Vent’anni dopo il successo del cult di Fausto Brizzi, la magia (e il terrore) della maturità torna sul grande schermo con Notte prima degli esami 3.0, diretto da Tommaso Renzoni e distribuito da 01 Distribution. Ma la vera sorpresa di questo capitolo, uscito nelle sale a marzo 2026, è il ritorno in cattedra di una straordinaria Sabrina Ferilli.
Una “Belva” dal cuore d’oro
Se nel 2006 era stato Giorgio Faletti a terrorizzare gli studenti nei panni del professor Martinelli, oggi il testimone passa a Sabrina Ferilli. L’attrice romana interpreta la professoressa intransigente, soprannominata dai suoi allievi “la Belva”. Un ruolo che la Ferilli ha descritto come un omaggio alla propria giovinezza, guardando alla “sé ragazza” con tenerezza e comprensione, pur mantenendo quel rigore necessario che ogni maturando ha imparato a temere.
Tra social media ed eco-ansia: la nuova maturità
Il film non è un semplice remake, ma una vera e propria evoluzione “Next Gen”. Al fianco della Ferilli troviamo un cast giovane guidato dal talentuoso Tommaso Cassissa, che eredita idealmente il ruolo che fu di Nicolas Vaporidis. La trama si adatta ai tempi moderni, inserendo temi attuali come l’intelligenza artificiale, l’uso pervasivo dei social network e l’eco-ansia, sentimenti che definiscono la quotidianità degli studenti di oggi.
Perché vederlo
- L’eredità di un mito: Il film riesce a citare l’originale senza copiarlo, mantenendo intatto lo spirito di quella notte eterna che accomuna tutte le generazioni.
- Sabrina Ferilli: La sua interpretazione offre una sfumatura inedita al ruolo dell’antagonista scolastico, confermandosi ancora una volta una delle attrici più amate e versatili del cinema italiano.
- La colonna sonora: Accanto ai classici intramontabili (come l’immancabile brano di Venditti), la musica di Ditonellapiaga accompagna le avventure notturne dei nuovi protagonisti.
Notte prima degli esami 3.0 è già nelle sale. Che siate studenti pronti al grande salto o nostalgici degli anni ’80 e 2000, questa nuova versione promette di farvi ridere, riflettere e, inevitabilmente, canticchiare sotto le stelle.








