IL VASCELLUZZO IN PROCESSIONE PER IL CORPUS DOMINI

Dopo due anni di pausa oggi ritorna anche a Messina la processione del Corpus Domini. In riva allo Stretto da sempre però la festa del Corpo del Signore si arricchisce della presenza del caratteristico Vascelluzzo, un particolare richiamo alla tradizione mariana della Città. Quest’anno però al tradizionale cerimoniale mancherà la sentita processione della mattina, che accompagna il vascello d’argento dalla Chiesa dei Marinai di Piazza Casa Pia al Duomo, e la processione della sera, che riporta il fercolo da Piazza Duomo alla sua chiesa – custodia. Per questa volta non è il Covid ad alterare le nostre tradizioni ma l’inagibilità della chiesa della Confraternita di Maria SS. di Portosalvo dei Marinari che custodisce il prezioso fercolo. Finché non verrà messo in sicurezza il piccolo luogo di culto il Vascelluzzo rimarrà in Cattedrale dove nei giorni scorsi è già stato trasferito. Oggi uscirà in processione solo nel pomeriggio insieme al SS. Sacramento portato dall’Arcivescovo sotto il caratteristico baldacchino, sorretto tradizionalmente dall’Arciconfraternita di Santa Maria della Purificazione sotto il titolo dei Verdi.

Tutto rimonta alla Guerra del Vespro quando Messina fu liberata dalla carestia

Le origini di questo inconsueto simulacro rimontano alla medievale Guerra del Vespro. Messina nel 1301, messa sotto assedio dagli Angioini, rimase senza viveri e si rivolse al frate carmelitano Sant’Alberto degli Abati che viveva nell’antico monastero dei carmelitani a Ritiro. Il celebre frate esortò tutti a pregare il Signore e la Vergine Maria e dopo poco tempo riuscirono ad entrare nel porto alcuni vascelli carichi di grano. A perenne ringraziamento per il pericolo scampato fu fatto realizzare proprio questo vascello d’argento che ancora oggi viene condotto in processione dalla confraternita di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai nel giorno del Corpus Domini. Proprio a ricordo dell’intercessione della Vergine Maria il prezioso fercolo reca in cima la reliquia del Capelli della Vergine Maria. Questo privilegio fu accordato con apposito decreto del Senato di Messina del 7 febbraio 1576 ed uno della Curia Arcivescovile dell’8 febbraio 1577. Questa reliquia mariana, custodita in Cattedrale dal 1437, tradizionalmente esce in processione il 3 giugno per la Madonna della Lettera, per il Corpus Domini con il Vascelluzzo e a luglio nel fercolo di San Giacomo di Camaro.

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Il Vascelluzzo custodisce le memorie religiose della Città

Il Vascelluzzo è sintesi perfetta delle tradizioni religiose di Messina. Nella base trapezoidale che sostiene il vascello sono presenti quattro medaglioni ove sono raffigurati: la Madonna della Lettera, la Madonna di Portosalvo, Sant’Alberto e San Placido e Compagni Martiri, quest’ultimi i più antichi ed importanti compatroni della Città. Il prezioso manufatto è opera dei celebri argentieri messinesi, ad oggi non si sono identificati i loro nomi. Nelle lamine che compongono il fercolo compaiono diverse date, la più antica 1644 è visibile nella prua della nave insieme allo stemma di Messina con le lettere M S, riferite al Senato di Messina. Nel vascello, riconducibile alla metà del XVII secolo, compaiono le sigle degli argentieri OL e CN. In questa sede si propone l’identificazione a Onofrio Lancella per il primo mentre per il secondo già più volte si è collegato ad un’esponente della famiglia Nunnari. Il basamento è stato realizzato molto probabilmente a fine Settecento come testimoniano le date 1767 e 1792 abbinate alla sigla dell’argentiere AL che anche in questo caso per la prima volta si propone l’attribuzione all’argentiere Andrea Lombardo. Al 1808 invece rimonta la corona sommitale, posta in cima all’albero centrale. La fattura del manufatto è molto raffinata, ad esempio la prua è ornata da un bel leone rampante mentre la poppa è decorata da quattro cariatidi dorate e una bella immagine della Madonna di Portosalvo con una veduta della Città. Un tesoro di arte, fede e cultura, patrimonio di tutta la Città.

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Marco Grassi

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