RULA JEBREAL: NON DATE PER SCONTATA LA DEMOCRAZIA foto

E alla fine c’è stato un abbraccio pieno di emozione, sincero, colmo di tutte quelle sensazioni suscitate da un’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Messina che ha avuto momenti forti, come l’intervento da remoto di Patrick Zaki, lo studente egiziano (residente a Bologna) tornato a casa dopo 22 mesi di prigionia ma ancora in attesa dell’ultima udienza del suo processo.

Ma la protagonista è stata lei Rula Jebreal

Parla un po’ di sé e della sua vita professionale, di quella madre persa in modo tragico, vittima di violenza e del suo papà morto quand’era molto giovane.

“Se sono una donna istruita lo devo a mio padre,  invece di pensare a sé comprava i libri per me ed io la sera glieli leggevo. L’onore più grande della mia vita è stato diventare docente.”

La Jebreal ha ricordato anche gli anni del regime, dei soprusi subiti dalla sua famiglia. “Un giorno -ha raccontato- buttarono per terra il documento d’identità di mio papà ed i soldati gli dissero di prenderlo: era un modo per dirgli inginocchiati, l’ho fatto io per lui pur sapendo quanto stavo rischiando.”

LEGGI ANCHE  UNIME PRESENTA IL VOLUME DI STUDI DEDICATI ALLA PROFESSORESSA COCCHIARA

Tante le parole sulla folle guerra della Russia, anzi di Putin ha detto contro l’Ucraina. “Ho ancora negli occhi l’immagine di quell’anziana ucraina che diceva al soldato russo: ma cosa fai qui? Vai via, torna al tuo paese- ha raccontato ad una platea attenta- il tuo dittatore resta a casa e manda a morire i giovani come te, vai via.”

In Russia i cittadini non vogliono la guerra, questa è una guerra che vuole solo Putin.

Rivolgendosi agli studenti ha aggiunto: ” Ragazzi non date per scontata la democrazia guardate cosa sta accadendo oggi, pretendete il cambiamento. Ci sono uomini e donne che non hanno mai  visto un solo giorno di libertà nella loro vita e queste persone si trovano in tutto il mondo. Oggi più che mai abbiamo il dovere di scegliere chi vuole la libertà. Non si può restare neutrali davanti a questa barbarie, oggi bisogna scegliere la libertà.”

LEGGI ANCHE  QUANDO A MESSINA REGNAVA "SANTA MADRE GOLIARDIA"

Rula Jebreal si è soffermata sulla condizione femminile oggi. “Le donne non sono ancora libere, quando una donna dice di essere stata stuprata deve essere creduta.”

E infine la metafora della libertà vista come un arco.

Dipende da noi come forgiare l’arco della giustizia, tutti nasciamo liberi, ma poi accade qualcosa, non possiamo permettere di perdere la libertà, dobbiamo creare una sola comunità. Se faremo questo l’arco della libertà abbraccerà anche chi non ha mai conosciuto la giustizia.

Prima del suo intervento Rula Jebreal ha ricevuto il dottorato honoris causa in scienze politiche dal rettore dell’Università di Messina Salvatore Cuzzocrea.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI