Un vento fresco, colorato, originale e audace quello che ha portato ben 10 stilisti dalla Polonia alla Galleria del Cardinale Colonna a Roma in occasione di East Bound Roma, la tre giorni dedicata al meglio della moda polacca contemporanea. Ad accomunarli tutti, la ricerca del dettaglio, della novità e del glamour affiancata da quella della sostenibilità grazie a collaudate tecniche di recycling e upcycling in rispetto dell’ambiente. La grande sfilata è stato il momento clou dell’evento al quale abbiamo partecipato con entusiasmo in prima fila.
Quella che abbiamo visto è una moda di lusso ma responsabile, che mescola eleganza e comfort. Folklore e fantasia caratterizzano abiti da giorno, da sera, per occasioni speciali da non dimenticare., che trasforma oggetti non più amati in qualcosa di nuovo dal design impeccabile. Il tutto in uno spazio suggestivo che un tempo fu biblioteca e sala da ballo dell’ambasciatore di Francia.
L’inaugurazione della sfilata di East Bound Roma è stata affidata Marlena Krawczy e alla sua collezione Pamietam, una dimostrazione che i nostri ricordi di bambini ci accompagneranno per tutta la vita: come i grandi cappotti dai materiali ruvidi e gli abiti dai tessuti pregiati, con tanti copricapi che evocano momenti infantili di fantasia e rifugio, qui tradotto in forme moderne, scarpe per lui in pizzo come i doposci.
E a proposito di recupero, il brand SW fondato da Monika Surowiec, ne è l’emblema. Esperta di programmi ONU per l’ambiente e di moda sostenibile, porta sulla passerella di Roma una collezione che guarda a tutto questo, puntando sul nero e sulla luce, con una predilezione per la le silhouette maschili reinventando il completo, scollando a V la giacca sulle spalle e sfilzando i pantaloni.
Affascinante, poetica e scultorea la collezione Eternal Bloom della pluripremiata Justyna Rożek dedicata al ciclo vitale delle piante, realizzata con materiali di seconda mano. Abbondano i fiori come un giardino di primavera, ma in tinta, applicato sugli abiti scuri e bianchi, corti e lunghi, aperti, sensuali e molto chic. Di certo indossandone uno non si passerebbe inosservati, soprattutto se si tratta dell’ampia camicia puntinata in black and white con grande fiore applicato e slip in tinta.
Lui è il designer più interessante della nuova generazione, almeno secondo Vogue Polonia: si chiama Jan F Chodorowicz. Il suo brand di appena tre anni di vita, si concentra su una riflessione antropologica e di design su abiti da lavoro e uniformi e la sua collezione Art/Wear è dominata dal blu oltremare di cui colora salopette e giacche. Ama i moschettoni, ci fa dei top da uomo e ci decora le tasche dei giubbini.
Impegnato in campagne sociale per l’etica nella moda, Jackob Buczyński, designer rubato al mondo dello sport, per la sua collezione portata a Roma ha usato solo tessuti di seconda mano e con i suoi capolavori a scampoli variopinti riesce in pieno a dimostrare che la moda circolare non solo è bella, ma ecologicamente consapevole.
Forme abbondanti, colori saturi, motivi forti e una grande e strabordante femminilità nella collezione di Inez Vicher che si ispira a icone della forma e del colore come Frida Khalo, Matisse e Dalì, distinguendosi infatti per i tessuti originali con illustrazioni dipinte a mano e stampe. La collezione portata a East Bound Roma si chiama Sacra in Motu e vede predominare strutture ondulate, forme alate e leggere e colori come il bianco, il nero, il rosso e l’indaco.
Hector&Karger arrivano nella Capitale con la nuova collezione autunno-inverno: eleganza classica e innovazione si incontrano nei loro completi di lana polacca, nei lunghi cappotti, negli originali abiti da cocktail e da sera, come il lungo abito aderente in grosse paillette d’argento e il nude black con giacca in paillettes, per lo più accompagnati dai gioielli Orska.
Designer, illustratrice, e artista dalle radici polacche, bielorusse e ucraine, Natasha Pavluchenko, ben conosciuta e apprezzata nel mondo della moda capitolina, è stata la prima designer polacca selezionata per i principali eventi di Alta Roma dove ogni anno presenta le sue collezioni. Lana, seta, cashmere e mussola i suoi materiali preferiti per il suo stile neo couture e i suoi abiti lussuosi, con tagli unici e speciali. Tanto nero e un tocco di bianco che illumina il tutto.
Mariusz Przybylski ha cominciato vent’anni fa con la moda maschile, poi si è dedicato con successo anche a quella femminile: A East Bound Roma ha portato la sua, sostenibile e etica, che reinterpreta le tradizioni in modo non convenzionale. Body Map il nome della sua collezione a impatto zero che interpreta la corporeità e l’anatomia con motivi vegetali e organici. Spiccano i suoi pantaloni da uomo trasparenti e i tailleur femminili tutti luce e colore.
Dulcis in fundo, i lunghi abiti neri e rigati di bianco di MMC Studio, il brand creato da Ilona Majer e Rafal Michalak, celebre per cappotti unici e abiti non convenzionali. Le loro collezioni nascono dai loro temperamenti e caratteri che si mettono a confronto scambiandosi idee e riflessioni, rivitalizzando modelli classici con tagli moderni e puntando su sagome architettoniche oversize, volant e gonne leggere, sul nero e il bianco, con la sorpresa del giallo carico che spicca in passerella.
Patrizia Simonetti
Foto di Patrizia Simonetti













