FRANCESCA CHILLEMI DEBUTTA COME DOPPIATRICE PER LA DISNEY

Francesca Chillemi debutta al doppiaggio. E lo fa in Cip e Ciop Agenti Speciali diretto da Akiva Schaffer, un reboot che ritrova le ex star televisive di Disney Afternoon nella Los Angeles dei giorni nostri. In questa commedia d’azione che fonde animazione CGI e live-action, da venerdì 20 maggio in esclusiva su Disney+, l’attrice messinese di Barcellona Pozzo di Gotto presta la sua voce alla topolina bionda Scheggia, a fianco di Raoul Bova e Giampaolo Morelli che doppiano i due piccoli protagonisti, e di Jonis Bascir che dà voce Monterey Jack. L’abbiamo incontrata alla premiere romana del film al Cinema Troisi, una proiezione speciale di raccolta fondi a supporto di MediCinema Italia Onlus che, in contemporanea con l’arrivo del film sulla piattaforma streaming, ospiterà due proiezioni di Cip e Ciop Agenti Speciali nelle sale MediCinema del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma e del ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

Francesca, com’è andata questa nuova esperienza artistica?

Devo dirti che in realtà la difficoltà stava più nell’idea che avevo del doppiaggio prima di arrivare in sala. Ero abbastanza terrorizzata perché, anche se mi sono sempre autodoppiata, questa è stata la prima volta che ho dato voce a un cartone.  E poi dall’americano, per cui non c’è un sinc da seguire, ma solo del movimento.  Alla fine però non è stato così traumatico e mi sono divertita, soprattutto nel ridare con parole diverse lo stesso senso del testo americano a quello italiano. Del resto avevo un maestro come il direttore di doppiaggio Leslie La Penna che ammiro tanto e che mi ha dato dei buoni consigli su come migliorare, mi sono completamente affidata a lui.

Quindi una passeggiata… o non proprio?

Diciamo che vivo più serenamente una giornata sul set piuttosto che un’ora al doppiaggio. Perché poi mi incaponisco, ho paura di non farcela… il doppiaggio è tutto un discorso di orecchio, di intonazione, e io sono pessima come cantante. E poi c’è la tecnica, un lavoro completamente diverso. Però alla fine ce l’ho fatta.

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Lo rifaresti?

Direi di sì. Per me è stata un’esperienza breve, perché il mio personaggio, Scheggia, ha un ruolo minore rispetto a Cip e Ciop, ma a me piace sempre andare gradualmente, per cui spero ci siano altre occasioni. È stato come volare in un mondo diverso, fare un altro lavoro per un paio di giorni.

Chi è Scheggia? Raccontaci del tuo personaggio…  

Scheggia è un personaggio estremamente positivo in questo gruppo di amici, è quella che risolve i problemi, colei che vorresti avere sempre come amica…

E di amicizia questo film parla molto…

Sì, e secondo me è un tema fondamentale, un po’ come quello della famiglia, perché non si può vivere senza delle amicizie vere e belle. Cip e Ciop Agenti Speciali parla quindi di amicizie abbandonate e ritrovate, ma anche di carriere e di successi che vanno su e giù. Secondo me dietro a questo film c’è un bel messaggio. Ad esempio c’è l’incontro tra il passato e il presente dove troviamo punti in comune tra genitori e figli, e anche tra culture differenti e tra momenti diversi della nostra vita.

Nel film una delle frasi più belle è quella pronunciata da Cip che recita: il rischio più grande è non rischiare mai. la condividi? Tu hai mai rischiato nella vita o nella tua carriera?

Assolutamente sì, è così. Non rischiare ti fa stare ferma, e se non ti butti, non ottieni niente. Io nella mia carriera ho rischiato sin dall’inizio perché vivevo in un paesino piccolissimo con dei genitori molto severi e avevo già il sogno di fare l’attrice. Quindi ho trovato una via alternativa che era quella di conquistare la mia indipendenza economica e creare la mia professione. Poi sono una rischiatrice in generale, nel senso che rischio giorno per giorno perché sono molto istintiva, e a volte faccio delle cose senza pensare alle conseguenze. Ma sempre con l’idea di base di amare questo lavoro, di darmi degli obiettivi e concentrarmi in quella direzione. Sono riuscita pure a creami una vita insieme al mio lavoro, per cui direi che ho rischiato bene.

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Cosa pensi dei reboot e dei remake in genere?

Parlando da spettatrice, posso dirti che il guardare dei remake o dei film che avevo già visto da piccola, mi rievoca l’emozione di quando ero bambina. Però oggi vedo quel film  con occhi diversi, da adulta, e questo connubio non lo vedo per nulla male. Nel caso di Cip e Ciop per esempio, che ho visto da piccola con gli occhi di bambina, vedere questo reboot con gli occhi da adulta, magari assieme a mia figlia, la trovo una cosa estremamente positiva.

E dei film Disney? Ce n’è uno che ami di più?

Guarda, sono appena ritornata da Disneyland con mia figlia, due giorni in immersione totale… ovviamente ho i miei preferiti come Il Re Leone e La Bella e la Bestia, e ogni volta che li vedo, ritorno bambina. Ogni storia ha un messaggio. Sono cresciuta con quella magia e amo anche quelli più recenti come Encanto e Over the Moon che sono bellissimi e diventeranno dei classici, portando dei messaggi anche più aperti e attuali. Quindi per me i cartoni animati anche da adulta sono essenziali.

Presto ti vedremo nella serie Mediaset Viola come il mare a fianco di Can Yaman, com’è stato condividere il set con lui?

Can è una bella persona. Sono sempre stata molto fortunata, o forse è merito della mia capacità di saper creare bei rapporti, ma in questi miei 18 anni di carriera mi sono sempre trovata a lavorare accanto a persone con cui ho condiviso momenti  piacevoli, da Lino Guanciale a Pierpaolo Spollon a Gianmarco Saurino, e anche con Can Yaman è stato così.

Patrizia Simonetti

 

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