Un treno, un ultimo viaggio verso casa, lacrime, ricordi e visioni. Comincia così Zvanì Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli, il film diretto da Giuseppe Piccioni che rende omaggio al grande poeta decadente in onda su Rai 1 martedì 13 gennaio. Ad interpretare Zvanì, come lo chiamavano in famiglia, è Federico Cesari.
“Confrontarmi con un ruolo di un poeta così grande per noi – ci racconta – così ampiamente raccontato, così ampiamente presente nel nostro immaginario collettivo, cercando anche di dare una visione mia, e soprattutto del regista Giuseppe Piccioni, che potesse, in qualche modo, non scardinare, ma anche accompagnare una visione, è stato impegnativo”.
Il funerale con cui il film ha inizio è proprio quello di Giovanni Pascoli, morto tre giorni prima di quel 9 aprile del 1912 quando il treno lo sta portando da Bologna, dove si sono appena celebrati i funerali, a Castelvecchio di Barga, in provincia di Lucca, dove aveva vissuto con le sue sorelle. Perchè così lui stesso aveva lasciato scritto, voleva riposare nella Cappella adiacente alla loro casa. Sul convoglio, allievi, amici, ammiratori, il ministro dell’istruzione Luigi Credaro, suo fratello e sua sorella Maria, detta Mariù.
L’altra sorella, Ida, aveva preferirlo salutarlo alla stazione. Entrambe avevano vissuto in simbiosi con Giovanni che, dopo aver lavorato, essersi perduto, e aver ritrovato sé stesso riuscendo persino a laurearsi, si ricongiunse a loro non lasciandole più per tutta la vita. Un rapporto a tre stretto quasi a soffocare: Ida riuscì a sposarsi e a lasciare il nido, e Giovanni ne soffrì molto, mentre Mariù impedì al fratello di farsi una famiglia, e restò con lui fino alla fine. Ad interpretarle in Zvanì Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli, sono Benedetta Porcaroli e Liliana Bottone.
La morte, del resto, ha segnato tutta la vita di Pascoli, a cominciare da quella del padre, ucciso quando lui era ancora un bambino, il corpo riportato a casa dalla celebre Cavalla storna, cui ha dedicato la sua poesia più popolare e dolorosa.
“Giovanni Pascoli ha ricevuto dei traumi così importanti che hanno in qualche modo spezzato la sua esistenza in due – spiega un appassionato Federico Cesari – c’è stato un prima della morte del padre e c’è stato un dopo. Per tutta la sua esistenza, Giovanni Pascoli è voluto tornare a quella dimensione infantile della sua infanzia, il nido, un ambiente di protezione ma soprattutto di privazione: dovendo essere in qualche modo padre delle sue sorelle, ma anche fratello, figlio, amante, si crea un rapporto così stretto dal quale lui non può liberarsi, che gli impedisce anche di coltivare altri aspetti della sua vita personale, come la possibilità di avere un matrimonio e una famiglia sua, che gli saranno per sempre impossibili”.
Zvanì Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli è un film malinconico che ci racconta di un Pascoli pubblico ma soprattutto privato, una storia di vita negata ma, in fondo, accettata anche nel suo non essere, e di legami indissolubili che la vita stessa regala o impone, a seconda dei punti di vista.
Nel cast anche Luca Maria Vannuccini nel ruolo del fratello Raffaele, Sandra Ceccarelli che è la zia Rita, Fausto Paravidino che è Gabriele D’Annunzio, e con le partecipazioni di Riccardo Scamarcio nel ruolo di Scacciaguerra, presunto mandante dell’omicidio del padre di Giovanni, e Margherita Buy in quello dell’ammiratrice Emma Corcos.
Patrizia Simonetti
Foto da Ufficio Stampa









