LA CRESCITA DI ATM MESSINA, 200 BUS, 546 DIPENDENTI E 56.000 ABBONATI

Si è svolta presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa sul tema “ATM: un ponte verso il futuro del TPL a Messina”, inserita nel percorso strategico “Messina 2027/2032 – Il futuro inizia oggi”.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti il sindaco Federico Basile, il vicesindaco Salvo Mondello, la presidente di ATM Spa Carla Grillo e Cateno De Luca, che hanno illustrato risultati, scelte strategiche e prospettive future del trasporto pubblico locale a Messina.

«ATM, ha affermato il sindaco Federico Basile, è ciò che viviamo ogni giorno nella vita reale, non nei social, che sempre più spesso creano distorsioni e alimentano un clima di odio che non può e non deve esistere. La realtà è fatta di lavoro quotidiano, di risultati concreti, di servizi che funzionano.
La prima immagine che io ricordo, se vado indietro nella memoria a prima del 2018, è quella di autobus devastati, cannibalizzati. Oggi è stato mostrato solo un estratto di ciò che è stato fatto. Parliamo di numeri, di mezzi nuovi, ma soprattutto di giovani che sono tornati a lavorare in città con una prospettiva di futuro, e di servizi che prima semplicemente non esistevano.
Ho quarantotto anni e ricordo bene com’era il servizio autobus quando eravamo ragazzi. Oggi è tutto diverso: oggi abbiamo un servizio che funziona, ragazzi che usano i mezzi pubblici per muoversi, per uscire, per vivere la città. È diventata una normalità, come avviene in tutte le città d’Italia.
Ed è giusto ricordarlo, anche se lo sappiamo già, perché la vita vera è quella che costruiamo ogni giorno con sacrificio e impegno, ma anche con la consapevolezza che i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti».

«Dal 2018, ha affermato il vicesindaco Salvatore Mondello, come un mantra, rivediamo sempre la stessa verità. Un’azione amministrativa che ha prodotto risultati seguendo tre principi fondamentali: programmazione, pianificazione, progettazione.

Ciò che sta accadendo oggi è il frutto di scelte precise. Programmazione significa decidere dove portare la città: basti pensare ad ATM, partita da una gestione messa in liquidazione con l’obiettivo di traghettarla verso una SPA. Lì si è espressa la responsabilità della politica: programmare, pianificare, progettare, e poi consentire l’attuazione alle partecipate e alla macchina amministrativa.
Poi c’è la pianificazione. Oggi facciamo quasi a gara a rivendicare i meriti dell’isola pedonale: siamo tutti felici, tutti contenti. Ma si dimentica che l’isola pedonale è figlia di una pianificazione, del PUMS, e che quel percorso è stato accompagnato da critiche, insulti, serate difficili. Oggi, però, tutti riconoscono che quella scelta era giusta: era pianificazione.

Il terzo elemento è la progettazione. Anche qui un esempio concreto: la linea tranviaria. Tutto nasce nel 2019, quando con l’allora sindaco De Luca e con l’allora presidente Campagna siamo andati al Ministero per capire come migliorare un sistema che non funzionava.

Ecco, la filiera di cui parlo ha una radice unica, che sta nell’etimologia stessa di “progettare”: proiettare, vedere oltre. La capacità del politico è questa: guardare oltre lo stato delle cose, sapendo che le ricadute non sono sempre immediate. Messina spesso pretende risultati “domani mattina”, ma le scelte di programmazione e pianificazione hanno un rilascio lento: richiedono tempo.
Ci sono però scelte che oggi possono apparire incomprensibili: penso alle piste ciclabili, penso ad alcuni parcheggi di interscambio. Oggi non tutti le comprendono, ma portano risultati nel medio periodo. Per questo invito tutti a leggere la filiera e i ragionamenti a monte, perché sento ancora dire la grande sciocchezza che le amministrazioni De Luca e Basile “non hanno visione”. Permettetemi: forse ne abbiamo persino troppa, e siamo troppo avanti, e a volte è proprio questo che rende più difficile comprenderla nell’immediato».

