LA SS. ANNUNZIATA DEI TEATINI: UN MONUMENTO MESSINESE SPAZZATO VIA DAL SISMA

 

Nel Gennaio del 1912 cadevano giù con la dinamite i monumentali resti del complesso monumentale della SS. Annunziata dei Teatini che, per architettura e monumentalità, risultava tra i più importanti di Messina.

Il sisma del 1908 spazzò via secoli di arte e fede e proprio quest’anno cadono due importanti anniversari fortemente legati a questo monumento ormai scomparso: i cinquecento anni della nascita della Congregazione dei Chierici Regolari Teatini fondati da San Gaetano Thiene e i quattrocento anni della nascita del suo architetto il modenese Camillo Guarino Guarini.

L’edificio di culto con l’annesso convento dei Padri Teatini fu progettato proprio dal Guarini sul finire del XVII secolo per munificenza di Giovanna Cibo La Rocca contessa di Naso e dell’arcivescovo mons. Simone Carafa.

Il suo prospetto era alquanto particolare e monumentale come nelle architetture del Guarini: la facciata era di impianto piramidale e concavo. La chiesa fu dedicata al mistero dell’Annunciazione del Signore alla Vergine Maria in quanto la prima sede a Messina dell’Ordine fondato da San Gaetano Thiene fu la SS. Annunziata dei Catalani, accolti dall’omonima Nobile Arciconfraternita nel 1607.

I Teatini si trasferirono due anni dopo sul Corso in quanto ebbero in dono delle case della famiglia Aquilone e poi grazie al sostegno di Giovanna Cibo e dell’arcivescovo Carafa impiantarono questo imponente complesso religioso. Guarino Guarini pubblicò il prospetto della sua chiesa di Messina sul suo volume postumo L’Architettura civile edito a Torino nel 1737.

Al suo interno erano presenti numerose opere d’arte

L’interno era stato affrescato da Giovanni Fulco, Antonio Bova, Agostino Scilla e poi da Filippo Tancredi nel 1709, danneggiati dal terremoto del 1783 furono restaurati nel 1791 dal Paladino.

Presenti numerose tele di pregio tra cui alcune portavano la firma di Agostino Scilla, come San Gaetano ai piedi della Vergine, Andrea Suppa, Giovanni Battista Quagliata, Andrea Quagliata, Antonio Bova e Jean Van Houbraken, con la grande della dell’Assunta realizzata nelle Fiandre ed inviata a Messina, e Filippo Tancredi. Di Antonio Catalano il Giovane era presente una tavola dell’Arcangelo Michele.

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Innocenzo Mangani, su disegno di Francesco Condrò, decoro a stucco la cappella del Crocifisso che fu affrescata da Giovan Battista Quagliata con alcune tele di Giovanni Fulco.

Anche la cappella dell’Assunta presentava due grandi tele del Quagliata raffiguranti lo Sposalizio e la Coronazione  mentre gli affreschi erano di Andrea Suppa. La tribuna fu decorata da ben sei grandi tele di Giovan Battista Quagliata, messe ai lati della tavola della SS. Annunziata.

Mentre la tela della cappella di San Giuseppe era di Andrea Quagliata. La cappella di San Gregorio Taumaturgo era opera di Andrea Suppa. La cappella di Sant’Antonio da Padova affrescata da Antonio Bova e Agostino Scilla con una tela di quest’ultimo.

Nella cappella della famiglia Castelli vi era un pregevolissimo Crocifisso in legno con ai lati dei dipinti di Giovanni Fulco raffiguranti la Visione di Costantino e la Vittoria sui Persiani. Nella cappella della Madonna della Purità Francesco Iaconissa realizzò una tela con gli Arcangeli Michele e Raffaele e San Gaetano.

Al suo interno furono erette anche le monumentali tombe della Cibo e del Carafa, quest’ultimo realizzato da Giovanni Andrea Gallo ma il mezzobusto del prelato, gli angeli reggi fiaccola e le aquile furono realizzati da Innocenzo Mangani.

La cappella di San Gaetano e quella Sant’Andrea Avellino erano decorate da tele ed affreschi di Filippo Tancredi. Il 22 gennaio 1642 furono celebrati i funerali del missionario teatino Jacopo Di Stefano morto in Georgia, il 28 settembre 1685 fu sepolto in una monumentale tomba presso l’altare maggiore il teatino mons.Giuseppe Cicala e Statella arcivescovo di Messina mentre nel 1722 viene sepolto il pittore Filippo Tancredi.

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Era un importante riferimento di arte e fede

Gravemente lesionata nel terremoto del 1783, fu restaurata e riaperta al culto nel 1796. Oltre alla chiesa principale vi erano annesse ben tre cappelle gestite da confraternite con ingresso autonomo dal corso Cavour presso l’annesso convento.

Quest’ultimo edificio con le leggi eversive del 1866 fu adibito a liceo classico “Francesco Maurolico” ed a istituto tecnico “Antonello”. Nel 1851, per volontà dell’arcivescovo il cardinale mons. Francesco Villadicani dei principi di Mola, vi fu aperta una scuola per la diffusione della dottrina cristiana.

Alcuni danni al prospetto si ebbero in occasione del sisma del 16 novembre 1894. Il terremoto del 1908 danneggiò gravemente l’intero complesso religioso che fu abbattuto solo nel gennaio del 1912.

Dalle rovine si recuperò: una tela dell’Annunziata, copia seicentesca del celebre dipinto venerato a Firenze, due tele raffiguranti la Nascita della Vergine e la Purificazione, che facevano parte di un gruppo di sei tele dedicate alla Vergine Maria di Giovan Battista Quagliata poste nel coro della chiesa, una tela dell’Assunzione di Andrea Suppa, una Madonna e San Gaetano del 1671 di Agostino Scilla, frammenti dei monumenti funerari dei due fondatori e due statue seicentesche della Fede e della Speranza.

Sull’area della chiesa sarà realizzata la nuova parrocchiale di Sant’Antonio Abate ma che per i messinesi sarà sempre l’Annunziata, come l’Ave Gratia Plena del timpano d’ingresso ancora ricorda.

Marco Grassi

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