LA CRISI DI MEZZA ETÀ? ARRIVA A 40 ANNI

I 40 anni rappresentano senza dubbio una tappa importante della nostra vita. È vero che ogni cambiamento di decennio diventa un momento di riflessione e bilancio, ma forse questo è quello più significativo, è la cosiddetta mezza età, quella in cui si inizia a fare i conti col tempo che passa.

Le donne sentono più forte il ticchettio dell’orologio biologico e, se ancora non sono diventate mamme, sanno che il tempo per la maternità si riduce sempre più, ma anche per gli uomini i 40 anni rappresentano un momento di riflessione e, a volte, di crisi. È questa l’età caratterizzata dal massimo dell’azione e delle responsabilità sociali. Ma è anche l’età dei bilanci, del disincanto, del rimettersi in discussione e in gioco.

La modernità ha spostato in avanti alcune tappe fondamentali della nostra vita. Ormai si accede al mondo del lavoro sempre più tardi e per molti il lavoro a tempo indeterminato arriva proprio intorno ai 40 anni. Questo porta a considerarsi ancora giovani e a sottovalutare il tempo che passa.

È proprio intorno a quest’età che ci si ritrova a fare i conti con ciò che si è realizzato e ciò che si era immaginato, sia dal punto di vista lavorativo (“faccio il lavoro che desideravo o mi sono accontentato di ciò che ho trovato?” “ho una stabilità economica che mi consente una vita tranquilla?” “sono arrivato dove immaginavo?”) che dal punto di vista familiare (“sono riuscito a realizzare il mio sogno o mi ritrovo in un rapporto conflittuale col mio partner? “potrò ancora avere figli?” “riuscirò a trovare la mia anima gemella?”).

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È un’età in cui la società si aspetta che la persona sia realizzata, che abbia famiglia e un lavoro stabile e se non è così può rimandargli un’immagine negativa, per cui il quarantenne potrebbe sentire di dover rispondere a questo imperativo sociale dimostrando di aver risposto ai propri “doveri sociali”.

Vari possono essere i motivi per cui un quarantenne può entrare in crisi. Intanto è un’età in cui aumentano sempre più le responsabilità sia dal punto di vista lavorativo che familiare, quelli che non si sono ancora realizzati possono sentirsi fragili e inadeguati rispetto alle pressioni esterne e possono sentirsi confusi rispetto i propri obiettivi, poi c’è la routine di una vita frenetica ma sempre uguale. Ci sono quelli che entrano in crisi col proprio partner, quelli che si separano, quelli che tradiscono.

È anche un’età in cui i propri genitori invecchiano e bisogna fare i conti con le loro diverse esigenze e a volte bisogna cambiare ruolo, perché sono loro da accudire. Spesso la persona inizia ad interrogarsi su aspetti della propria vita. Quelli che si rendono conto di non aver vissuto a pieno la propria giovinezza possono reagire facendo riemergere passioni e atteggiamenti giovanili, cercare nuove esperienze o fare cose prima non fatte per varie ragioni, a volte svalutare le cose fatte.

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Ma il momento di crisi è anche un momento di cambiamento, un momento in cui poter stabilire un nuovo equilibrio. Per fare ciò è fondamentale accettare i cambiamenti, accettare le proprie fragilità e anche le eventuali mancate realizzazioni dei propri sogni. La rinascita e la scoperta di sé dopo una crisi è una cosa certamente difficile e faticosa, ma è l’unico modo per riscoprirsi e arrivare a trovare la propria forma più autentica.

Le ragazze a 40 anni, amanti dell’amore

Che hanno conosciuto tempo fa

E ne conservano il sapore

E vogliono cambiare

E la paura di sbagliare

Le allontana dall’immensità

Dove porterebbe il cuore

E la loro femminilità

Sogna addormentata

Ma sta passando un treno che va

Parte da qui pieno di gente sola

Viaggiatori immobili

Corridori incatenati qui

Alla loro vita

Le ragazze di 40 anni” Enrico Ruggeri

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