato il personale interno ma i passanti che hanno notato due quadri lasciati abbandonati all’esterno della struttura.
L’attività ispettiva della Regione Siciliana sta procedendo in parallelo con il filone giudiziario principale. Sulla vicenda indaga infatti la Procura della Repubblica di Messina, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per identificare gli autori materiali del furto d’arte.
Gli inquirenti stanno incrociando i dati della relazione interna dei tecnici regionali con i rilievi scientifici effettuati nelle sale del museo per capire come i ladri abbiano potuto compiere il furto presochè indisturbati.




