SANREMO 2026: ASCOLTATE IN ANTEPRIMA LE 30 CANZONI DEL FESTIVAL

L’amore, con tutte le difficoltà nel viverlo e nel manifestarlo, come per le emozioni, la vita e il mondo che cambiano, le riflessioni su sé stessi, i bilanci, la resilienza, gli errori che ci rendono più forti, le sconfitte che ci fanno più determinati, il romanticismo, la malinconia, la perdita, la notte, l’Italia, l’intelligenza artificiale, il girl power, l’ironia e la felicità. Questi i temi delle 30 canzoni dei Big in gara a Sanremo 2026 che abbiamo ascoltato in anteprima. Tutte di fila, lo ricordiamo, e per la prima volta: di certo alcuni giudizi cambieranno con ulteriori ascolti, ma intanto ecco al momento cosa ne pensiamo.

Ci ha sorpreso Sal Da Vinci in gara con Per sempre sì, grande fiducia nell’amore e un bel ritmo, da cantare e da ballare, succederà di certo all’Ariston: so bene che è una grande incognita il futuro ma insieme a te non mi spaventerà – canta Sal – litigare e far l’amore poi che male c’è…

“Oggi il mondo è così diverso, niente è sicuro, tutto è controverso… e tu sei sempre la più bella” canta Raf in Ora è per sempre, un brano nostalgico ma con tanta fiducia nell’amore.

Magica Favola è la canzone che riporta al Festival Arisa: mi perdo tra le onde con il sole che piano si accende e il passato diventa presente, la bambina ritorna innocente… Canzone classica, ma in stile Disney.

Ermal Metal a Sanremo porta Stella stellina, un brano struggente sulle piccole vittime di Gaza: Stella stellina la notte si avvicina, non basta una preghiera per non pensarci più … una filastrocca triste ma bellissima, il mio brano preferito in assoluto.

Michele Bravi porta una canzone intitolata Prima o poi, malinconica, sull’amore che non passa: dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi…

Francesco Renga al suo ottavo Festival propone Il meglio di me, brano sincero che fa i conti con la sua crescita personale forse imperfetta, cosa sempre ammirevole in un uomo: Perdona il peggio di me, lascialo in macchina, fra tutti i miei dettagli sei tu il meglio di me…

Uomo che cade è il brano di  Tredici Pietro, al secolo Pietro Morandi, sul cadere e rialzarsi: tu sei la fine del film, la grande esplosione, sei la notte che conquista il giorno, un nuovo colore… 

Il tempo vola e mentre fuori scoppia un altro inferno… c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità canta Enrico Nigiotti, il tema è ricorrente, forse troppo. Testio comunque bello, lo firma Pacifico.

Fulminacci, quasi delicato nella sua Stupida sfortuna: continuo a perdere le chiavi di casa, vado di corsa e resto indietro e soffia il vento della metro

Da Chiello, al secolo Rocco Modello, ci aspettavamo di più, dopo Fiori rosa fiori di pesco in coppia con Rose Villan lo scorso Festival nella serata delle cover: Ti penso sempre la sua canzone: voglio disinnamorarmi…

Tommaso Paradiso è tra i favoriti alla vittoria, ma sinceramente fatichiamo a capire il perché: I romantici, per quanto porti temi personali come l’orgoglio di padre – spero mia figlia sia uguale a sua madre, bellissima che non so come fa – e il rimpianto di figlio, potrebbe anche essere un vecchio brano dei The Giornalisti.

Opera di Patty Pravo era la canzone più attesa: elegante e classica: semplicemente la vita, semplicemente la follia… canta la divina, come la chiama Carlo Conti, su testo di Cristiano Caccamo: non discutiamo l’icona, ma ci ha regalato canzoni migliori.

Non dormirò più tra le braccia tue, in questo labirinto siamo in due… e anche se poi te ne vai non ti scordare di me, di noi… Non abbiamo ben capito se le cose vadano bene o male a Luché in questa canzone, certo è che c’è un Labirinto, questo il titolo, e quindi un’uscita, siamo fiduciosi.

Serena Brancale omaggia la persona più importante della sua vita Qui con me: niente ritmi sfrenati stavolta, ma un ricordo morbido e malinconico di sua madre che rivorrebbe con sè: e se ti portassi via da quelle stelle per cancellare il tuo addio dalla mia pelle, scalerei la terra e il cielo… per averti ancora qui con me… Commovente.

