LE VIE DEI TESORI TORNA A MESSINA: IL PROGRAMMA

Oltre a Messina, le altre località interessate sono  Bagheria e Termini Imerese, Trapani, Mazara e Marsala, Enna e Caltanissetta, Carini, Cefalù, Alcamo, Ragusa e Scicli, Palermo e Catania. 

Il programma a Messina

L’antica Messina affacciata sullo Stretto, tra Scilla e Cariddi; la città eroica, sopravvissuta a invasioni, conquiste, rivolte; devastata dal terremoto del 1908 ma rinata sempre e ancora viva. Da quel cataclisma sono sopravvissuti ipogei, chiese, forti, ville, opere d’arte, e tanta voglia di ricostruzione: la racconterà una mostra preziosa all’Archivio di Stato. Ma il programma delle Vie dei Tesori – costruito sul territorio da Marco Grassi – è molto frastagliato.

La Prefettura aprirà saloni normalmente chiusi al pubblico e l’appartamento riservato al Capo dello Stato quando è in visita a Messina; e così anche dell’Archivio di Stato, vero custode della memoria cittadina: si visiterà tutto, dalla sala lettura agli archivi, e ospiterà per il festival una mostra sulla ricostruzione post sisma.

Quest’anno sarà possibile varcare la soglia dell’antica chiesa abbaziale voluta dal gran conte Ruggero, tra le più antiche architetture normanne di Sicilia: Santa Maria di Mili e l’annesso monastero nacquero nel 1090 su un preesistente cenobio bizantino. Nel 1542 il complesso monastico e l’ampio feudo passarono al Grande ospedale di Messina, oggi è del FEC che ha aperto ai visitatori del festival.

E’ da non perdere la visita alla sobria casa museo della poetessa dialettale Maria Costa, nel rione della Case Basse di Paradiso, dove è nato un Centro studi a lei intitolato. E ancora, visite alla prima sede dei Domenicani in Sicilia, SS. Annunziata dei Catalani e alla chiesetta di San Giovanni di Malta vi racconteranno la storia di San Placido, patrizio e monaco; nella cappella di Gesù e Maria delle Trombe, vi mostreranno il Bambinello miracoloso.

Un’esperienza sarà di certo la “gogna” di Castel Gonzaga, dove venivano rinchiusi i condannati, e la torre merlata dell’antico castello di Roccaguelfonia dove venne rinchiuso Carlo II d’Angiò. Arrampicata sui Peloritani, a Massa San Giorgio, ecco invece la quattrocentesca chiesa di Sant’Antonio Abate che conserva ancora il doppio portale asimmetrico tardo medievale.

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Fortemente danneggiata dal terremoto del 1908, sant’Antonio Abate fu restaurata. Da scoprire le preziose collezioni universitarie: le maioliche Zipelli e i reperti dei Gesuiti dell’Antiquarium; e gli alberi esotici, le piante carnivore e la raccolta di succulente dell’antico Orto Botanico.

Sono quattro le ville che aprono i battenti, e due sono bei ritorni:

  • la settecentesca Villa Cianciafara, sopravvissuta indenne al terremoto, mostra ancora i segni del suo passato da tenuta agricola e gli arredi originali, oltre ai segni di Filippo Cianciara, fotografo cugino dei Piccolo e dei Tomasi.
  • Villa Giovanna, ex sede della Guardia Regia oggi centro olistico Mater Vitae, a Villaggio Pace, dove ci si troverà immersi in un vero giardino tropicale, che degrada verso il mare.
  • La cosiddetta Town House ovvero il candido Villino Franca, tra due contrade che già nel nome sono bellissime (Paradiso e Contemplazione), una vera villa delle delizie della ricostruzione post terremoto: dal suo elegante giardino, si abbraccia lo Stretto. Per il festival ospita anche le opere di Alex Caminiti, Michele d’Avenia e Dania Mondello.
  • Villa Aelthea, nel cuore della città: fu progettata da Guido Viola con la sua “gemella” limitrofa, oggi conserva gli arredi liberty originali e un “torrino” con tanto di scala a chiocciola.

Infine, non potevano mancare Forte San Salvatore – aperto anche quest’anno con la collaborazione della Marina Militare  – dove è giusto dedicare una preghiera alla Madonnina, guardando lo Stretto; e il Museo di cultura e musica popolare ospitato nell’antico casale di Gesso, sui Peloritani con la sua straordinaria collezione di strumenti musicali popolari e il laboratorio di zampogne.

Sempre sui Peloritani,  sorge uno dei più importanti eremi di Messina, sembra ondato da frati anacoreti dell’ordine carmelitano tra cui spiccava Sant’Alberto da Trapani, divenne nel 1531 la prima sede di Sicilia dei Frati Minori Cappuccini. Dal 1670 ad oggi è sede della confraternita della Madonna di Trapani. E’ stato appena restaurato.

I musei parlano e lo fanno anche le antiche abbazie normanne, basta saperli ascoltare: collezioni, reperti, ma anche maschere, angoli, maschere e pupi, si animeranno per accogliere i visitatori, sia al Museo dei Peloritani di Gesso che all’abbazia di Mili dove vi racconteranno dei giganti Mata e Grifone … è un progetto della compagnia Anatolè, con Valeria Alessi, Romana Cardile, Mariachiara Millimaggi e Alessio Pettinato.

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Le esperienze

Due le esperienze che si potranno vivere nell’ambito de Le vie dei tesori:  alla fattoria urbana Villarè i bambini potranno entrare in contatto con gli animali della fattoria e preparare i biscotti sesamini. Per gli adulti ritorna  il giro sulle barche tipiche dei molluschicoltori (cocciulari, appunto) che da più generazioni, con le stesse tecniche, coltivano le vongole nel lago di Ganzirri.

Ma si potrà anche raggiungere l’arroccata Floresta, borgo di tradizione pastorale dove il tempo scorre lento, lontani dai ritmi frenetici della metropoli; scoprire Forza d’Agrò, anch’essa arroccata, dove alla Fondazione Casa della Divina Bellezza c’è una collezione del tutto inedita di opere di grandi artisti del Novecento che hanno indagato la dimensione del Sacro.

Invece nel borgo di Fiumedinisi vi spiegheranno il ciclo del grano ricercando mulini antichi, si assisterà alla macinatura, e alla fine si gusterà tutti insieme la pizza di grani antichi.

Le passeggiate

Le passeggiate proposte da Le Vie dei Tesori in collaborazione con numerose associazioni locali, condurranno alla scoperta di aspetti particolari della città: dal centro storico tra vestigia medievali e normanne all’antica via del Dromo, tra i resti di costruzioni agricole e industriali, alle testimonianze liberty ancora presenti. Poi l’antico casale di Castanea, racchiuso da pinete e il sentiero dei mulini della Vallata di Cumia. Tutte da scoprire.

Per prenotare

È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito alla chiesa San Giovanni di Malta, via San Giovanni di Malta, sabato e domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o sui luoghi di raduno (senza la garanzia di trovare il posto).

Contatti

Informazioni: 091 842 0004, tutti i giorni  10-18 www.leviedeitesori.com

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