I BAMPARIZZI DI SAN GIOVANNI: UNA TRADIZIONE PERDUTA

Un tempo la sera del 24 giugno la sponda calabrese e siciliana dello Stretto si illuminava con imponenti falò. Un rito ancestrale tra i più antichi del nostro territorio che caratterizzava la riviera nord di Messina ed in particolare i villaggi marinari di Ganzirri e Torre Faro.

Da qualche anno questo antichissimo rituale, invece di essere valorizzato e promosso, è stato vietato accomunandolo ai semplici falò estivi che ormai sono proibiti sulle spiagge demaniali in Sicilia fin dal Decreto del 2007 dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente che all’articolo 3 riguardante “prescrizioni sull’uso delle spiagge e delle strutture balneari”, espressamente vieta “l’accensione di qualsiasi fuoco in spiaggia”.

È scomparsa così questa antichissima tradizione che vedeva il 24 giugno al tramontar del sole nella sponda sicula ed in quella calabra dello Stretto di Messina l’accensione di questi grandi fuochi, detti Bamparizzi, in omaggio a San Giovanni Battista.

Il rituale vedeva all’imbrunire della giornata che coincide più o meno al significativo Solstizio d’Estate, quando si ha il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno, gli abitanti della riviera nord messinese accendano dei grossi falò sulla spiaggia che illuminano la notte e che sono visibili anche dalla sponda calabrese.

Il tutto si svolgeva nella notte del 24 giugno in onore alla natività del Battista

Questi falò erano dedicati a San Giovanni Battista nel giorno in cui la Chiesa Cattolica ne ricorda la nascita. Queste grandi pile di legno venivano preparate dai ragazzi dei vari villaggi già alcune settimane prima, raccogliendo ovunque legname e tutto ciò che di vecchio potesse bruciare.

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Una volta accessi molti ragazzi che avevano contribuito all’organizzazione erano soliti farsi il bagno a mare illuminati da queste grandi fiamme di fuoco. Questa dei bamparizzi è una tradizione molto antica che si rifà alla notte dei tempi, ad antichi riti magici e propiziatori compiuti dagli antichissimi abitanti dello Stretto.

Nelle sue origini pagane il fuoco doveva dar forza al sole in quanto dal Solstizio il sole incomincia a diventare sempre più debole, in quanto le giornate si accorciano fino al Solstizio d’Inverno. Il fuoco altresì aveva funzione purificatrice per tutti coloro che assistevano.

Un’usanza che poi la Chiesa ha fatto sua, difatti guarda caso nei due solstizi dell’anno, quello d’inverno e quello d’estate, la Cristianità festeggia la nascita di Gesù Cristo, la notte del 24 dicembre, e la nascita del cugino San Giovanni il Battista detto anche il Decollato, il 24 giugno. In particolare, soprattutto, un tempo, legato a Giovanni e alla sua notte del 24 si compivano alcuni rituali magici-religiosi legati alla premonizione e al maritaggio delle ragazze.

Rituali similari si svolgono in tutta Europa ma anche in Italia

Rituali che si ritrovano anche in altri centri della Sicilia e del Meridione, come per esempio con la festa del Muzzuni di Alcara Li Fusi. Ma quella del falò di San Giovanni si ritrova anche in tante località d’Europa. In Spagna è chiamata la Noche de San Juan, in Portogallo la Fogueiras de São João, in Norvegia la Sankthans, in Svezia la Midsommar e in Finlandia la Juhannus.

In molte località spagnole migliaia di persone si incontrano lungo le strade o sulle spiagge per tutta la notte per assistere agli spettacoli di fuochi artificiali o ballare attorno ai falò, che vengono realizzati anche lì utilizzando mobili e oggetti vecchi.

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In Italia molto diffusi i falò di San Giovanni a Genova ed in Sardegna. In particolare, in passato i sardi si ritrovavano attorno ai falò per propiziare i raccolti ma anche per sancire amicizie e fidanzamenti. Tenendosi per mano e saltando il falò per tre volte, le persone sancivano i rapporti di comare e compare. Analoghi falò si realizzano a Palermo per San Giuseppe e nel catanese la Notte di Natale

Un rituale quello dello Stretto di Messina che andrebbe recuperato garantendo sicurezza e ripristino delle condizioni originali della spiaggia al termine della manifestazione, come avviene in tante altre località siciliane in eventi similari.

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