«ATM Spa, ha affermato la presidente Carla Grillo, è un’azienda giovane, nata appena cinque anni fa, ma in un arco di tempo così breve ha dovuto affrontare una sfida complessa e tutt’altro che semplice, raccogliendo l’eredità di una società segnata da gravi criticità finanziarie e gestionali.
La svolta arriva nel 2018, quando l’amministrazione guidata da Cateno De Luca decide di intervenire per restituire alla città un servizio di trasporto pubblico locale degno di questo nome. Nel giugno 2020 nasce ufficialmente ATM Spa e, nell’arco di pochi anni, ha raggiunto risultati sui quali in pochi avrebbero scommesso.
Tra il 2020 e il 2025 ATM Spa ha assunto 371 nuove risorse, in gran parte operatori di esercizio, rafforzando in modo significativo la componente operativa dell’azienda. Rispetto al 2019, ovvero alla fase di ATM in liquidazione, abbiamo registrato un incremento delle risorse umane pari al 31,6 per cento. Un dato altrettanto significativo riguarda l’età media del personale, scesa dai 54 anni del 2020 ai 46 anni del 2025. Oggi ATM conta 546 dipendenti e sono attive quattro procedure di selezione: 20 operatori di esercizio con contratto di apprendistato, 10 operatori a tempo pieno e indeterminato senza limiti di età, un tecnico amministrativo specializzato nell’area sinistri e un responsabile di officina meccatronica. Segno evidente che l’azienda continua a crescere e a investire sulle persone.
Anche la flotta aziendale ha vissuto una vera e propria metamorfosi. Alla nascita della nuova ATM disponevamo di poche decine di mezzi, ormai prossimi alla rottamazione. Oggi l’azienda possiede circa 200 autobus, in gran parte elettrici, ibridi o Euro 6, con una bassissima produzione di CO₂. L’età media dei mezzi è di poco superiore ai quattro anni e a questi si aggiungono 49 autobus già ordinati, in consegna entro giugno 2026. Rispetto al passato la flotta ha registrato un incremento del 207 per cento, un dato impensabile fino a cinque anni fa. Voglio sottolineare che 58 di questi mezzi sono stati acquistati con fondi propri di bilancio di ATM, per un investimento complessivo di 9 milioni di euro. Oggi la nostra flotta si colloca ai vertici delle classifiche nazionali: i report Asstra e Legambiente ci posizionano quinti in Italia per modernità ed efficienza.

Un’altra area strategica è quella commerciale, che ha cambiato radicalmente pelle. Nel 2025 il fatturato dell’area commerciale ha raggiunto gli 11 milioni di euro, con un incremento di quasi il 100 per cento rispetto al 2017. È un risultato legato anche all’aumento costante degli abbonati: oggi ATM conta quasi 56 mila abbonati in una città di circa 220 mila abitanti, un numero mai registrato prima. Un ruolo importante lo hanno avuto anche la gestione della sosta a pagamento e dei parcheggi, su cui l’amministrazione ha investito in modo significativo.

Il successo di ATM è anche il frutto degli investimenti in innovazione e tecnologia. Tutta la flotta è dotata di sistemi di videosorveglianza per la sicurezza di autisti e utenti; abbiamo introdotto i sistemi di conta-passeggeri, investito sul revamping delle vetture tranviarie – entro il 31 dicembre sarà collaudata la decima vettura – avviato la bigliettazione elettronica e il servizio “ATM & Go” per il pagamento a bordo con carta di credito. Abbiamo installato 45 pensiline smart alimentate da pannelli fotovoltaici e intendiamo ampliarli lungo il tracciato della linea Shuttle. Sono stati automatizzati i parcheggi Cavallotti, Villa Dante, La Farina e Palacultura, digitalizzati i pass ZTL e aperti il quarto e il quinto piano del parcheggio Cavallotti, da sempre inutilizzati e oggi pieni ogni giorno.
Abbiamo inoltre introdotto i parcometri smart in tutta l’area ZTL e lo smart parking, inizialmente accolto con perplessità ma ormai entrato nella quotidianità dei cittadini. A breve investiremo anche nella nuova numerazione degli stalli con materiali termoadesivi ad alta resistenza. Il primo marzo 2025 abbiamo inaugurato il collegamento Messina–Villafranca Tirrena, un traguardo atteso da decenni e reso possibile grazie a una precisa scelta normativa e politica.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo avviato la riqualificazione della sede tranviaria, partendo dal Viale San Martino restituito alla città l’8 dicembre, e proseguiremo con piazza della Repubblica, modificando il tracciato per migliorare l’efficienza del servizio e ridurre i tempi di percorrenza. Complessivamente, negli ultimi cinque anni, ATM ha messo in campo investimenti per circa 226 milioni di euro, di cui 116 milioni già erogati e 110 in fase di attivazione.

Abbiamo infine recuperato e riqualificato il piazzale aziendale, dopo la bonifica di un rifornimento sotterrato scoperto nel 2022, realizzando anche una pensilina fotovoltaica per il ricovero dei bus. Quando sarà completata l’elettrificazione del piazzale, i nostri mezzi potranno essere alimentati da energia pulita.

Tutto questo dimostra che una visione strategica di lungo periodo, unita a una gestione attenta e al supporto costante del socio unico, può produrre risultati straordinari anche in un tempo relativamente breve. Risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti».

