IL GESUITA , LA MADONNA DEL LUME E LA PESTE DI MESSINA DEL 1743

Nel 300° della nascita del culto alla Madre del Lume Messina riscopre un suo benefattore

Era il 6 luglio del 1743 quando a Messina, in piena epidemia di peste, si spegneva in odore di santità il gesuita Giovanni Antonio Genovese. Lo zelante missionario della Compagnia di Gesù si era prodigato con tutte le sue forze per aiutare i messinesi colpiti da questa tremenda epidemia che fece numerose vittime.

Padre Genovese a Messina fu per diversi anni maestro dei novizi e rettore del Collegio di Messina. A Messina la sede principale della Compagnia di Gesù fu la chiesa di San Nicolò dei Gentiluomini con annessa Casa Professa che sorgeva ove oggi si trova il Palazzo della Provincia. Il coraggioso gesuita, originario di Palazzo Adriano, aveva avuto vent’anni prima a Palermo una significativa esperienza mistica che avrebbe segnato la sua vita. Giovanni Antonio Genovese era nato il 4 maggio 1684, già a diciannove anni riuscì ad entrare nella Compagnia di Gesù divenendo sacerdote nel 1716. Il suo obiettivo era proprio quello di fare il missionario alla sequela di Sant’Ignazio di Loyola. Volle affidare la sua opera pastorale alla Vergine Maria e per questo incaricò una devota veggente di Palermo di chiedere alla Madre di Cristo con quale titolo e con quale immagine desiderasse essere la sua guida nell’evangelizzazione.

Padre Genovese operò a Messina dopo che a Palermo promosse il culto mariano

Tramite la veggente la Vergine Maria, apparendo nella chiesa di San Stanislao Kostka a Palermo il 21 novembre del 1722, si presentò con il titolo di Madre SS. del Lume. In particolare, la veggente riferì che, quando chiese alla Madonna perché si facesse vedere, la Madonna le avrebbe ricordato la preghiera rivoltale da padre Genovese, e avrebbe pronunciato le seguenti parole: Voglio essere dipinta su una tela così come mi vedi. Mentre così diceva, si curvò per trattenere un’anima dal cadere nelle pene dell’inferno.

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La donna ricordò che il Genovese aveva chiesto che nella pittura si rappresentassero i cuori dei peccatori in atto di presentarli in qualche maniera alla Vergine. La Madonna acconsentì a questo desiderio mostrandole proprio ciò. La veggente riferì inoltre: …ed ecco si presenta in ginocchio accanto alla Vergine un angelo che, tenendo in mano un canestrino pieno di cuori, li presenta a Lei dalla parte sinistra, dove il divin pargoletto, che stava in braccio alla Madre, a uno a uno li prende e, non men cogli sguardi che con contatto, li infervora e li infiamma di carità. Infine, la Vergine Maria disse: …vedi ora come io mi sono lasciata vedere da te, tale e quale esattamente voglio essere dipinta, e in questa maniera voglio essere evocata col nome di Madre Santissima del Lume.

Il culto alla Madonna del Lume è diffuso in varie località dell’intero globo

Grazie all’opera dei padri Gesuiti, la devozione alla Madonna del Lume si è diffuse da subito: da Palermo alla Sicilia e all’Italia meridionale, quindi al Messico e nel mondo. Ancora oggi il culto della Madonna del Lume è molto diffuso in America Latina, e particolarmente in Messico, ma anche in Venezuela, in Colombia, in Brasile, in Perù.

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La devozione è fortemente presente anche nelle Isole Filippine, nelle Marianne, nelle Isole Canarie, in California, nel Texas, nel Wisconsin, a New York, in Abissinia, in Cina a Canton e a Macao. Il trecentesimo anniversario della nascita del culto è stato solennizzato da varie iniziative promosse dall’Associazione Mariana Apostolato della Madre SS. del Lume che culmineranno con la presentazione del volume: La Madre SS. del Lume – Tre secoli di una devozione siciliana per il mondo di Mons. Giovanni Lanzafame.

Il volume dal 4 al 7 maggio verrà presentato in Sicilia, si inizia giovedì 4 a Palermo, venerdì 5 a Messina, sabato 6 a Catania e domenica 7 a Palazzo Adriano. La presentazione a Messina è stata fortemente voluta dal Centro Interconfraternale Diocesano, guidato da Fortunato Marino, per recuperare in particolare la memoria in città di padre Genovese.

La manifestazione si terrà alle ore 18.00 presso la chiesa dei Catalani. Ennesima importante pagina di storia e devozione della nostra città valorizzata dalle confraternite messinesi.

 

Marco Grassi

 

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