La storia incontra la natura, tra antiche mura, panorami sullo Stretto e tesori di biodiversità. È stata presentata ieri a Palazzo Zanca, la terza edizione di “Forti d’Autunno”, la manifestazione che domenica 18 e domenica 25 ottobre animerà i forti dei Centri, Cavalli, Puntal Ferraro, Petrazza e San Jachiddu, trasformandoli in luoghi di incontro, conoscenza e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale dei Monti Peloritani. Il tema scelto per questa edizione, “Biodiversità tra le antiche mura”, racconta il legame profondo tra le fortificazioni e il paesaggio naturale che le circonda. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto regionale promosso dall’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, con l’obiettivo di coniugare la tutela ambientale con la riscoperta e la fruizione sostenibile del patrimonio fortificato.
Alla presentazione sono intervenuti l’assessora alle Politiche ambientali e alla Transizione ecologica, Liana Cannata, e l’assessore alla Cultura e alla Valorizzazione del patrimonio fortificato, Enzo Caruso, insieme a Giovanni Dell’Acqua, dirigente responsabile del Servizio 13 per il Territorio di Messina del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, al professore Vincenzo Parrino del Dipartimento ChiBioFarAm dell’Università degli Studi di Messina e ai rappresentanti delle associazioni che custodiscono e animano i forti cittadini.
“I Forti non raccontano soltanto la storia militare e architettonica della nostra città: hanno protetto, nel tempo, anche un patrimonio naturale di grande valore”, ha sottolineato l’assessora Liana Cannata. “Per oltre un secolo, le aree circostanti sono rimaste in larga parte sottratte all’espansione urbana, diventando preziosi rifugi di biodiversità. Oggi questi luoghi ci offrono l’opportunità di conoscere e valorizzare specie vegetali e animali, habitat e paesaggi che rappresentano una ricchezza da tutelare. La sfida è promuovere una fruizione consapevole, capace di coniugare la valorizzazione dei manufatti storici con la salvaguardia degli ecosistemi, attraverso interventi di restauro attenti, una gestione sostenibile del verde e la collaborazione con le associazioni che quotidianamente si prendono cura dei Forti”.
Le antiche fortificazioni rappresentano infatti ambienti di particolare interesse naturalistico: le mura in pietra, le fessure, i fossati e le casematte offrono microhabitat a piante rupicole, muschi, licheni, insetti, rettili e pipistrelli. A questo si aggiunge la posizione panoramica dei Forti, affacciati sullo Stretto di Messina, uno dei più importanti corridoi migratori del Mediterraneo, dove ogni anno transitano migliaia di uccelli.
“Forti d’Autunno è un’occasione per far conoscere il nostro patrimonio fortificato attraverso una formula che unisce cultura, ambiente e partecipazione», ha dichiarato l’assessore Enzo Caruso. “Non una semplice manifestazione autunnale, ma un invito a vivere i forti e le colline messinesi in maniera diversa, riscoprendone la storia, i panorami, le tradizioni e le peculiarità dei villaggi. Le due giornate offriranno visite, mostre, artigianato, degustazioni e attività per adulti e bambini, con l’obiettivo di rendere questi luoghi sempre più accessibili e riconosciuti come parte integrante dell’identità cittadina. Valorizzare i forti significa anche decentrare l’offerta culturale, portandola nelle periferie e creando nuove occasioni di incontro e condivisione”. L’assessore ha inoltre richiamato il valore della collaborazione istituzionale nell’area dello Stretto, esprimendo soddisfazione per la partecipazione dell’assessore del Comune di Reggio Calabria, Massimo Ripepi, e auspicando che entro Natale possa essere restituito alla città anche Forte Gonzaga. Un percorso che trova ulteriore significato nella Comunità Patrimoniale dei Forti dello Stretto, promossa dal Comune di Messina insieme al Centro Studi MEDFORT, e sottoscritta il 5 novembre 2024. La rete, che coinvolge istituzioni, enti e associazioni delle due sponde, mette in relazione il patrimonio fortificato messinese e calabrese, riconoscendo nei forti un’eredità culturale condivisa e un elemento identitario dell’intera area dello Stretto. La partecipazione di Reggio Calabria conferma dunque l’importanza di una collaborazione che supera i confini amministrativi, favorendo una visione unitaria della tutela, della valorizzazione e della fruizione dei siti fortificati. In questa prospettiva, anche il recupero di Forte Gonzaga rappresenta un tassello significativo di un progetto più ampio, volto a rafforzare il legame tra le comunità e il patrimonio storico delle due sponde.
