La terza serata di Sanremo 2026 segna un cambio di passo netto rispetto ai giorni precedenti. Sul palco dell’Ariston la moda smette di essere semplice contorno e diventa notizia. Tra scelte cromatiche coraggiose, incursioni internazionali e conferme di personalità già definite, la passerella televisiva più osservata d’Italia trova finalmente un po’ di ritmo e carattere (almeno nei look).
Laura Pausini gioca e cambia pelle. Dal nero al bianco, fino a un abbagliante giallo lime che le illumina il volto e le regala una freschezza inaspettata ed efficace. Evviva il colore, finalmente.
Poi l’esperimento bordeaux, che però la spegne e appesantisce la figura voto 4, e infine il ritorno rassicurante al bianco totale. Una serata di prove tecniche di stile che nel complesso merita un 8, quando osa con leggerezza vince.
Accanto a lei un’icona assoluta della moda mondiale, Irina Shayk. Potrebbe indossare una tenda e risultare comunque perfetta. E invece osa davvero. Sperimenta, si distingue, rompe gli schemi.
Prima co conduttrice nella storia recente del Festival a scendere la scalinata con un flat cap in stile Oliver Twist e un abito che strizza l’occhio a un immaginario pop, quasi da Mario Bros in versione haute couture. Il berretto dà un twist inaspettato, intelligente, contemporaneo. Sorridente, fresca, diversa e per questo meritevole di un 10.
Arisa è Donna con la D maiuscola. Perfetta. Sensuale senza essere costruita, femminile ma intensa.
L’abito scelto per la serata mette tutti d’accordo e non stupisce che i media di settore abbiano gli occhi puntati su di lei. È il momento in cui immagine e maturità artistica si incontrano. Voto 10 pieno.
Anche Serena Brancale continua ad alzare l’asticella. Il suo cambiamento, radicale, parla di consapevolezza.
La ragazza un po’ kitsch di Anema e Core ci manca, inutile negarlo, ma questa versione minimalista e pulita gioca su un piano diverso, quello della crescita personale. Linee essenziali, niente sovrastrutture, solo presenza. E chi siamo noi per metterle i bastoni tra le ruote. Voto 9.
E poi la coppia che non ti aspetti o forse sì, Alicia Keys e Eros Ramazzotti. Chimica pura. Lui 100% italiano, lei 100% artista internazionale che non deve chiedere il permesso a Conti per presentarsi in jumpsuit di pelle. Il risultato è potente, equilibrato, magnetico. Belli insieme e bellissimi anche da soli. Voto 10.
Infine Michele Bravi, forse il più autoironico e comunicativo tra gli artisti in gara. Più che l’abito, cattura il make up. L’ispirazione coreana è evidente, studiata, quasi programmatica. Ci convince del tutto Non ancora. Ma lui è delizioso, intelligente nel modo in cui usa l’immagine per raccontarsi. Voto 7.
Terza serata promossa, meno prudente della precedente e decisamente più audace. Con alcune presenze che non si sono limitate a partecipare ma hanno imposto una direzione precisa allo stile del Festival.



















