DAL SANTA ELISABETTA AL VITTORIO EMANUELE: LA STORIA DEL TEATRO DI MESSINA

Lancio fb: Sono trascorsi esattamente 184 anni da quando Ferdinando II di Borbone ordinò la costruzione di un teatro a Messina. Prima denominato Santa Elisabetta, si decise il cambio di nome dopo il passaggio di Garibaldi e divenne così il Teatro Vittorio Emanuele.

In questi mesi sono in fase di restauro i monumentali prospetti esterni del Vittorio Emanuele, massimo teatro cittadino. Proprio come oggi, il 9 ottobre 1838, per volontà del sovrano Ferdinando II di Borbone veniva pubblicato un real rescritto con cui si ordinava la costruzione del teatro Santa Elisabetta, l’attuale Vittorio Emanuele.

L’atto ufficiale, firmato dal barone Nicola Santangelo, Ministro degli Interni del Regno delle Due Sicilie, così iniziava: “S.M. il re nostro Signore, desiderando di veder soddisfatto il voto unanime della città di Messina per la pronta costruzione di un teatro, e volendo ad un tempo, che questa nuova opera contribuisca in particolar modo ad accrescere il decoro, ed il lustro di sì bella città, e che soddisfi ancora al bisogno della sua numerosa popolazione, ed a ciò che esige in opere di questa natura la perfezione dell’arte, e l’attuale incivilimento; vista l’ultima deliberazione decurionale riguardante la proposta di un sito più adattato a costruirvi un teatro, ha fatto esaminare diligentemente le diverse idee, che si presentavano principalmente intorno alla scelta di tale sito. Dopo matura ponderazione, ha quindi sua maestà risoluto, che il Teatro della città di Messina sia costruito nell’edifizio, che attualmente è addetto ad uso di prigione centrale di cotesta provincia; e perché possa sollecitamente intraprendersene la costruzione, ha ordinato, che i detenuti siano provvisoriamente trasferiti nel così detto castello di Roccaguelfonia, altrimenti appellato, di Matagrifone, pagandosi dal comune una competente pigione annuale ai Padri di S. Nicola degli Scalzi ai quali trovasi ceduto”.

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Il teatro è stato progettato dal napoletano Pietro Valente

Il teatro verrà progettato dal napoletano Pietro Valente con la collaborazione del messinese Carlo Falconieri. La posa della prima pietra avverrà solo il 23 aprile del 1842, alla vigilia dei solenni festeggiamenti secolari della Madonna della Lettera. Il teatro Santa Elisabetta sarà il teatro lirico più grande e moderno dell’intera Sicilia.

Solo diverso tempo dopo nasceranno il Bellini di Catania e il Massimo di Palermo. Bisognerà aspettare però il 12 gennaio 1852 per la sua inaugurazione ufficiale in occasione del quarantaduesimo compleanno di re Ferdinando II di Borbone.

I lavori di completamento del teatro verranno ultimati nel 1865 dal collocamento del maestoso gruppo statuario dello scultore Saro Zagari raffigurante: Il Tempo che scopre la Verità e la mostra a Messina. Successivamente verranno sistemati sempre sul prospetto due bassorilievi con scene della vita di Ercole: Ercole che aborrendo dalla voluttà seduttrice, appigliasi alla Virtù ch’è seguita delle Muse e Ercole che per avere scelto la Virtù fatto immortale, è assunto all’olimpo ed ha in sposa Ebe dea della giovinezza. Sempre Saro Zagari realizzerà i medaglioni in marmo con i profili di musicisti e drammaturghi. Dopo il passaggio di Garibaldi e già prima della proclamazione del Regno d’Italia, il 13 settembre 1860, viene deciso il cambio di denominazione del teatro che da Santa Elisabetta diventa Vittorio Emanuele II.

Il terremoto del 1908 lo risparmiò a differenza dei tanti restauri subiti

Il paradosso per questo teatro è che viene risparmiato dal terremoto del 1908 ma non dai vari restauri successivi che pian piano ne modificheranno totalmente l’interno.  Già nel 1921 si era redatto un primo progetto di restauro con ampliamento del palcoscenico e realizzazione della sala da concerti intitolata: Sala Laudamo.

Questi lavori furono completati nel 1926 ma con collaudo solo nel 1936. Neppure il tempo di usufruire del rinato teatro che scoppia la Seconda guerra mondiale i cui bombardamenti danneggeranno la struttura monumentale. Tra il 1946 e il 1947 verranno effettuati nuovi restauri che verranno completati solo nel 1953 e che causarono lo smantellamento dei decori lignei della sala teatrale.

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Il teatro verrà riaperto provvisoriamente solo nel dicembre del 1968 per il sessantesimo del terremoto del 1908 con un concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. Nel 1970 il Comune di Messina faceva redigere un progetto di ristrutturazione del teatro e nell’agosto 1982 si iniziarono i lavori che trasformeranno definitivamente gli interni dell’antico Santa Elisabetta.

Nei nuovo interni degna di nota solo la decorazione del soffitto su progetto di Renato Guttuso con la raffigurazione del Colapesce e delle sirene dello Stretto di Messina. Il teatro verrà riaperto al pubblico il 24 aprile 1985 con uno storico concerto diretto dal maestro Giuseppe Sinopoli.

Da quest’ultima data il teatro Vittorio Emanuele con continuità rimane un riferimento culturale di grande livello per Messina e l’intera area dello Stretto. Oltre alla musica, alla prosa e alla lirica, la grande struttura teatrale ospitale mostre d’arte, convegni e eventi di grande portata.

Marco Grassi

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