ORNELLA, LA MUSICA E’ FINITA MA TU SEI SENZA FINE

È una settimana strana, quasi sospesa, quella che si chiude oggi con la morte di Ornella Vanoni. Dopo il discusso addio alla vita delle  gemelle Kessler, se ne va un altro pezzo di storia dello spettacolo italiano.

Nella notte, a 91 anni, Vanoni è stata portata via da un malore improvviso. Una notizia che lascia un vuoto profondo, perché Ornella non era soltanto una voce: era diventata un modo di stare nel mondo, un’idea di eleganza, un’ironia tagliente e una sincerità che non si potevano imitare.

Le mille vite artistiche di Ornella

Il suo percorso è stato un mosaico di fasi  tenute insieme da un timbro vocale inconfondibile. Gli inizi, segnati dalle celebri canzoni della mala, rivelavano una giovane interprete capace di dare dignità poetica agli angoli più bui di Milano. Era un repertorio scomodo, audace, in anticipo sui tempi. E lei, con quella voce bassa, vellutata, a tratti anche dirompente sapeva restituirgli una verità rara.

Poi arrivò la stagione di Gino Paoli, il legame sentimentale e artistico di cui si è detto e scritto tanto. Vera liaison o semplice alchimia creativa, resta il fatto che insieme hanno attraversato anni di passione e musica, generando brani che sono rimasti impressi nella memoria collettiva. Vanoni, in quegli anni, divenne la musa inquieta della canzone d’autore: elegante, sofisticata, capace di trasformare una melodia in un racconto vissuto.

Lei e Mina una rivalità vera?

Per anni si è parlato di una presunta rivalità con Mina, come se in un Paese non potessero coesistere due regine. Vanoni ha sempre respinto quel pettegolezzo con la sua consueta franchezza: nessuna competizione, soltanto percorsi diversi e rispetto reciproco.

L’eleganza era la cifra del suo stile

Le produzioni di Ornella su tutte l’album “Ricetta di Donna”, “Sheherazade” erano un marchio.Tra i suoi brani più amati indimenticabili sono La musica è finita, Una ragione di più, Domani è un altro giorno, Senza fine, L’appuntamento,

La voce dei cantautori

Nel tempo, Ornella diventò una delle interpreti più richieste dai grandi autori italiani. Hanno scritto per lei, o sono stati da lei scelti, alcuni dei nomi più preziosi della nostra canzone: Fabrizio De André, Luigi Tenco, Lucio Dalla, Paolo Conte, Bruno Lauzi, Ivano Fossati.
La sua forza era quella di “abitare” i testi, trasformandoli in confessioni, in ricordi, in momenti sospesi.

La parentesi brasiliana: un amore musicale

Poi arrivò il Brasile, o forse fu lei ad arrivare al Brasile. Con Vinicius de Moraes e Toquinho creò un triangolo artistico luminoso, fatto di chitarre, ironia e saudade. Una fase che confermò, ancora una volta, quanto Ornella sapesse rinnovarsi senza forzature. Nascono in questo periodo pietre miliari della sua musica come La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria e Samba della rosa.

L’apertura internazionale e il jazz

Negli anni Ottanta scelse un’altra strada ancora: quella del jazz internazionale. Collaborò con artisti come Gerry Mulligan, Herbie Hancock, George Benson e i fratelli Brecker, mettendo la sua voce vellutata a dialogare con strumenti e armonie che restituivano una Vanoni cosmopolita, sicura, matura.

Le collaborazioni del nuovo millennio

Il nuovo secolo la vide aprirsi ai linguaggi contemporanei. Condivide il palco e lo studio con: Mario Biondi, con cui esplora sonorità calde e soulful, Pacifico, autore tra i più affini alla sua sensibilità e Malika Ayane, una delle artiste che più la consideravano un riferimento

 Il suggestivo incontro con Jovanotti

 2008, due anime e due generazioni  molte diverse fra loro, Jovanotti e Ornella Vanoni si incontrano in un  un brano intensissimo “Io so che ti amerò”, pezzo del 1977  di Lucio Dalla,  (link al video: https://www.youtube.com/watch?v=hHUYEMNx‑Ew) — un incontro tra generazioni che confermò ancora una volta la forza interpretativa di Ornella Vanoni, sempre aperta al nuovo.

Gli ultimi duetti, l’ultima giovinezza

Negli ultimi anni, sorprende ancora. A Sanremo 2023 emoziona  con Francesco Gabbani.
Ritrova una nuova freschezza al fianco di Mahmood, con cui interpreta  “Sant’Allegria”  versione attualizzata di un suo brano storico, dialogando con una generazione lontanissima dalla sua eppure perfettamente in sintonia.

E poi c’è Virginia Raffaele  che la imita e con la quale Ornella gioca, ride, si prende e prende in giro fino a Francesca Fagnani che nel suo Belve sceglie come sigla la sua eterna “l’appuntamento”.

La Ornella che abbiamo amato in tv

In televisione, soprattutto nelle sue apparizioni più recenti, era diventata un personaggio irresistibile. Una donna libera, ironica, imprevedibile. A Che tempo che fa conFabio Fazio aveva conquistato un pubblico nuovo, parlando di sé senza filtri, scherzando, provocando, regalando quella miscela di saggezza e disincanto che solo una vita piena può offrire.

L’Italia che piange la sua voce

In queste ore  arrivano tanti messaggi di cordoglio da. Renato Zero suo amico,  Loredana Bertè Elisa, Patty Pravo e tanti altri hanno voluto ricordarla.

Un’eredità che non si spegnerà

 Ornella apparteneva a chiunque a chiunque con quella voce sussurrata, ma che al momento giusto sapeva tirare fuori con tutta l’anima,  raccontava quelle storie  che tutti abbiamo vissuto almeno una volta.

Con lei se ne va una delle ultime grandi signore della musica italiana. Una donna che ha saputo cambiare pelle senza perdere mai se stessa. Una voce che ha attraversato decenni rimanendo sempre riconoscibile, sempre attuale.

Ornella Vanoni  lascia molto più di un repertorio: clascia un modo di guardare alla musica e alla vita con ironia, curiosità e una dolcezza mai ostentata, ma  le sue canzoni, come le emozioni vere, non muoiono mai ecco perchè se per lei la musica è finita le sue canzoni sono senza fine.