A tracciare le conclusioni è stato Cateno De Luca.

«Per decenni questa città, ha detto De Luca, era rassegnata: rassegnata a un trasporto pubblico locale inefficiente, a un’Azienda Speciale senza bilanci approvati dal 2002 e con 83 milioni di euro di debiti. Quella mediocrità era diventata la normalità e da lì siamo dovuti partire.
Dal 2018 in poi si è sviluppato un percorso scandito da cinque tappe fondamentali. La prima è stata la chiusura dell’Azienda Speciale e la nascita della SPA, una scelta di adeguamento normativo allora non compresa e spesso strumentalizzata, ma necessaria per chiudere definitivamente con la mala gestio, le connivenze e un sistema fallimentare che produceva solo debiti e immobilismo.
La seconda tappa è stata rendere ATM un soggetto attuatore di fondi extraregionali. Non una scelta tecnica, ma una scelta di visione: la mobilità non è solo il mezzo, è infrastrutturazione, è sistema. Senza un soggetto in bonis, riconosciuto anche giuridicamente, nessuna risorsa avrebbe potuto essere intercettata.
La terza tappa è stata una scelta strategica chiara: non accontentarsi di una normalità mediocre, ma puntare a standard di alta qualità. Non una semplice mobilità urbana, ma una missione molto più ampia, che inizialmente in pochi riuscivano a comprendere perché la città era ancora segnata dai fallimenti del passato.

La quarta tappa è stata trasformare ATM in una vera e propria agenzia della mobilità, concentrando in un unico soggetto programmazione, pianificazione e attuazione, per evitare sovrapposizioni e incoerenze e garantire una visione unitaria dell’intero sistema.

La quinta tappa, già chiara sin dal 2018, riguarda il futuro: mobilità dolce, parcheggi di prossimità, aree pedonali, sostenibilità ambientale. Non è una fissazione ideologica, ma la direzione indicata dalla programmazione europea 2028–2035. Chi amministra non può inseguire il consenso immediato, ma deve assumersi la responsabilità di scelte che incidono sulle generazioni future.
Quando si compiono scelte che generano dissenso nel presente ma costruiscono prospettive solide nel tempo, si diventa inevitabilmente bersaglio. Ma governare significa anche questo: avere il coraggio di affrontare il dissenso oggi per lasciare pilastri veri al futuro».

Nel corso della conferenza stampa è stato anche evidenziato il risultato ottenuto dal gruppo parlamentare Sud Chiama Nord con l’approvazione dell’articolo 105, che segna un passaggio decisivo per il trasporto pubblico locale e, in particolare, per la città di Messina, che beneficerà complessivamente di 36 milioni di euro nel triennio 2026–2028.

Nel dettaglio, a Messina arriveranno:

  • 13 milioni di euro nel 2026;
  • 7,1 milioni di euro nel 2027;
  • 16 milioni di euro nel 2028.

Le risorse saranno trasferite direttamente al Comune di Messina, che negli anni ha già anticipato somme rilevanti per garantire la continuità del servizio di trasporto pubblico locale, supplendo a una disparità di trattamento che affonda le sue radici in scelte amministrative risalenti nel tempo.

La norma prevede infatti l’adeguamento del corrispettivo euro/km e il riequilibrio entro il 2028, ponendo fine a una distorsione nata con un decreto assessoriale del 2013, che ha introdotto nuovi parametri per il rimborso chilometrico, legandolo al parco mezzi, al numero di dipendenti e agli investimenti infrastrutturali.

All’epoca, Messina si presentava con una situazione gravemente compromessa: ATM aveva bilanci non approvati dal 2001 e un’esposizione debitoria di circa 65 milioni di euro. In base a quei parametri, la città è stata inevitabilmente penalizzata rispetto a Palermo e Catania. Per completare l’allineamento di Messina a Palermo e Catania nel periodo 2023–2028 mancano ancora 18 milioni di euro, pari a circa 9 milioni di euro l’anno per sei anni; su questo punto il Governo regionale ha assunto l’impegno formale di intervenire già con la prossima variazione di bilancio di luglio.

Infine, è stata annunciata l’adesione del dott. Francesco Asciutto al progetto “Messina 2027/2032”. Medico da oltre trent’anni presso l’ASP, Asciutto rappresenta un importante pezzo di società civile che da tempo opera quotidianamente a fianco delle persone più fragili, offrendo un supporto concreto e operativo a chi ne ha maggiore bisogno.

“Una scelta, ha affermato Asciutto, maturata nel segno di una visione civica e politica coerente, che riconosce e sostiene il percorso avviato dall’Amministrazione Basile, con il contributo e l’esperienza dell’on. Cateno De Luca, e che nasce dalla volontà di mettermi in campo in prima persona per la città di Messina.”