VIDEOCITTA’: A ROMA IL FESTIVAL DELLA VISIONE CON LA LUNA NEL GAZOMETRO

A Roma non si era mai visto il Gazometro intrappolare la luna. Una grande luna bianca di 20 metri di diametro che si muove, si colora, emette suoni, sospesa all’interno del Gazometro capitolino, il più grande d’Europa, simbolo del quartiere Ostiense di Roma e iconico esempio di archeologia industriale. È l’emblema della quinta edizione di Videocittà, il Festival della Visione ideato da Francesco Rutelli, presidente di Anica, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali, con la direzione creativa di Francesco Dobrovich, che torna ad esplorare le forme più avanzate e creative del mondo del suono e dell’immagine. L’installazione chiamata Luna Somnium, ispirata all’opera letteraria di fantascienza di Keplero, creata appositamente da Eni e realizzata dallo studio fuse*, è visibile da gran parte del territorio urbano.

Costruito nel 1937 per l’illuminazione di Roma e affiancato da altre tre fratelli più piccoli, il Gazometro che vediamo oggi  è in realtà soltanto il reticolato di metallo esterno che proteggeva il vero e proprio contenitore di gas, rimosso dopo la dismissione. Quella del suo sito che Eni sta riqualificando con il recupero delle aree industriali per trasformarlo in un distretto dell’innovazione tecnologica dedicato alle nuove energie, è stata una scelta altamente simbolica per questa edizione di Videocittà dedicata proprio alla transizione, digitale ed ecologica, con l’obiettivo di costruire un mondo decisamente più smart, inclusivo, sostenibile e  misura d’uomo.

Ieri sera l’inaugurazione di Videocittà con l’accensione della luna e, sulla suggestiva terrazza del Gazometro, dopo i saluti di Rutelli, gli incontri con ospiti più che legati al mondo dell’audiovisivo del quale hanno fatto ragione di vita e di lavoro: il vero e proprio pioniere Frank Matano, e poi Ciro Priello e Fru dei The Jackal, e a youtuber Camihawke, alias Camilla Boniardi. Il comico campano ha raccontato dei suoi divertenti esordi ben 15 anni fa in un mondo in cui “non c’era nell’aria l’esigenza di mettersi in mostra come oggi”, invitando poi i giovani che vogliono intraprendere la sua stessa strada “a fare ciò che a loro piace e a cui si appassionano”.

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Ciro Priello e Fru hanno ricordato come si sono approcciati a questo mondo per gioco quando ancora non c’erano i social, che poi hanno dato loro una grossa mano ad emergere, soprattutto Youtube, e come la The Jackal sia poi diventata nel tempo una vera e propria società di produzione e quindi un lavoro, anche grazie all’ideazione del cosiddetto branded content. Mentre Camihawke, che si definisce ironicamente la boomer dei creators, ha rivelato di aver cominciato scrivendo diari per il fidanzato che però leggeva solo la madre, arrivando poi ai video e a capire che non erano soltanto un hobby, ma che poteva farne una professione.

Cosa vedere fino a domenica 24 luglio a Videocittà? Intanto si può cominciare a godersi l’esperienza immersiva all’interno dell’area, esplorando dall’interno il monumento simbolo del quartiere e salendo fino alla terrazza. Io l’ho fatto ed è stata veramente un’esperienza nuova e, come dire, ariosa… Poi partire per una vera e propria esplorazione poiché il festival abita l’intera area di archeologia industriale adiacente all’impianto, trasformata per l’occasione in una vera e propria cittadella dell’audiovisivo contemporaneo. Al suo interno, fra i vari percorsi attraversabili dal pubblico, l’Opificio 41, durante il Festival sede di Presente Futuro, una grande mostra collettiva concepita come installazione, anche questa come la luna, site-specific: sulle sue grandi vetrate, un’esplosione di colori racconta le opere dei più interessanti protagonisti dell’arte digitale.

Tanti gli ospiti: stasera ad esempio, per la prima volta a Roma, parteciperà a un talk e presenterà alcune delle sue opere video la pluripremiata regista e artista audiovisiva statunitense Wu Tsang, le cui opere sono esposte nei più importanti musei internazionali come il Moma e il Guggenheim di New York e la Tate Modern di Londra. E sempre stasera iniziano le esibizioni live e le AV performance fra la terrazza e il main stage, in cui il pubblico può immergersi per sperimentare nuove modalità di percezione e riflessione sui grandi temi affrontati dalla manifestazione.

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Si comincia con il dualismo fra fisico e digitale, reale e virtuale inteso come due facce della stessa medaglia al centro della performance Diade dei Mimesi, costruita intorno a lastre di metallo che separano il pubblico dal performer e dialogano in un costante botta e risposta: sul fronte delle lastre vengono proiettate immagini astratte, reattive alle vibrazioni prodotte dal contrabbasso, per poi essere rielaborate in forma di suono e accumulate sul retro, fino ad arrivare, grazie a un visore di realtà virtuale, alla trasformazione degli elementi visivi e sonori in una vera e propria partitura visiva aleatoria. Sabato 23 luglio si prosegue con l’esibizione di una delle band che ha segnato la storia del rapporto fra musica e cinema degli ultimi anni, i Mokadelic, autori di colonne sonore per il cinema, il teatro, la TV e la pubblicità, attualmente impegnati a rappresentare in forma di musica le riflessioni sul cambiamento climatico.

Non manca la Sezione Kids dedicata ai più piccoli e curata da Explora il Museo dei Bambini di Roma. E non manca neanche una suggestiva area Food&Beverage dove poter gustare tacos, …all’ombra, per così dire, del Gazometro.

Con Eni main partner, Videocittà, curata da Manuela Cacciamani, Presidente dell’Unione Editori e Creators Digitali, si avvale del contributo di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con ANICA, con il patrocinio di SIAE.

Patrizia Simonetti

 

 

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