LE VICENDE STORICHE DELLA RINATA CHIESA DI SAN LUCA A MESSINA

Il 15 Gennaio 1924 l’ingegnere e frate carmelitano Carmelo Umberto Angiolini firmava il progetto della nuova chiesa parrocchiale di San Luca.

Punto di riferimento dell’antico rione Muricello, l’edifico sacro è posto in posizione sopraelevata alla confluenza della via Palermo con il torrente Trapani, coperto dalla via Fratelli Di Mari, e prospettando su largo La Corte Cailler.

Il titolo parrocchiale è uno dei più antichi della Città rimontando almeno alla fine del XV secolo. L’antica collocazione della chiesa era al termine dell’antico tracciato dell’attuale corso Cavour, in prossimità dell’attuale Sala Laudamo, in particolare in una piazzetta di fronte al palazzo dei marchesi Moleti di Sant’Andrea, fra il vicoli detti di San Luca e di Pozzoleone.

Nasceva come semplice oratorio ma, a seguito per l’incremento demografico del quartiere, fu elevata a parrocchia dividendo il territorio con la più antica chiesa di San Leonardo. Le fonti ci documentano come addirittura la processione della Vara partiva proprio nei pressi dalla chiesa parrocchiale di San Luca. Il terremoto del 1783 distrusse il luogo di culto e non fu più ricostruito per il nuovo assetto della Strada del Corso.

L’antica chiesa sorgeva nell’area oggi occupata dalla Sala Laudamo

Il titolo parrocchiale fu spostato nella vicina chiesa di Santa Caterina dei Bottegai, sede di una omonima confraternita di mestiere. Questa chiesa sorgeva poco più a monte della vecchia parrocchiale ed era decorata da affreschi e dipinti da Giovanni Tuccari e da un monumentale crocifisso ligneo di Santi Siracusa, oggi posto nell’altare maggiore dell’attuale chiesa parrocchiale di Santa Caterina Vergine e Martire.

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La catastrofe del 1908 fece crollare la chiesa dei Bottegai, sede provvisoria della parrocchia di San Luca e tra le macerie morì anche il parroco don Giovanni Filocamo. Una prima chiesa in baracca sede della parrocchia sorse al Muricello e fu affidata a padre Placido Macrì, già parroco all’Annunziata dei Catalani. La chiesa in legno fu regalata da papa Pio X e fu collocata tra i ruderi del convento di Santa Maria di Gesù Inferiore per poi spostarsi sull’area di piazza Casa Pia, per la costruzione dell’istituto scolastico “Luigi Boer”.

La chiesa in muratura verrà inaugurata solo il 25 giugno 1932 dall’arcivescovo mons. Angelo Paino. Lo stile architettonico è molto semplice, ispirandosi al romanico nelle linee generali, con ampie finestre in particolare sui due prospetti principali. Il progetto originale dell’intera struttura parrocchiale porta la firma dall’ingegnere e frate carmelitano padre Carmelo Umberto Angiolini ma per motivi tecnici subì diverse varianti. La chiesa a croce greca con una particolare pianta ad ottangolo irregolare con i lati più lunghi in corrispondenza degli altari posti negli angoli esterni dell’incrocio delle due navate ove è impostata una cupola, sempre di pianta ottagonale. A monte della chiesa prende posto un campanile merlato con finestre trifore ed archetti alto 18 metri dotato di campane ed orologio e la complessa struttura della sagrestia, casa canonica e saloni per il catechismo, presente altresì un ampio cortile per attività sportive.

A San Luca un tempo era molto forte la devozione alla Madonna della Lettera

In questa parrocchiale molto sentito un tempo era il culto alla Madonna della Lettera tanto che nell’altare maggiore era collocato in origine un dipinto dell’Ambasceria dei Messinesi alla Vergine, oggi collocato in sagrestia, sostituito poi dal simulacro della Madonna di Fatima ed oggi da un moderno Crocifisso. Testimoniano ancora questa vecchia dislocazione le statue in gesso poste ai lati dell’altare raffiguranti San Paolo, l’Apostolo che accompagnò secondo tradizione i messinesi a Gerusalemme, e San Luca titolare della parrocchia e secondo tradizione autore dell’antico dipinto della Madonna della Lettera. Questo culto era sostenuto anche dal fatto che le prime processioni della Madonna della Lettera dopo il terremoto del 1908 partivano da San Luca per raggiungere la Cattedrale. L’interno della chiesa è dotato di due monumentali altari settecenteschi in marmo provenienti dall’antica chiesa di San Gioacchino – Sacra Betlemm. Nel presbiterio in occasione dell’allestimento del nuovo altare coram sono stati collocati alcuni antichi capitelli in marmo bianco ed una acquasantiera. Interessanti alcune opere di artisti messinesi del nocevento come i dipinti a finto mosaico con i quattro evangelisti posti nel pennacchi della cupola, opera mirabile di Salvatore De Pasquale, le ceramiche raffiguranti il Crocifisso, San Giuseppe ed il Battesimo di Cristo di Mario Lucerna e la tela di Renzo Collura raffigurante un Cuore di Gesù con ai piedi la città di Messina. Molto interessante l’archivio parrocchiale che conserva i registri dei battesimi dal 1572, quello dei defunti dal 1585 e quello dei matrimoni dal 1654. Una parrocchia dalla grande storia nel cuore della Città.

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Marco Grassi

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