“Non ti conoscevo, ma stanotte le nostre vite si sono incrociate. Ti ho tenuto la mano fino all’ultimo secondo, ti ho parlato sperando che mi sentissi”.
Inizia con queste strazianti parole la lettera aperta scritta da una giovane ragazza di Messina, anch’essa di nome Giulia, che nella tarda serata di ieri si è ritrovata per caso a prestare i primi soccorsi a Giulia Scimone, la quindicenne travolta e uccisa da una moto a Torre Faro. Una testimonianza drammatica, che descrive il silenzio irreale dopo le urla e la disperazione sul selciato di via Circuito, proprio davanti ad un frequentatissimo ritrovo.
Esplode la rabbia a Torre Faro: “Controlli inesistenti”
Mentre la città si stringe attorno allo strazio della famiglia, la commozione ha lasciato subitol spazio a una fortissima ondata di indignazione e rabbia tra i residenti della zona nord di Messina. La morte di Giulia viene definita senza mezzi termini come “una tragedia annunciata”. Da anni gli abitanti delle aree adiacenti ai laghi di Ganzirri e Torre Faro denunciano la totale anarchia che caratterizza le strade della movida estiva nelle ore serali.
I cittadini lamentano la carenza di pattuglie, l’assenza di limitatori di velocità e di dossi artificiali in rettilinei che, nei mesi caldi, diventano percorsi pedonali densamente frequentati da adolescenti. “La via Circuito si trasforma ogni sera in una pista da corsa clandestina sotto gli occhi di tutti”, denunciano infuriati i residenti sui social e ai microfoni della stampa locale, chiedendo interventi strutturali immediati affinché il sacrificio di Giulia non resti vano.
La dinamica e i risvolti giudiziari
Sui fatti, ormai drammaticamente chiari, la Procura ha già teso la sua linea giudiziaria. Secondo i rilievi delle forze dell’ordine e le numerose testimonianze dei ragazzi presenti sul posto, l’incidente è avvenuto intorno alle 23:30. Il conducente della moto, un giovane messinese, stava procedendo quando secondo alcune testimonianze avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di un’impennata azzardata.
La moto ha centrato la quindicenne, trascinandola per diversi metri. Le condizioni di Giulia sono apparse subito disperate; la corsa del 118 verso l’ospedale Papardo si è purtroppo rivelata inutile. Nelle scorse ore, il motociclista è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale e si trova attualmente agli arresti domiciliari.
I social ed il ricordo di Giulia.
In molti la conoscevano, chi racconta la sua passione per la danze, per l’equitazione, la sua gentilezza e soprattutto la sua voglia di vivere, quella voglia che è stata spezzata in un attimo in una tragedia dal dolore indicibile.








