Claudio Bisio torna su Rai 1 in Uno sbirro in Appennino, serie crime ma anche comedy, che racconta di casi risolti e di vite irrisolte. Come quella del protagonista: il Commissario Vasco Benassi se n’era andato dal suo paese, qui chiamato Muntagò a rappresentare l’intero Appennino bolognese con il suo brutto e il suo bello, come la natura, il conoscersi tutti, l’abbandono. Anche Vasco aveva lasciato Muntagò dopo un lutto familiare che lo aveva devastato. Ora però, dopo aver fatto un po’ troppo di testa sua, è stato ritrasferito proprio lì dove molto è rimasto uguale, ma qualcosa è cambiato.
Il suo amore di gioventù, per esempio: Nicole (Valentina Lodovini) ha fatto carriera, è diventata sindaco di Bologna, ha un figlio (Lorenzo Minutello) che la fa preoccupare, ma forse qualcosa tra loro è rimasto. Anche Gaetana, sua cugina (Elisa di Eusanio) e ispettore del commisariato del paese, ha un figlio (Jacopo Dei) che la fa penare: si è sposata con Bruno (Ivan Zerbinati), un tempo rivale in amore di Vasco, e sono felici. “Gaetana incarna il territorio – ci spiega Elisa Di Eusanio che vediamo in Scuola di seduzione di Carlo Verdone e a breve ritroveremo nella nuova stagione di Doc nel ruolo della caposala Teresa, oltre a vedrla sui palcoscenici italiani nello spettacolo musicale Club 27 – è una donna ironica, dura ma molto umana, come mamma è un vero disastro”.
E poi ci sono loro: l’agente Fosco (Michele Savoia) e soprattutto Amaranta Palomba, interpretata da Chiara Celotto, giovane poliziotta partenopea mandata come agente di rinforzo: in realtà è lei che si è fatta trasferire a Muntagò dopo aver saputo dell’arrivo di Benassi, perché lui è il migliore, lo sanno tutti, e se c’è qualcuno che può insegnarle qualcosa, è lui e soltanto lui. Certo, ha qualche pregiudizio sulle donne, ma nulla che non si possa smussare.
Tra i due si creerà un rapporto vero e intenso, di mentore e allieva, ma forse anche qualcosa di più. “Vasco Benassi è certamente uno dei migliori, ma non se la tira – ci anticipa Claudio Bisio – tra lui e Amaranta nasce un vero rapporto da padre e figlia oltre che di mentore e allieva”. Poi gli chiediamo se si diverte di più a recitare, presentare, doppiare o, visto il suo felice esordio alla regia, a dirigere gli altri: “L’attore è ciò che so fare meglio, è la mia vita – ci risponde – ma sono pronto per la mia seconda regia, a metà tra ‘Si può fare’ e ‘L’ultima volta che siamo stati bambini’, ci sto già lavorando con Fabio Bonifacci, che poi è lo scenggiatore anche di questa serie”.
Forse dunque per Vasco, Amaranta è la figlia che non ha mai avuto, il loro rapporto è proprio uguale a quello genitoriale, e con gli stessi alti e bassi. “Amo molto i ruoili tondi… Amaranta è una giovane poliziotta e il suo più grande desiderio è diventare Questore di Napoli – ci rivela Chiara Celotto – per questo si fa trasferire dove sta Vasco Benassi, il miglior sbirro in circolazione, al quale lei è molto simile. Ma Amaranta ha anche una grande rottura dentro e reagisce con rabbia a tutto ciò che la disorienta emotivamente. Hanno entrambi paura dell’amore”. E la tua fragilità invece – le chiediamo- qual è? “Una mancanza di sicurezza, ma ci sto lavorando…”
La regia di Uno sbirro in Appennino è di Renato De Maria. La serie, prodotta da Picomedia, va in onda in prima serata su Rai 1 dal 9 aprile, ma i primi due episodi saranno disponibili dal 7 aprile in anteprima su RaiPlay.
Patrizia Simonetti
Foto da Ufficio Stampa Boompr










