IO ARMANI L’HO CONOSCIUTO

“La scomparsa del Signor Armani mi rattrista e mi addolora riportandomi indietro nel tempo al lontano1975/76 ,anno di inizio del rapporto commerciale tra Giorgio Armani e l’azienda della mia famiglia. Fu proprio allora che grazie all’intuito di mia madre acquistammo la sua prima collezione ed a tal proposito non nascondo di aver provato un certo orgoglio nell’ aver saputo da Sergio Galeotti che fu  proprio mia madre  la prima acquirente della maison, la numero 1.”

Parla così Patrizia Orlando, titolare del negozio VOG… di Messina che 50 anni fa insieme alla madre Cettina furono le prime clienti di Armani e per prime portarono a Messina le collezioni di Armani intuendo che quei capi, quello stile, quelle idee di gusto e raffinate sarebbero diventate un capolavoro della moda italiana nel mondo.

“Da quel momento per più di 40 anni la mia vita professionale è quella di mia figlia Mariagrazia è stata influenzata dagli input della Maison in cui avevamo creduto e di cui fondamentalmente eravamo soprattutto innamorate. Nel 1982 con la nascita della linea Emporio con entusiasmo abbiamo aderito ad un nuovo progetto aprendo il monomarca a Messina,  seconda apertura dopo Milano nel rispetto delle linee guida richieste.”

  • Insieme avete vissuto grandi storie di moda

Si è vero, una storia commerciale tra la mia famiglia e la Giorgio Armani ma anche una storia di vita, di stima, di rapporti umani cosa che oggi nella moda non esiste più. Dopo la sua scomparsa tanti ricordi affollano la mia mente, come non ricordare le meravigliose sfilate seguite da altrettante cene esclusive o gli incontri fugaci nello show room con il signor Armani. Era molto riservato ma non perdeva l’occasione di soffermarsi al nostro tavolo di lavoro per scambiare qualche battuta, riscontrando in noi peraltro la stessa riservatezza e l’assenza di protagonismo ostentata da molti miei colleghi.”

  • E per i primi 20 anni di collaborazione le ha inviato un omaggio corredato da un suo biglietto personale

“Si è complimentato con noi per i tanti anni insieme e lo ha fatto in modo semplice, con quei modi di una volta che oggi non ci sono più.  Il Signor Armani mi piace chiamarlo così oltre ad essere un uomo di grandissimo valore per la nostra Italia è anche stato una figura importante nella formazione professionale di tante persone come me e mia figlia Maria Grazia che abbiamo svolto il nostro lavoro con correttezza, grande rispetto e lasciatemelo dire in una sola parola con amore.”

  • Lei lo ha conosciuto com’era Giorgio Armani?

Era una persona attenta ad ogni dettaglio. Noi abbiamo cominciato proprio con lui a portare le grandi firme della moda. Gli ordini li facevano con Cesare Giorgino, figura commerciale  della maison Armani. Insieme a  lui la storia della nostra azienda di famiglia è proseguita con  Missoni, Biagiotti, Krizia, ma con Armani il rapporto era sempre speciale. Lui è stato per noi una pagina di storia della nostra famiglia. La moda italiana ebbe grazie a lui una crescita pazzesca, lui porto davvero il made in Italy nel mondo.”

  • E com’era come uomo?

“Era una persona estremamente sensibile anche se appariva schivo, amava il suo prossimo, non amava l’invadenza. Capiva subito chi aveva davanti e valutava con attenzione persone e cose. Certo era  in un circuito in cui non poteva sottrarsi, ma  pur guardando agli obiettivi Giorgio Armani era sempre molto selettivo.”

  • Come dire, sceglieva quasi i suoi clienti?

“In un certo senso si, o meglio, andava a prendersi i migliori, in questo senso faceva selezione.”

  • Com’era allora la moda?
  • “Nel 1975 il rapporto era diretto, dopo le sfilate eravamo suoi ospiti a pranzo, ci fermavamo e ci complimentavamo con lui per la bellezza delle sue collezioni. In quegli anni  eravamo in 40, poi non so neanche quante migliaia sono diventati i suoi clienti”
  • Cosa vi dicevate in questi incontri?

“Lui non interveniva molto, io parlavo con Cesare Giorgino ed un altro collaboratore. Il più espansivo era Sergio Gaelotti che faceva gli onori di casa. Armani appariva poco, era impegnato nel back stage delle sfilate. Ricordo anche come lo circondavano dopo i defilè, noi  per carattere preferivamo restare un po’ più  defilati e lui ne sono convinta lo capiva.“

  • Ed un bel giorno per i vostri 20 anni di collaborazione arrivò un bellissimo messaggio ed un presente

“Quando l’ho ricevuto ne sono stata molto felice, ancora oggi lo custodisco come una cosa sacra, per me è stato un momento bello, la conferma di un rapporto vero e reciproco che non era solo un fatto commerciale ma un rapporto di stima e  umanità. Oggi invece tutti noi siamo numeri, vali quanto vendi. Io il mio bagaglio di ricordi me lo tengo stretto e lo conservo come una cosa preziosa.”

  • La sua eleganza resterà indimenticabile, come lo stile delle sue giacche, dei tailleur

“Armani ha trasformato la giacca, l’ha resa duttile per tutte le occasioni, la decostruita in modo talmente bello da farla sembrare  leggera, con la sua moda ha esaltato la donna. Anche Versace era un genio, ma si rivolgeva ad una donna diversa da quella di Armani, la moda di Giorgio era fatta di dettagli, di particolari, stoffe di qualità, non aveva bisogno di urlare, la sua era un’eleganza da capire.”

  • D’estate veniva in Sicilia ed alle Eolie in particolare

“Lui adorava la Sicilia, Pantelleria, le Eolie e Salina erano le sue tappe fissa, era un amante delle cose belle, dei rapporti veri e semplici. Anche se nel cosiddetto jet set vestiva, come dire, abiti formali  lo faceva sempre con  la massima sobrietà, com’ era nel suo stile.”

Qual è stata la più grande qualità di Armani?

“Credo che abbia un inventato un suo personalissimo stile,  lui  ha esaltato il corpo della donna senza mai scoprirlo.   Mi auguro ora che nonostante la sua scomparsa il prestigio della griffe continui.  In alcuni dettagli delle sue  ultime collezioni ho rivisto il suo grande passato.  Cosa succederà non lo so, è molto triste.. Anche mia figlia Maria Grazia era innamorata di questa linea,  era la sua vita.”