di Serena Marotta
Il castello di Mussomeli o castello Manfredonico Chiaramontano si erge maestoso a due chilometri dal centro abitato su una roccia di pietra calcarea alta 78 metri. La fortezza rappresenta uno dei capolavori dell’architettura militare medievale della Sicilia. Si trova a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta. É sorto sulle rovine di un preesistente casale arabo tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIV secolo durante la dominazione della famiglia D’Auria. Fu particolarmente famoso grazie a Manfredi III di Chiaramonte che ne prese possesso per volere del re Federico nel XIV secolo.
Sulla porta d’accesso al castello ogivale si vedono ancora gli stemmi signorili, dove sono raffigurati un giglio, un castello con tre torri e un’aquila con le ali spiegate. Da qui si accede ad un ampio cortile dove si trovano gli ambienti residenziali e la cappella. Attraverso un piccolo vestibolo si accede alla “Sala dei Baroni” da cui si può ammirare un panorama mozzafiato sull’intera vallata. E ancora, la “Camera del camino” e la “Camera da letto” del conte a doppia volta a crociera. E poi l’armeria, la cosiddetta “camera della morte”, la “stanza delle tre donne” e il carcere feudale.
La cappella custodisce la statua della Madonna della Catena collocata qui nel 1521. Madonna alla quale si rivolgono i carcerati per ottenere la grazia.
Il castello è ricco di leggende e ha ispirato anche dei set cinematografici, come quello dedicato alla Baronessa di Carini con protagonisti Vittoria Puccini e Luca Argentero, nel 2007. Proprio nel castello di Mussomeli infatti il padre della baronessa, Cesare Lanza, si rifugiò per espiare la sua colpa, divorato dai rimorsi. Ma non solo.
C’è una leggenda che riguarda la “Stanza delle tre donne”: pare che un re prima di partire per la guerra vi rinchiuse tre donne della sua famiglia. Così si mise in cammino convinto di averle lasciate in un luogo sicuro, ma la guerra durò più del previsto, e le ritrovò morte al suo rientro con le pantofole in bocca per gli stimoli atroci dettati dalla fame. Ma sempre sulle tre donne un’altra leggenda narra che furono rinchiuse e lasciate morire di fame per la loro infedeltà.
E poi c’è la leggenda del fantasma spagnolo: Don Guiscardo de la Portes. Il cavaliere al servizio di re Martino I di Sicilia pare sia morto durante un combattimento contro Andrea Chiaramonte.
Foto di Serena Marotta