La strada è una giungla, puntiamo alla luna… Malika Ayane torna a Sanremo con Animali notturni, un inno alla notte su ritmo vagamente caraibico. Piacevole.

Troppo divertente il pezzo di J-Ax che per la prima volta partecipa a Sanremo in solitaria con un pezzo decisamente country intitolato Italia Starter Pack, ovvero, istruzioni per l’uso per cominciare a fare qualcosa nel nostro paese: serve una brutta canzone che fa pa pa parappà… ti passo la canna del gas… Ironia tagliente.

E a proposito di Italia, ecco che ne pensa Sayf: l’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro, l’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo, il cielo è azzurro e il pomeriggio… canta in Tu mi piaci tanto, sempre bello esprimersi in libertà e poi con un bel ritmo, anche da ballare.

Le cose che non sai di me è il titolo della canzone di Mara Sattei, una classica canzone d’amore ma ben scritta da lei e cantata bene.

Osa di più Levante che in Sei tu canta l’amore e tutte le sue sensazioni fisiche che sono anche belle, ma il corpo può anche staccarsi dalla mente: se potessi vederti coi miei occhi, lacrimeresti tutto il mio stupore. Un po’ criptica.

Prima di farmi domande, prima di essere svogliato, prima del giusto e sbagliato, io chi sono, e chi sei te? Canta Nayt in Prima che, un invito a vederci per quel che siamo, senza filtri o maschere.

Eddie Brock, vero nome Edoardo Iaschi, porta a Sanremo la sua Avvoltoi, ovvero quando un amico vuole di più da una ragazza ma lei preferisce soffrire per un altro: e ti asciugo il mascara che cola, per quell’uomo che non vale niente e ci caschi ancira e ancora… Succede.

Samurai Jay porta sul palco dell’Ariston la sua Ossessione, e forse anche Belen che sul finale del pezzo dice una frase. Il brano ci piace un bel po’, energico, tutto da ballare: scatta un paio di foto e poi mandamele, fammi vedere cosa indossi stasera…

Leggerezza e allegria per Elettra Lamborghini – che diciamolo, ogni tanto ci vuole pure – con la sua Voilà sulla quale c’è poco da spiegare: un invito in musica alla felicità. Però era più bella Musica (e il resto scompare).

Dargen D’Amico torna a Sanremo con Ai Ai, pezzo ironico e divertente sul tema dell’Intelligenza Artificiale: ho letto sul giornale che certe cose non puoi ancora farle con l’AI, la pelle dà un effetto eccezionale…. Rischia di diventare un tormentone.

Ci aspettavamo più rock e anche un testo un po’ più audace da Bambole di pezza, ma sarà comunque un piacere vedere e ascoltare sul palco dell’Ariston una rockband tutta al femminile: Resta con me il titolo del pezzo: resta con me in questi tempi d’odio…

Romantico e tenero Leo Gassmann al suo terzo Sanremo, stavolta con Naturale: e noi ci siamo trovati, lasciati, poi ritrovati con altri.. ci siamo fatti così male…

Ironia e energia anche in Che fastidio di Ditonellapiaga, un elenco in musica elettronica di tutto ciò che le è insopportabile, da “la moda di Milano allo snob romano, dal sogno americano al politico italiano dal corso di pilates al pranzo salutare”. Da ballare e cantare, terapeutica.

Seconda volta insieme per Fedez e Marco Masini dopo Bella stronza dell’anno scorso nella serata delle cover: il loro pezzo si intitola Male necessario, brano potente e non privo di sarcasmo: la gente giudica giudica, che brutta gente che frequenta Fedez, ma ci si dimentica sempre che Giuda se la faceva con gente per bene… Interessante quasi quanto Battito di Fedez dello scorso anno.

LDA e AKA 7even di nuovo insieme dopo Tremi per portare a Sanremo 2026 Poesie clandestine: tu verrai sempre prima di me, prima di lei… Freschi.

Coppia nella vita, Maria Antonietta e Colombre esordiscono per la prima volta insieme su un palco, già definiti i nuovi Coma Cose, anche se speriamo per loro un viaggio di coppia un po’ più lungo: La felicità e basta il titolo del loro brano sanremese: Baby, facciamo insieme una rapina per riprenderci tutta la nostra vita, che cosa credi? Credo che la felicità ce la prendiamo e basta…

Patrizia Simonetti