LA DOMENICA DELLE PALME RICORDA LA SOFFERENZA DI GESU’ CHE OGGI E’ QUELLA DEL POPOLO UCRAINO

Fra qualche giorno sarà la domenica delle Palme e mai nessuno avrebbe immaginato, soprattutto dopo la pandemia, che anche quest’anno avremmo vissuto una Pasqua difficile, anzi drammatica a causa della guerra fra Russia e Ucraina.

Padre Domenico Manuli, parroco della Chiesa di  San Rocco di Alì Terme, grande amico del nostro Me Style, ci invita a riflettere sul profondo significato di questa ricorrenza.

“La domenica delle Palme ci deve aiutare a tornare in noi stessi”. Spiega Padre Manuli. “Questo giorno racconta la sofferenza che ha vissuto Gesù ed oggi questa sofferenza è quella del popolo ucraino. Il popolo ucraino è Gesù Crocifisso, questa domenica deve parlare a tutti i cuori, soprattutto ai più duri che stanno provocando questo immane dolore.”

Purtroppo è  la domenica delle Palme più carica di significati degli ultimi anni.

“Ogni persona in questa domenica deve pregare intensamente affinché questa guerra tremenda finisca. Inoltre ogni cristiano deve mettersi a disposizione, deve aiutare chi ha bisogno deve fare atti di carità e atti di amore. All’odio rispondiamo con l’amore, davanti al male bisogna avere le idee chiare ed i cristiani sono per la pace. Putin non può decidere di uccidere i propri fratelli e le nazioni tutte insieme devono trovare una soluzione.”

 Come deve vivere un cristiano questa pasqua purtroppo intrisa di sangue?

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 La deve vivere con speranza e con il messaggio che ci dice Gesù che dopo la vita c’è sempre un oltre, c’è una resurrezione. Nulla finisce e questo ci deve aiutare a non abbatterci ed a sperare, così come stanno sperando i nostri fratelli ucraini seppur provati da un immenso dolore.”

Padre Domenico ha tenuto a battesimo Me Style. Durante il lockdown ha celebrato seguitissime messe su facebook per dare speranza nei primi drammatici tempi contro il covid.

Nel 2020 ha conseguito una laurea in Storia dell’Arte Cristiana e Beni Culturali della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana a Roma.

 Nella sua tesi “Il sarto della luce” ha messo in correlazione arte, moda e spiritualità. Questa sua seconda laurea rappresenta il suo vissuto fra stilista di moda ed essere sacerdote. Uno studioso che approfondisce il rapporto fra moda e chiesa che non è qualcosa di fatuo o effimero, ma una vera e propria espressione di identità. Non a caso l’ultima parte delle opere di Matisse, il pittore sul quale ha costruito la sua  tesi,  spiega che l’abito del sacerdote aiuta ad esprimere la relazione che c’è fra Dio e gli uomini. E lui ho voluto rappresentare tutto questo.

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La sua tesi “Il sarto della luce, le casule di Matisse per la cappella di Vence” è stata pubblicata nel libro “Pope Art”, scritto dalla professoressa Yvonne Dohna Schlobitten,  specializzata  in filosofia e teoria dell’arte, (che fa parte del Comitato Scientifico dell’Osservatore  Romano). La studiosa ha spiegato il legame fra i Papi e l’arte contemporanea.

 “Grazie a lei adesso sono ufficialmente inserito nella comunità scientifica degli storici dell’arte” rivela Padre Domenico. “ Sono veramente grato a lei che ha creduto tanto nelle mie capacità. E sono grato al Signore perché ha messo in me fin da piccolo la gioia della sua luce e dei suoi colori per farli splendere nella mia chiamata al sacerdozio. Per parlare della mia tesi mi ha chiamato di recente l’Università del Lussemburgo.”

 

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