GLI ABITI PIÙ BELLI DI FRANCA BETTOJA TOGNAZZI IN MOSTRA A CASTEL SANT’ANGELO

Gli abiti di una donna parlano spesso per lei. E di lei. Se poi la donna è un’attrice di quel glorioso cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta, allora possono raccontare davvero molto di colei che li ha indossati. E di certo quelli di Franca Bettoja Tognazzi, esposti fino al 12 marzo nelle preziose e suggestive sale di Castel Sant’Angelo a Roma, hanno molto da dire.

La mostra intitolata Franca Bettoja Tognazzi. La moda di un’attrice, curata da Mariastella Margozzi con Laura Salerno, presenta al pubblico circa cinquanta abiti da cocktail e da sera dell’artista romana oggi 87enne, e una rilevante rassegna fotografica che racconta il percorso della sua vita di attrice e di donna, con tante immagini che la ritraggono sulle copertine di riviste e giornali, accanto a colleghi e colleghe famosi, e a fianco di Ugo Tognazzi nel giorno del loro matrimonio e non solo.

La sua carriera non fu tuttavia lunga, nonostante la settima arte le riconobbe capacità e talento da vendere, soprattutto grazie a L’uomo di paglia di e con Pietro Germi del 1958 dove l’attrice interpreta con intensità e passione il ruolo drammatico e complesso della giovane Rita. Così come fu apprezzata, dieci anni dopo, nei panni di un’altra Rita in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? con Alberto Sordi e Nino Manfredi. Ma non fu generosa con lei che, comunque, si ritirò lentamente dalle scene dopo il matrimonio con Ugo Tognazzi dal quale aveva già avuto Gianmarco e Maria Sole. La sua ultima sua apparizione sul grande schermo fu proprio a fianco del figlio nel ruolo di sua madre in Teste rasate di Claudio Fragasso nel 1993.

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Eppure Franca Bettoja Tognazzi la visse intensamente quella sua breve parentesi da star, anche sul fronte della mondanità e del glamour. Basta guardare i suoi abiti dai tessuti preziosi come la seta, il damasco e il velluto dai colori sgargianti come il rosso, eleganti come il blu e il bianco, con ricami dorati, perline, paillettes, pizzi e merletti. Non manca naturalmente il nero, ma sempre acceso da ricami d’oro o d’argento o alleggerito da volant di merletti e scialli traforati. Neanche nastri e pizzi mancano mai, così come le applicazioni floreali tono su tono e strass.

Abiti da sera lunghi fino ai piedi con cui calcò tanti red carpet, inclusi quelli di Cannes e di Venezia, color panna a sirena o con ampie gonne di fuoco plissettate, altre che scendono naturali. E dove la gonna si accorcia, compaiono disegni brillanti di palme verdi su fondi rosa luccicante, e miniabiti a tubino con scollatura preziosa alla Cleopatra. Tanti i vestiti da cocktail e da ballo, con i quali partecipò a moltissimi eventi mondani della dolce vita romana e pure a diversi film. Palese la sua passione per corpetti, gilet e coprispalle preziosi. E ancora i completi pastello, le giacche larghe, i soprabiti e i cappotti vistosi, ma mai pacchiani.

Ognuno di essi esprime il grande gusto estetico di Franca, elegante ma personale, semplice e ricco, che l’ha portata a scegliere negli anni stilisti famosissimi quali Schuberth e le Sorelle Fontana, ma anche a farsi confezionare su misura modelli unici e personalizzati da note sartorie romane. Il guardaroba di gala di Franca Bettoja, oltre a sottolineare la sua riservata, ma istrionica  personalità, testimonia il gusto di un’epoca in cui si può affermare senz’altro che l’abito faceva il monaco, soprattutto nel mondo del Cinema.

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Franca Bettoja Tognazzi. La moda di un’attrice è accompagnata da un catalogo edito da De Luca Editori d’Arte – sempre a cura di Mariastella Margozzi, autrice del saggio introduttivo, con Laura Salerno, autrice della biografia dell’attrice e della filmografia – nel quale vengono riprodotti tutti gli abiti esposti, il più delle volte indossati da modelle messe cortesemente a disposizione dall’agenzia Glamour Moda e Management e fotografate da Gaia Schiavinotto.

L’esposizione rappresenta inoltre la prima apertura al mondo della Moda del Museo nazionale di Castello, che ha completamente riadattato un importante ambiente espositivo, un tempo deposito della Collezione delle Armi antiche e dagli anni Settanta contenitore di una piccola esposizione dei cimeli militari risorgimentali. Anche la Moda, come specchio dei tempi, potrà essere da adesso raccontata nel contesto monumentale di grande prestigio quale è Castel Sant’Angelo e testimoniare quanto essa sia parte integrante della cultura del nostro Paese.

Oltre ottanta abiti della Bettoja sono stati acquisiti per le collezioni di Moda del Museo Boncompagni Ludovisi, che fa parte della Direzione Musei Statali della città di Roma, dove a esposizione finita saranno depositati ed esposti nell’ambito della già vasta collezione di Moda del secolo XX.

Patrizia Simonetti

 

 

 

 

 

 

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