ALESSANDRA NICITA, TRA MUSICA, SCRITTURA ED ESPERIENZE ARTISTICHE

 Artista versatile, scrittrice e cantautrice, Alessandra Nicita ha costruito nel tempo un percorso che unisce musica, scrittura ed esperienze artistiche.

Dalla partecipazione al MareFestival Premio Troisi ai progetti musicali e ai viaggi degli ultimi anni, il suo percorso si è arricchito di incontri, collaborazioni e nuove esperienze che hanno contribuito ad ampliare la sua visione artistica.

L’abbiamo incontrata per ripercorrere alcune tappe del suo percorso tra musica, esperienze e nuove prospettive.

 

Hai partecipato al MareFestival Premio Troisi in veste di artista. Che ricordo conservi di quell’esperienza?

Conservo un ricordo davvero bellissimo di quei giorni a Salina. L’arrivo di Matt Dillon è sicuramente una delle immagini che mi sono rimaste più impresse. Ricordo con grande piacere le serate con Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, il pomeriggio trascorso con Anna Galiena e i momenti condivisi con la mia amica Lucia Sardo, attrice straordinaria e donna meravigliosa, insieme a tutti gli altri ospiti del festival.

Sono stata accolta dagli organizzatori con attenzione e gentilezza e l’organizzazione è stata impeccabile. I siciliani sono maestri in questo. Salina è un’isola che trasmette un’energia magnetica e una serenità altrettanto importante. Mi piacerebbe ritornarci: non ho dimenticato i sapori dell’isola, i suoi capperi, le granite alla frutta e le marmellate all’arancia. La Sicilia occupa un posto speciale anche nel mio percorso artistico. Proprio qui è nata la collaborazione con Tony Canto, che ha arrangiato alcuni miei brani. È stata un’esperienza di grande valore umano e professionale che porto ancora oggi con me.

Tra i progetti musicali ai quali sei maggiormente legata c’è qualche esperienza che senti particolarmente importante?

L’amore per la vita lega tutte queste esperienze. Io sono affamata di vita, tanto che alle volte penso che per tutte le cose che amo fare una sola non mi basti.

Tra i lavori ai quali sono maggiormente legata c’è sicuramente il progetto realizzato insieme a Mauro Iandolo con il brano “Per nessun motivo al mondo”. È stata un’esperienza bellissima sotto tanti punti di vista: dalla collaborazione artistica alle riprese realizzate al Circeo, fino al percorso che il brano ha poi compiuto. Mauro, performer e artista che il pubblico conosce anche per essere stato sul palco di Sanremo con “Le Vibrazioni”, ha dato un contributo importante al progetto. Al di là dei riconoscimenti che il brano ha ottenuto, è uno dei lavori che mi è rimasto maggiormente dentro, soprattutto per il messaggio che porta con sé. Ognuno deve fare da padre o da madre a se stesso.

Sei scrittrice e cantautrice: a quale delle tue attività ti senti maggiormente legata oppure riesci a far convivere entrambe?

Fortunatamente riesco a far convivere entrambe, perché alla fine nascono dalla stessa esigenza: raccontare storie ed emozioni, semplicemente utilizzando linguaggi diversi.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza del MareFestival dal punto di vista umano e artistico?

Salina e le Eolie hanno un fascino particolare, fatto di mare, cultura e incontri. Mi ha lasciato la sensazione di un luogo in cui tutto sembra avere un ritmo diverso, più umano e più autentico. Un’esperienza che resta dentro per l’atmosfera, per le persone e per la bellezza del luogo.

Da allora hai avuto modo di vivere nuove esperienze e visitare luoghi diversi. Quanto contano i viaggi nel tuo percorso personale e creativo?

I viaggi sono sempre stati una parte fondamentale del mio percorso. I miei genitori mi hanno insegnato a viaggiare sin da piccolissima. Ogni luogo, ogni incontro e ogni esperienza contribuiscono ad arricchire lo sguardo e a lasciare qualcosa che, prima o poi, trova spazio anche nel mio modo di esprimermi. I viaggi mi hanno insegnato a farmi da parte, a diventare o almeno a cercare di essere un’osservatrice gentile nel paese che visito. Mi hanno insegnato a lasciarmi catturare da altri sguardi e da altri modi di vivere e di pensare: sembra facile, ma non lo è. L’India, ad esempio, mi ha restituito quello che cercavo: bellezza, spiritualità, poesia e pace. Tutto è poesia, se la sappiamo cogliere.

A proposito di viaggi, qual è stato l’ultimo luogo che hai visitato e cosa ti ha colpito maggiormente?

Ogni viaggio mi regala sempre qualcosa di diverso. Ogni posto è un dono, così come ogni singola persona che incontriamo, e mai mi è apparsa casuale la scelta di un viaggio. Sono tornata da poco da un posto incredibile come il Botswana con il sorriso sulle labbra e una necessità impellente: gestire il mio tempo diversamente da come avevo preso a fare. Tornerò perché il mal d’Africa comincia a farsi sentire. Sono tornata e ho scritto, ho scritto tanto: poesie, riflessioni, testi.

Possiamo aspettarci nuove idee o nuovi progetti nei prossimi mesi?

Sì, ci saranno e quando il frutto sarà maturo cadrà dall’albero. Mi pregusto questa attesa, che non sarà più così lunga.

Tra musica, viaggi, incontri e nuove prospettive, il percorso di Alessandra continua a evolversi attraverso esperienze che alimentano costantemente la sua ricerca espressiva.