IL DOCUMENTO CARTACEO PIÙ ANTICO D’EUROPA FU REDATTO A MESSINA

Il 25 marzo 1109 a Messina la contessa Adelasia redigette un documento che per le caratteristiche tecniche risulta molto particolare. Questo raro reperto, oggi custodito nell’Archivio di Stato di Palermo, risulta il testo cartaceo più antico d’Europa.

La lettera, secondo l’uso del tempo, è scritta in greco ed in arabo a testimonianza della forte integrazione culturale del futuro Regno di Sicilia. Per la prima volta non viene utilizzata la pergamena ma un foglio di carta, come da tradizione araba.

Adelasia era vedova del Gran Conte Ruggero I e reggente di Sicilia e Calabria per conto del figlio ancora minorenne Ruggero II. La sovrana di Sicilia era particolarmente legata ai monaci bizantini del monastero di San Filippo di Fragalà di Frazzanò. Questa lettera, infatti, è indirizzata ai funzionari di Castrogiovanni, attuale città di Enna. A questi burocrati la regina raccomandava…di non molestare ma anzi di porre sotto la loro protezione i monaci del Monastero di San Filippo di Demenna, sito nella valle di San Marco.

Il documento ufficiale utilizza la carta perché non è un diploma o un privilegio ma solo una comunicazione. Per scrivere il testo fu utilizzato un inchiostro nero ed alla fine è stato posto il sigillo reale in cera rossa. Il documento dal 1877 si conserva a Palermo a seguito delle Leggi Eversive del 1866. Queste portarono alla chiusura dei monasteri e il trasferimento dei preziosi archivi di San Filippo di Fragalà, di Santa Maria della Maddalena di Valle Giosafat e di Santa Maria di Malfinò nel capoluogo siciliano.

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Il monastero di San Filippo di Fragala (foto di Lelio Bonaccorso)

 Il prezioso reperto è custodito a Palermo ma un tempo si conservava a Messina

Negli altri archivi pubblici europei non esistono documenti cartacei anteriori al 1109 ed in Italia i primi documenti cartacei di produzione fabrianese rimontano al 1264. L’analisi microscopica del documento cartaceo ha rilevato la presenza di cellulosa di lino con fibre poco raffinate.

Sicuramente la carta è di produzione araba dove sono documentate cartiere già nel VIII secolo d. C.  Il foglio misura 37,5 x 27 cm ed in origine doveva essere piegato tre volte in sedici quadranti. In data imprecisata il documento fu aperto, incollato e cucito su intelaiatura pergamenacea nel tentativo di restaurarlo. Questa operazione causò ulteriori danni dovuti alla cristallizzazione della colla e alla diversa reazione di carta e pergamena agli sbalzi di temperatura e umidità.

Purtroppo, più di un terzo del testo è andato perduto, e il suo contenuto può essere ricostruito solo in parte. In lingua greca:

Adelaide, contessa di Calabria e Sicilia. / Ordiniamo a tutti i potenti visconti e a tutti i càidi / al nostro servizio, presenti e futuri, sulle nostre terre a Castrogiovanni, a cui questo documento sarà presentato / …da nessuno importunati / …di rimanere, ma piuttosto di dar loro sostegno / …mandato sigillato, e sigillato con il mio solito sigillo cereo nel mese di marzo della seconda indizione, quando mi trovavo in Messina. In lingua araba: Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso.

Questo è un mandato da parte della gran dama, la sovrana di Sicilia e Calabria, difenditrice della Fede Cristiana Adelaide. / Il nostro ordine è dato a tutti coloro che leggono, o a cui sarà letto, questo nostro documento, tra i governatori e i càidi al nostro servizio, e tra coloro che sono investiti per nostra autorità, / oggi e in futuro in… Castrogiovanni fino a quando sarà desiderato che risiedono nel monastero di San Filippo, che è in Demenna, nella valle di San Marco / …loro / e di essere loro leali, e di dare loro, e proteggerli / Il nostro mandato fu promulgato il sesto giorno di marzo …il nostro ben noto sigillo cereo / Contessa Adelaide.

 

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Adelasia fu tra le promotrici della fondazione del Regno di Sicilia

Adelasia Del Vasto era nata nel 1073 a Savona e fu la terza ed ultima moglie di Ruggero d’Altavilla. Da questo matrimonio nacque Ruggero II, futuro re di Sicilia. Per alcuni anni Adelasia rimasta vedova resse l’Isola per conto del figlio ancora minorenne. In seguito, Adelasia andrà in sposa a Baldovino re di Gerusalemme con l’impegno che la corona di Gerusalemme sarebbe dovuta passare al figlio.

Questo matrimonio non andrà a buon fine e Adelaide si ritirò in Sicilia nella città di Patti. Qui trascorse gli ultimi anni della propria vita dedicandosi all’assistenza dei poveri. Morirà sempre a Patti nel 1118 nella cui cattedrale è custodita ancora oggi la sua tomba. Suo figlio diventerà re di Sicilia solo nel 1130.

Marco Grassi

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