LA STORIA DELLA BEATA FRANCESCA DA MESSINA, SORELLA DI SANT’EUSTOCHIA

 

Oggi ricorre la memoria liturgia di un’umile suora francescana il cui ricordo si lega fortemente alla più nota Santa Eustochia di cui fu la sorella. Nasce a Messina nella famiglia Calafato nel 1440 per essere battezzata con il nome di Margherita. Chiamata familiarmente Mita, anche lei, come la sorella Smeralda, fin dall’infanzia cresce in un clima fortemente religioso grazie alla mamma Mascalda Romano Colonna.

Quando decise di seguire le orme della sorella maggiore Smeralda, poi chiamata Eustochia, ebbe la forte opposizione dei suoi fratelli che già l’avevano promessa in sposa ad un nobile messinese. Alla fine riuscì a farsi monaca clarissa col nome di Francesca, detta anche Franceschina per il suo fisico minuto. Rimase al fianco della sorella Eustochia nel Monastero di Montevergine per tanti anni dove poi si aggiunse anche la madre Mascalda, una volta divenuta vedova. La beata Francesca condusse una vita di estrema semplicità e penitenza, non volendo alcun onore.

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Grande figura di santità francescana peloritana

Per la sua umiltà non volle neppure imparare a leggere e a scrivere. Serviva a tutti e dormiva perfino su una tavola con una tegola per cuscino. A pranzo mangiava in piedi per poter mortificare il proprio corpo.
 Ben presto si ammalò gravemente e chiese alla sorella Eustochia di non confortarla per testimoniare ulteriormente la sua penitenza.

Franceschina morì a quarantaquattro anni il 19 Novembre del 1484. Ben presto la sua tomba fu oggetto di venerazione e si registrarono alcuni miracoli. Si dice che più volte apparve in sogno alle consorelle clarisse presentandosi con un volto angelico e beato.

La semplice ed umile anima ringraziava Santa Eustochia per la disciplina che le aveva insegnato tanto da aver conquistato la vita eterna. In occasione del Giubileo del 1750, durante lavori al monastero, essendo badessa Suor Maria Lazzari, furono ritrovati i resti mortali della Beata Francesca e della madre la venerabile Mascalda che oggi sono ancora custodite a Montevergine. Una splendida figura di santità messinese da riscoprire e valorizzare.

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