paola miraglia

“CANTO SOLO QUELLO IN CUI CREDO” IL SOPRANO PAOLA MIRAGLIA SI RACCONTA

Paola Miraglia, farmacista, moglie, madre e soprattutto artista. Ci racconta il suo amore per il bel canto gospel ed i suoi progetti. Dai recital parrocchiali alla via crucis in dialetto messinese.

Un talento preannunciato sin dalla tenera età, quello del soprano Paola Miraglia. Un’ artista a tutto tondo, che si è dedicata nel corso della sua vita non solo alla sua attività lavorativa da farmacista, ma anche alla sua più grande passione, il canto. È bello ascoltare la storia di una voce di questo calibro perché si riesce, tramite le sue parole, a percepire l’amore verso il canto vissuto con estrema dedizione e con un unico fine come lei stessa dice “Liberare l’anima”. Facciamo un passo indietro, come nasce il soprano Paola Miraglia?

“Frequentavo le scuole medie ed il mio professore di musica disse a mia madre che ci sarebbe stato nel futuro un bellissimo soprano. Quindi consigliava di farmi studiare musica. Le condizioni economiche di quel momento, eravamo nel dopoguerra, non mi hanno permesso di frequentare l’istituto di musica”- A questo punto della sua vita dalla Sardegna si trasferisce a Messina, città fondamentale per l’inizio della sua carriera artistica – “ Qui per pura passione iniziai a cantare, prendendo consapevolezza della mia voce. Nel 1974 partecipai ad un concorso nazionale che si tenne proprio in città dove risultai la vincitrice morale”.

Nel corso degli anni Paola Miraglia ha continuato a coltivare la sua passione pur dedicandosi primariamente alla sua famiglia.

“Ho studiato privatamente, un professore veniva a casa per darmi lezioni di musica. Il canto l’ho sempre gestito da sola, ascoltando anche opere liriche che mi appassionavano maggiormente. Ho sempre cantato per passione, diletto e soprattutto per il puro piacere di cantare”.

In quel periodo esordisce anche in teatro con il” Piccolo teatro messinese”, diretto da Vincenzo Raffa, accanto all’attore e regista messinese Nico Zancle in “Candida” di G.B. S. interpretando il ruolo della protagonista, moglie del Rev. Giacomo Mavor Morel (Nico Zancle).

Il passaggio al Gospel

Dopo una lunga pausa dalle scene decide di ritornare approcciandosi però ad un altro genere musicale, per lei più consono ed adatto alle sue esigenze spirituali, il gospel.

“Essendo una credente mi ha avvicinato l’idea del portare in canto inni, ringraziamenti, implorazioni. Cantare le glorie del Signore è bellissimo, fa bene all’anima”

Così Nel 1993 fonda, con alcuni amici il gruppo gospel ” Freedom “, riscuotendo per anni grandi consensi. Purtroppo poi, come spesso accade, il gruppo si sciolse. Ma Paola Miraglia con grande determinazione dal 1998 sceglie di cantare il gospel ad una sola voce, ispirandosi proprio alla sua musa ispiratrice Mahalia Jackson. Incide con Joe Coco, cantautore italo- americano, in qualità di vocalist, due Coco- collection: ” If walls could speak ” e ” Deliver me”.

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Da più di 20 anni è legata a livello musicale con il musicista Rosario Foti con il quale creano un duo straordinario. Realizzano concerti, spettacoli, collaborazioni, ma c’è un’esperienza della sua carriera che il soprano ricorda con grande entusiasmo:

“Ricordo la produzione di Excursus vitae Christi. Durante un viaggio mi fermai in una stazione di servizio e tra i cd esposti mi colpì quello di Mina intitolato “Dalla Terra”. Dopo averlo ascoltato, pensai che potessi fare la vita di Cristo. C’erano dei canti molto belli che necessitavano di coro, così parlai con il direttore del coro polifonico San Nicolò, Nazzareno De Benedetto. Insieme a lui montammo questo recital sulla vita di Gesù. Lo abbiamo presentato in diverse diocesi messinesi. Un grande successo”.

