TRACCE D’INCHIOSTRO: TRA AUTENTICITA’ E FALSI

Quella firma non è mia….!” Quando ce lo sentiamo dire, sappiamo già che dietro quella frase c’è una storia.
Un documento firmato, un accordo che sembrava chiaro, una certezza che improvvisamente vacilla. È così che la scrittura, da gesto quotidiano, diventa qualcosa di diverso, diventa un dubbio e poi spesso, una prova.
Nel nostro lavoro partiamo sempre da qui.

Da dove nasce il nostro sguardo? Siamo Elisabetta e Federica Favaloro ed oggi portiamo avanti lo Studio di Grafologia Forense Favaloro ma il nostro modo di osservare la scrittura non nasce oggi.

Nasce dentro una storia familiare lunga generazioni, iniziata già agli inizi del Novecento con i primi periti calligrafi della nostra famiglia. Una tradizione che nel tempo si è trasformata, fino a trovare una struttura precisa nel lavoro di nostro padre, il Prof. Arch. Giovanni Favaloro, che ha dato forma allo studio così come lo conosciamo oggi, trasmettendoci un metodo e, soprattutto, un modo di guardare.
Il nostro lavoro è non fermarsi all’apparenza.

Cosa succede davvero quando analizziamo una scrittura? Quando ci troviamo davanti ad una firma o ad una scrittura dubbia non cerchiamo solo somiglianze. Non ci chiediamo semplicemente: “è uguale oppure no?” , ci chiediamo invece “come è stata fatta?”; osserviamo il ritmo, la continuità del tratto, guardiamo se il gesto scorre o se si interrompe bruscamente, se è naturale oppure costruito.

Perché una firma autentica non è solo una forma, è un movimento che si ripete nel tempo, in modo spontaneo ed è proprio questo che chi tenta di imitarla fatica a riprodurre.
Il dettaglio che fa la differenza è che molto spesso i falsi non si riconoscono perché sono “diversi”. Anzi, a volte sono fin troppo simili, sono lenti, controllati, attenti ad ogni curva e proprio per questo perdono qualcosa: la naturalezza! È in quei dettagli quasi invisibili che si nasconde la risposta e quindi la scrittura diventa indizio, non è solo più una teoria.

La grafologia, soprattutto in ambito forense, è una disciplina di cui si parla poco. Eppure entra, spesso in silenzio, in momenti decisivi: quando un documento viene contestato, quando una firma non convince, quando una scrittura diventa l’unico elemento da cui partire. È un lavoro fatto di osservazione, pazienza e dettagli, di cose che ad un primo sguardo sembrano uguali, ma che in realtà lo sono?.
Nel nostro lavoro partiamo spesso da questa domanda su una scrittura ma raramente ci fermiamo lì.
A volte è una lettera senza nome, lasciata volutamente anonima, altre volte è un testamento che riapre equilibri ( o squilibri) familiari.

E poi ci sono i casi più inaspettati: opere d’arte, firme su tele o documenti che accompagnano un dipinto, assegni contraffatti… e situazioni che sembrano uscite da un racconto. È successo anche a noi. Uno dei casi più particolari, seguiti da nostro padre, riguardava un collare in acciaio appartenuto al cane di un uomo benestante. Su quel collare erano state incise le sue ultime volontà. Un supporto insolito, certo, ma perfettamente valido. Il problema emerse in seguito, quando qualcuno intervenne modificando l’incisione e aggiungendo un nome diverso: quello del giardiniere!
Anche in un caso così singolare, il principio rimane lo stesso: osservare, confrontare, verificare. Perché non è il supporto a fare la differenza, ma il segno. E di storie come questa, nel tempo, ne abbiamo incontrate molte. Diverse tra loro, a volte sorprendenti, ma sempre unite da un elemento comune: piccoli dettagli, spesso trascurati, capaci di cambiare completamente la storia ed il valore di ciò che abbiamo davanti.
Ogni volta il punto di partenza è lo stesso: qualcuno ha un dubbio e ci chiede di verificare.

È qui che inizia davvero il nostro lavoro! Fermarsi su ciò che sembra insignificante, osservare ciò che normalmente passa inosservato e mettere in discussione ciò che appare evidente.
Perché la scrittura non è solo ciò che vediamo, è ciò che resta e non mente mai davvero.
Può essere imitata, modificata, persino falsificata ma lascia sempre qualcosa. Una traccia.

Per lo Studio Favaloro
Federica Favaloro
www.studiocalligraficofavaloro.com

090.671935