LA PRESIDE, CON LUISA RANIERI E L’IDEA DI LUCA ZINGARETTI: UNA STORIA LUMINOSA

Luisa Ranieri torna protagonista di una serie Rai: La Preside, in onda da lunedì 12 gennaio, per 4 serate su Rai 1 e RaiPlay, a raccontare la vera storia di Eugenia Carfora, una dirigente scolastica che ha dedicato e continua a dedicare la sua vita a togliere dalla strada i giovani di Caivano e riportarli a scuola.

Quella parte della periferia napoletana non è certo il luogo ideale per far crescere dei ragazzi che, se lasciati in strada, rischiano, peraltro, di cadere nelle mani della criminalità. E poi l’istruzione aiuta nella vita e Eugenia quei ragazzi restii a tornare tra i banchi li vuole proprio aiutare. Prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco, in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Luca Miniero, La Preside è nata da un’idea di Luca Zingaretti, attore, produttore e marito della Ranieri.

“Nel 2019 avevamo visto il documentario di Domenico Iannacone prodotto dalla Rai e intitolato Come figli miei che raccontava la vita di Eugenia Carfora che ho avuto anche modo di incontrare – ricorda Luisa Ranieri – La sua storia ci aveva colpito molto. Così subito dopo io e Luca ci siamo detti: ma qui dobbiamo subito farne una fiction e tu, mi ha detto Luca, devi assolutamente interpretare questo personaggio”.

“Quando ho chiamato Eugenia Carfora, mi ha mandato a quel paese – racconta Luca Zingaretti – mi ha detto ‘se tu sei Zingaretti, io so’ Napoleone” e ha attaccato il telefono. Il giorno dopo ho preso il treno e sono andato a Caivano per dirle ‘guarda, sono io veramente’ e lì è nata una sorta di amore”.

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“Non è stato facile convincere la vera Eugenia – continua Luisa Ranieri – non capiva il motivo per cui volevamo realizzare questa serie su di lei, ma eravamo d’accordo su un punto: era bello portare al grande pubblico questo suo esempio, che il singolo fa la differenza. Incontrare questo personaggio mi ha dato la forza, la voglia, la luce per raccontare nel buio di una periferia qualcosa di molto bello fatto dai singoli”.

“A noi piace raccontare le cose belle, quelle che scaldano il cuore – riprende Zingaretti – come di una preside che contro tutto e tutti riesce a smuovere le cose. Ma i veri vincitori di questa storia sono i ragazzi, che hanno capito che la mano tesa della preside che li va a prendere a casa è la loro ultima chance per cambiare la loro vita e capiscono che la scuola è quella cosa che ti permette di andare incontro alla vita con dignità. Noi abbiamo raccontato non il sottosopra come Stranger Things, quanto il soprasotto: le zone spesso chiamate degradate sono in realtà abitate per la stragrande maggioranza da persone per bene. Questo è il soprasotto da cui viene la luce di questa storia, abbiamo gettato la luce su una storia luminosa”.

“Le storie dei ragazzi sono potentissime – aggiunge la Ranieri – abbiamo avuto la fortuna di avere questo cast pazzesco con giovani attori debuttanti e altri con più esperienza, ed è stato molto bello anche per me mettermi in sintonia con loro perché alcuni iniziavano con me a fare gli attori, e quindi bisognava creare una verità insieme. Ed è stato un bellissimo viaggio, sia verso il personaggio sia per me, umanamente, per reimpostare un po’ il tutto”.

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Oltre a Alessandro Tedeschi che dà vita a un collega del nord di Eugenia animato dal suo stesso spirito, Daniela Ioia e Claudia Tranchese, La Preside vede infatti un nutrito cast di giovani e giovanissimi che saranno sicuramente amati dal pubblico della loro stessa generazione com’è stato, ad esempio, per i ragazzi di Mare Fuori e di Noi del Rione Sanità, solo per restare a Napoli. In questo caso sono Ludovica Nasti, Francesco Zenga e Pasquale Brunetti (Paky), Aurora Venosa e Alessandro De Martino, Salvatore Cominale, Brunella Cacciuni, Alessandro De Renzi, Francesca Bellamoli, Luigi D’Oriano.

Ogni personaggio da loro interpretato ha una storia, molti hanno una passione, altri dei problemi da risolvere, ma la Preside li vuole tutti tra i banchi, a costo di andarli a chiamare uno per uno con il megafono e bussare alle loro porte per parlare con le famiglie, oltre a richiamare ai loro doveri istituzioni e servizi sociali.

Patrizia Simonetti

Foto da Ufficio Stampa di Duccio Giordano e Assunta Servello

E foto di Patrizia Simonetti