Non poteva che chiamarsi Romanozzo la nuova creazione dei Papas, la famiglia proprietaria del ristorante In Fucina a San Lorenzo, nel cuore di Roma, dove siamo stati invitati per un aperitivo dedicato alla presentazione dell’evoluzione del maritozzo capitolino trasformato in un vero e proprio piatto di alta cucina. Marchio naturalmente registrato cui spetta il ruolo di protagonista della nuova e lunga stagione degli aperitivi primavera estate 2026 del locale.
Edoardo Papa, cuoco e pizzaiolo, tra i pionieri e creatori della pizza gourmet, sua moglie Emanuela e i suoi due figli Giordana e Gabriele, cui si deve una nuova spinta creativa giovane e contemporanea, ci hanno accolto con simpatia e generosità. Accompagnato da un drink, abbiamo gustato il Romanozzo notando subito la morbidezza e la leggerezza dell’impasto, dovute soprattutto all’uso esclusivo di farine meno raffinate, tutte contenenti il germe di grano e macinate a pietra, come ha sempre voluto Edoardo Papa.
Questa la ricetta dell’impasto: si mescolano latte, lievito e uova, poi va aggiunta la farina, il sale, un’ultima dose di farina e infine burro biologico di un piccolo produttore di Anagni. A questo punto, avviene la magia: prima con la stagliatura, cioè la formazione delle palline di impasto, poi con due ore di lievitazione. Infine, la stesura dell’impasto, le quattro pieghe e l’ultima mezz’ora di lievitazione.
“Stavamo facendo delle prove per ottenere un panino morbido per l’hamburger e così è arrivato l’impasto e l’idea del Romanozzo – ci ha raccontato Gabriele, 23 anni – Da amante dello sport, l’ho immaginato come un prodotto adatto non solo a un momento di relax, ma anche a uno spuntino dopo un allenamento. E abbiamo pensato di proporre qualcosa di nuovo per l’aperitivo che affondasse le radici nella tradizione romana, ma sempre secondo la filosofia di papà riguardo all’unicità e alla qualità della materia prima. Così è nato il nostro Romanozzo, che proponiamo in tre versioni: fit, vegetariana e golosa”.
Ed eccoci alla fantasia e alla varietà di un riempimento assolutamente originale: “Decorare una pizza o farcire un romanozzo non è come disporre gli elementi su di un piatto – ci ha spiegato Giordana, 22 anni, diplomata all’alberghiero con formazione di cucina – Occorre prima di tutto dosare le diverse componenti perché nessuna sovrasti l’altra, dare il giusto risalto, e giocare in modo diverso con la tridimensionalità cercando quel senso estetico che renda giustizia alla costruzione dei sapori.”
Tre le versioni del Romanozzo by In Fucina: fit, vegetariana e golosa. A sua volta la linea Fit propone 4 varianti per calibrare vitamine, proteine e grassi: dal più classico con Bresaola IGP della Valtellina, ricotta, noci e rucola al più speziato Pollo e Hummus light con pollo alla griglia, hummus e spinacino, fino a quelli ricchi di omega 3 con il Tonno, guacamole fit e pomodorini o con Salmone, crema di avocado, yogurt magro 0% grassi e rucola.
La linea vegetariana propone il Romanozzo con Uova bianche livornesi strapazzate, spinaci saltati e pepe nero e il Romanozzo vegano con Tofu affumicato, crema di piselli e lattughino.
Infine la linea golosa dedica due Romanozzi a due super classici della cucina romana: Cacio e Pepe Show con spuma di cacio e pepe, fiocchi di parmigiano e gocce di miele piccante, e il Carbonara Street, con crema di pecorino e uova pastorizzate, guanciale e pepe. Chiudono la carrellata dei Golosi il Romanozzo Fried Chicken & Pink Sauce e il raffinato Aglio, Olio & Gambero rosso con gambero rosso marinato, crema di aglio dolce e olio evo al prezzemolo, zest di limone e briciole tostate all’aglio.
La formula aperitivo a In Fucina può essere naturalmente declinata anche con le pizze small, Margherita e bianca farcita con Mortadella Favola.
Patrizia Simonetti
Foto da Ufficio Stampa Bortolan Carnevali








