I BAMBINELLI DI CERA MESSINESI, UN’ANTICA ARTE ORMAI PERDUTA

Una antica caratteristica delle famiglie messinesi era quella di possedere in casa almeno un Bambinello Gesù.

La sacra effige era solitamente realizzata in cera secondo una antica tecnica costruttiva elaborata nei secoli a Messina. Il Bambinello era custodito di norma entro una teca in vetro e legno detta scarabattola o scaffarata ed esposto per tutto l’anno in camera da letto sopra il mobile detto cantarano.

Nelle famiglie più benestanti queste statuine in cera erano di particolare pregio e dal forte realismo perchè modellati da veri e propri artisti che per secoli hanno operato a Messina fino agli anni cinquanta del Novecento.

L’arte della ceroplastica a Messina è molto antica e si perde nella notte dei tempi. Questa manifattura era esistente a partire dall’epoca classica e giocherà un ruolo importante anche per la fusione di oggetti in metallo di varie dimensioni e preziosità. Basti pensare ai gioelli in oro ed argento, per passare alla statuaria in bronzo e alle campane ed i cannoni.

Tutti questi oggetti venivano realizzati proprio con la tecnica della cera persa. Questi manufatti derivavano da modelli in cera che servivano a creare per fusione la versione in metallo. Messina da sempre città di argentieri ma anche di fonditori di campane e di cannoni non poteva che essere anche una città di ceroplasti.

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 Si avrà una maggiore diffusione a Messina a partire dal 1712

 La produzione di statuaria sacra in cera ed in particolare di Bambinelli ha un suo maggiore sviluppo dopo la straordinaria lacrimazione di un piccolo esemplare posseduto dal sacerdote Domenico Fabris.

Il religioso era molto devoto alla Natività e aveva fatto predisporre un presepe permanente nella chiesa di San Gioacchino, proprio in occasione dell’allestimento di questo apparato nel febbraio del 1712 un piccolo Bambinello in cera prodigiosamente lacrimò più volte.

Il fenomeno straordinario ebbe la convalida della Chiesa locale e pertanto a Messina la devozione la devozione al Bambin Gesù crebbe a dismisura. Proprio nel XVIII secolo operò a Messina uno dei maggiori artisti della ceroplastica messinese il celebre Giovanni Rossello o Rosselli.

L’artista e la sua bottega per diversi decenni realizzarono centinaia di Bambinelli di vario formato e dimensioni dalle caratteristiche estetiche eccezionali. Il Rossello fu anche autore di pannelli e statue sempre in cera, come il prezioso presepe custodito al Museo Regionale di Messina o l’antica e non più esistente statua processionale del fercolo della Caduta della processione delle Barette del Venerdì Santo.

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 Una bella raccolta di Bambinelli in cera si trova al Museo di Taormina

 Una tradizione quella del Bambinello di cera un tempo molto diffusa a Messina ed oggi abbastanza documentata presso il Museo di Arti e Tradizioni Siciliane di Taormina. Struttura espositiva nata dalla Collezione Panarello e dall’idea del compianto Franz Riccobono che nel corso negli anni Ottanta del Novecento si era fatto promotore di importanti mostre e pubblicazioni sul Natale di tradizione a Messina ed in Sicilia.

Un bell’esemplare di Bambinello in cera, esposto in maniera permanente al pubblico, è quello della Confraternita di Maria SS. della Luce presso l’omonima cappella posta nel Santuario di San Francesco all’Immacolata di Messina. Il grande Bambino si presenta straiato su un fianco con un colore della cera caramellato, a testimonianza dell’antichità del manufatto, dentro la consueta scarabattola. Una particolare devozione al Gesù infante dell’antica confraternita che ogni anno organizzata una caratteristica processione per le vie della città la Notte di Natale portando sotto un prezioso baldacchino un Bambinello in cartapesta.

 Marco Grassi

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