Lo Studio e la Ricerca

Per diversi anni poi ha partecipato all’evento ” Fede Arte e Musica”, organizzato dalla Curia Arcivescovile di Messina con concerti gospel, alle rassegne di Catania e a Tao Arte per 4 anni consecutivi a partire dal 2005 fino al 2008. Da dieci anni la Basilica Santuario di S. Antonio di Messina la vede protagonista con i suoi concerti gospel, sia nel periodo natalizio che pasquale, come per occasioni particolari tra cui la ricorrenza del “Giorno della Memoria”. La sua passione la abbina a tutto ciò che riesce con grande professionalità e studio meticoloso

“Per me cantare è liberare l’anima, una sensazione di estrema libertà. Ho sempre creduto nella libertà d’espressione. Io non canto se non credo in quello che canto. Oltre il gospel, mi piace dilettarmi in tante cose e cimentarmi nella ricerca. Ad esempio ho realizzato uno spettacolo presso il santuario di Sant’Antonio dedicato alla giornata della memoria oppure ho cantato in ebraico, in tedesco, in russo, in inglese, francese e naturalmente in italiano. Mi organizzo scegliendo prima un tema da trattare, dopo faccio degli studi approfonditi e successivamente abbino dei brani da cantare. Poi ho preparato anche dei recital religiosi che ho portato in giro per le chiese della provincia”.

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La Via Crucis in siciliano

Nel 2022 stupisce ancora con un progetto molto originale, la via Crucis cantata in dialetto messinese dedicato all’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) di cui lei stessa è socia:

“È nato perché il maestro Edo Graziani qualche anno fa mi portò un lavoro fatto in abruzzese con le sue musiche ed erano le stazioni della via crucis tradotte in abruzzese e lui mi propose di fare lo stesso in siciliano. Così la prima volta, con il suo aiuto, feci le traduzioni in italiano e poi la traduzione in siciliano” – questa ci spiega il soprano è una prima parte del progetto che nell’anno corrente ha poi sviluppato ed aggiornato – “Quest’anno invece ho fatto, non più la traduzione delle stazioni, ma ho fatto meditazioni sotto la croce pensate da me in base alla stazione che si andava a leggere. Il tutto con l’ausilio del coro polifonico di Nazareno di Benedetto, l’organo padre Giovanni Lombardo ed il violino di Cettina De Benedetto con la quale ho duettato in due brani. Uno spettacolo molto interessante, organizzato da me “.

Oltre al teatro, il canto, troviamo l’amore anche per la scrittura che la vede premiata in diverse opere poetiche.

“Sono una che quando sente qualcosa mette giù a scrivere. Sono manifestazioni intime. Ho riscoperto tante cose che erano chiuse nel cassetto della mente scrivendo poesie, racconti brevi. Fui premiata per una poesia dedicata a mia madre intitolata “Dimmelo in sogno”. La poesia non è quella che nasce dal momento ma quella che riscopriamo riferendoci al passato. Faccio sempre riferimento a qualcosa che è già stato, raramente mi riferisco al presente”.

Infine si dedica con cura e dolcezza ai bambini del catechismo. Coinvolge tutti dai più piccoli, giovani agli adulti della propria parrocchia in recite, rappresentanti i momenti più importanti del calendario religioso. Dirige un gruppo teatrale parrocchiale portando in scena commedie brillanti di autori siciliani, recitate in dialetto siculo. Insomma una personalità poliedrica che cerca di esprimere la sua vena artistica in ogni modo. Nonostante si dedichi a così tante cose, Paola Miraglia sta sempre un passo indietro rispetto agli altri, non ama mettersi in evidenza anzi la sua caratteristica più bella è proprio la sua modestia. Questo fa di lei una grande artista.

Mariacristina La Rosa

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