Il versante ionico del Messinese fa i conti con i pesanti effetti del maltempo che per due giorni ha imperversato tra mareggiate, vento e piogge intense. L’emergenza più critica sembra superata, ma restano danni ingenti e una fase di attento monitoraggio del territorio, reso fragile dalle precipitazioni recenti.
Da ieri è tornato percorribile il tratto della Strada Statale 114 tra il quadrivio di Santa Margherita e il bivio per San Paolo Briga, chiuso nelle ore più difficili a causa della violenta mareggiata.
Più complessa la situazione sul fronte ferroviario: serviranno oltre dieci giorni, forse fino a quindici, per ripristinare la circolazione tra Messina e Taormina, mentre tempi leggermente inferiori sono previsti per la tratta Taormina–Catania. Le mareggiate hanno provocato danni gravi alla linea ferrata, con il caso più allarmante a Scaletta, dove i binari risultano sospesi nel vuoto.
Sul piano istituzionale, il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato una Giunta straordinaria. Il senatore Germanà chiede l’immediata dichiarazione dello stato di calamità naturale: i danni stimati ammonterebbero a circa mezzo miliardo di euro.
Il bilancio resta pesante anche nei comuni costieri: a Furci Siculo il lungomare è stato devastato dalle onde, con danni superiori ai 7 milioni di euro, mentre a Santa Teresa di Riva si registrano distruzioni diffuse e problemi ai servizi essenziali, dall’acqua al metano.
A chiudere una fase difficile, il messaggio di vicinanza lanciato da Rosario Fiorello agli abitanti di Letojanni e dei centri vicini, duramente colpiti dalla furia del mare, che per due giorni ha messo a dura prova l’intero comprensorio ionico.
foto ufficio stampa città metropolitana di Messina









