È NUOVAMENTE PASQUA A MESSINA

Ritorna la festività di Pasqua per ridare un po’ di serenità e di conforto in una situazione alquanto precaria e triste. La lunga epidemia di Covid e la guerra in corso in Ucraina non ci permettono di esprimere in pieno la gioia del Cristo Risorto e del ritorno della Primavera. Ogni famiglia ha subito un lutto per la dipartita di un familiare o di un amico, drammatiche le immagini che entrano nelle nostre case dal conflitto scoppiato nel cuore dell’Europa. In tutto questo sconforto però almeno a Messina ritorna in questa mattina di Pasqua la tradizionale processione del Cristo Risorto e della Madonna della Mercede.

Non un semplice rito ma una vera ed autentica tradizione religiosa messinese, ben radicata nei cuoi dei cittadini della Città dello Stretto. Da ben due anni Messina era stata privata, a causa del Covid, di questa sentita e gioiosa processione. Il Cristo Risorto e la Madonna della Mercede hanno sempre consolato i suoi figli anche nei periodi più tristi, basti pensare alla Pasqua del 1909. Tra le immani macerie del terremoto del 28 dicembre 1908, i due simulacri uscirono a incoraggiare i messinesi sconvolti dall’immane catastrofe. Anche la Pasqua 2022 non sarà una giornata facile per questo triste periodo che ci coinvolge emotivamente.

La processione risale alla fine del Cinquecento

Furono già i Padri Mercedari a introdurre questa particolare tradizione a fine Cinquecento nel cuore del rione Portalegni. Ben presto divenne festa cittadina con il tradizionale incontro dei due simulacri proprio a Piazza Duomo, con il concorso delle massime autorità cittadine. Questa bella tradizione sarà portata avanti nei secoli dalla benemerita Confraternita della Madonna della Mercede in San Valentino che con i suoi abili portatori trasportano le due statue per le vie della città.

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Tipico è il passo veloce e ritmato che con il suono della banda musicale rende la festa gioiosa ed allegra, dopo la mestizia della Settimana Santa. Popolarmente la festa era chiamata degli Spampanati per i variopinti e leggeri vestiti indossati dalle ragazze del rione in occasione dell’arrivo della Primavera. Nel pomeriggio tradizionalmente si svolgeva anche il gioco dell’antenna, un alto palo unto di grasso dove diversi contendenti a turno dovevano sfidarsi per raggiungere la cima. La giornata si concludeva con lo sparo del castello pirotecnico montato in cima allo stesso palo.

La festa continua a Pasquetta con il pellegrinaggio a Calvaruso

Ma la gioia della Pasqua, soprattutto in passato, ha a Messina il suo continuo a Pasquetta con il particolare pellegrinaggio al Santuario dell’Ecce Homo di Calvaruso. Dalla città si partiva a piedi attraversando il crinale dei Peloritani o con carretti, carrozze e carromatti per passare una giornata nella suggestiva località collinare.

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Ai piedi dell’antico Santuario, voluto dalla nobile famiglia Moncada, si consumava lietamente il pranzo nel verde circostante. Principalmente, però, si rendeva omaggio nuovamente a Cristo. La preziosa statua dell’Ecce Homo, dalle bellissime e struggenti sembianze, fu realizzata dalle prodigiose mani del frate scultore seicentesco Umile da Petralia. Al celebre artista sono attribuite ben trentatré statue del Cristo, tra cui un crocifisso custodito a Messina nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo ed altro crocifisso nella Chiesa di San Papino a Milazzo.

Che la Pasqua che stiamo vivendo sia foriera finalmente di Pace ed Amore e che dopo questa lunga Settimana Santa possiamo nuovamente rivedere la luce.

Marco Grassi

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