A sottolineare il ruolo del patrimonio forestale e naturalistico è stato Giovanni Dell’Acqua, dirigente responsabile del Servizio 13 per il Territorio di Messina del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale. “Siamo lieti di rinnovare, per il secondo anno consecutivo, la collaborazione che consentirà di aprire al pubblico Forte Puntal Ferraro, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire un luogo di grande valore paesaggistico e naturalistico”, ha evidenziato Dell’Acqua. “Il Forte, affacciato sul territorio e sul panorama che guarda verso il porto di Milazzo, rappresenta un punto di osservazione privilegiato sul patrimonio dei Peloritani. La presenza del vivaio forestale e le attività dedicate alla conoscenza dell’ambiente contribuiscono a rafforzare il rapporto tra tutela del territorio, educazione ambientale e valorizzazione delle nostre risorse”.
Il professore Vincenzo Parrino ha portato i saluti della comunità accademica e del Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, sottolineando il valore scientifico e culturale dell’iniziativa. “Siamo alla terza edizione di una manifestazione che ci permette di guardare ai Forti non soltanto come testimonianze della nostra storia, ma come veri e propri scrigni di biodiversità”, ha dichiarato Parrino. “La conoscenza del patrimonio naturale è fondamentale per comprenderne il valore e promuoverne la tutela. Iniziative come questa favoriscono il dialogo tra istituzioni, università, associazioni e cittadini, trasformando i Forti in luoghi di divulgazione, osservazione e apprendimento, dove la ricchezza floristica, la fauna e le caratteristiche geologiche del territorio diventano patrimonio condiviso”.
Ad aprire il programma della manifestazione sarà un momento di approfondimento scientifico e culturale, che si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 10, a Santa Maria Alemanna, con la conferenza “Biodiversità tra le antiche mura – Paesaggio e Natura 2000 nei Forti dello Stretto”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Federico Basile, dell’assessore Enzo Caruso, dell’assessora Liana Cannata e di Massimo Ripepi, assessore alle Politiche dell’Area integrata dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, si svolgerà una tavola rotonda con gli interventi di esperti e studiosi. Mauro Cavallaro, del Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze veterinarie, approfondirà il tema “Quando la collina di Salice era un antico mare profondo”. Vincenzo Visalli, presidente del Centro di Cultura Micologica, parlerà del mondo dei funghi e della sua importanza per gli ecosistemi. Alessandro Crisafulli, dell’Orto Botanico “Pietro Castelli” dell’Università di Messina, illustrerà la “Ricchezza floristica tra mura e dintorni dei Forti”. Giuseppe Lo Paro, componente della CTS ASSOCEA Messina APS, approfondirà il ruolo dei forti come “Osservatori e laboratori ambientali”. Le conclusioni saranno affidate a Francesco Cancellieri, advisor del Premio nazionale del paesaggio. L’incontro sarà un’occasione per approfondire il valore degli habitat naturali, il rapporto tra paesaggio e biodiversità e le prospettive di tutela e valorizzazione dei siti della Rete Natura 2000.
Dopo il momento di riflessione e approfondimento scientifico, domenica 18 e domenica 25 ottobre la manifestazione entrerà nel vivo con un programma di iniziative pensate per coinvolgere famiglie, appassionati di natura, visitatori e curiosi. Le fortificazioni diventeranno luoghi di incontro e scoperta, con visite, mostre, attività didattiche, esposizioni di pittura e artigianato, stand informativi e degustazioni di prodotti locali. Un modo per vivere i forti in una dimensione diversa, tra storia, paesaggio, sapori e tradizioni, valorizzando al contempo le produzioni e le peculiarità dei villaggi collinari.
Il programma
Domenica 18 ottobre
- Ore 10 – Forte San Jachiddu: caccia al tesoro “I tesori della natura”, un’attività dedicata alla scoperta dell’ambiente e della biodiversità, pensata per coinvolgere i partecipanti in modo divertente e partecipativo.
- Ore 10 – Forte Puntal Ferraro: mostra micologica “Sentinella dei Peloritani”, per conoscere il mondo dei funghi e la ricchezza degli ecosistemi forestali.
- Ore 10 – Forte dei Centri: iniziative dedicate ad “Ambiente e Territorio”, per approfondire il rapporto tra patrimonio naturale, paesaggio e comunità.
- Ore 15.30 – Forte Petrazza: laboratorio sulle stelle e osservazione astronomica dedicati ai bambini, per avvicinare i più piccoli alla conoscenza del cielo e della natura.
Domenica 25 ottobre
- Ore 10 – Forte Cavalli: celebrazione dei “136 anni di storia”, con il tradizionale taglio della torta e un’occasione per riscoprire il valore storico della fortificazione.
Nel corso delle due giornate, le attività saranno accompagnate da occasioni di incontro con le associazioni che presidiano i forti, esposizioni artistiche e artigianali e degustazioni che richiamano i sapori dell’autunno e le tradizioni locali. “Forti d’Autunno” conferma così la propria vocazione a coniugare memoria storica, conoscenza scientifica e partecipazione, restituendo centralità a luoghi che rappresentano una parte significativa dell’identità messinese. Un patrimonio da vivere, conoscere e custodire, nel quale le antiche mura diventano il punto d’incontro tra storia, biodiversità e comunità.




