NEL PAESE DOVE SI CORRE DIETRO AL FORMAGGIO

Tra le tradizioni che il Covid aveva sospeso o rinviato c’è anche una manifestazione che vede protagonista il maiorchino, apprezzato formaggio a pasta dura che Novara di Sicilia celebra con una festa ed un torneo unico nel suo genere. E’ il gioco del lancio del maiorchino, forme di formaggio che vengono fatte ruzzolare a velocità lungo un percorso, chi arriva prima vince.

Un gioco che si faceva nel 1600

Il gioco del lancio del maiorchino è una tradizione che risale al 1600, ma da oltre trent’anni è portata avanti dal Circolo sportivo Olimpia che organizza l’evento in occasione del Carnevale. Questa è la 33esima edizione. A causa del Covid, nel 2020 il torneo è stato sospeso e la finale si è svolta ad agosto, nel 2021 non si è tenuto mentre quest’anno squadre e giocatori sono già ai nastri di partenza. Il torneo si giocherà tutti i fine settimana di febbraio per poi arrivare alla fase finale prevista per il 23-24- 25 aprile.

Le regole del lancio del formaggio

Il gioco consiste nel far ruzzolare una forma di formaggio lungo un percorso di circa 500 metri. Si parte da piazza Michele Bertolami per arrivare alla fine del paese nella zona dei mulini. Uno dei giocatori più esperti del lancio del maiorchino è Giuseppe Da Campo Ferrara che è anche assessore ai Lavori pubblici del Comune: “Lungo il percorso- dice- ci sono insidie e trabocchetti che solo con esperienza, abilità ma anche con una buona dose di fortuna è possibile superare”.

“Per lanciare il formaggio – spiega – si utilizza la “lazzada” un laccio che viene avvolto attorno alla forma. Le due squadre tirano alternativamente e dove il formaggio si ferma viene fatto un segno fino ad arrivare  alla “sarva” cioè il traguardo. Chi arriva prima vince. Essendo un torneo ci sono i gironi eliminatori, i quarti di finali, la semifinale e la finale. Chi vince ha diritto alla forma di formaggio, una coppa oltre al proprio nome sull’Albo d’oro”.

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Giuseppe, campione per due volte di seguito

Giuseppe Da Campo Ferrara che per lavoro gira la Sicilia, è titolare di un’azienda che produce e installa luminarie, spera che borghi storici come Novara di Sicilia ritornino a far parte delle rotte turistiche. Ricorda che prima della pandemia il torneo attirava molti visitatori “nel fine settimana arrivavano anche mille persone”. Poi il Covid ha cambiato tutto. “Tradizionalmente- racconta – il torneo comincia subito dopo l’Epifania e va avanti fino a Carnevale in genere la finale si fa il  martedì grasso o la domenica di Carnevale. Quest’anno la finale si terrà il 25 aprile non solo per questione di tempi organizzativi, ma anche perché si presume che per quel tempo la situazione dei contagi dovrebbe migliorare”.

Il segreto sta nel formaggio

Da campione di lancio del maiorchino svela il segreto del gioco: “forza, abilità e tanta fortuna perché ci sono parecchie difficoltà che chiamiamo “catafulchi” e poi ci sono gli imprevisti, bisogna calcolare che la strada ha cunette, buche, ci sono gli spigoli  delle case, la pendenza, la contropendenza. Molto dipende anche dalla forma del formaggio a volte si riesce a manovrarlo meglio, altre non è molto omogeneo”.

Si comincia a giocare da bambini

Il lancio del maiorchino coinvolge tutti: “Gioco da  quando ero piccolo- ricorda- una volta i ragazzini usavano un pezzo di legno che chiamavano “rullo”  ma quando diventi grande giochi con la forma del formaggio” Giuseppe ha vinto tre edizioni dell’evento che rientra nelle iniziative del Carnevale di Novara di Sicilia. “E’ un gioco folkloristico, non da tutte le parti si vedono persone che corrono dietro ad una forma di formaggio- dice ridendo- il nostro è uno dei Carnevali storici della Sicilia, siamo famosi, sono arrivati da tutto il mondo per vederlo”.

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Il gallico italico, il dialetto di un borgo tutto scoprire

Durante il torneo i giocatori usano termini strani come “gami”, buccau” . “Il nostro dialetto- spiega – è particolare, siamo di derivazione gallo -italico come qualche altro comune siciliano, per esempio San Fratello. Non è il siciliano ma una lingua che deriva dal francese, gli anziani lo sanno ancora parlare” . Questa è solo una delle particolarità che offre Novara di Sicilia che è un luogo che vale la pena visitare tutto l’anno. “E’ un paese bello da vedere – prosegue – anche per la sua struttura urbanistica, ci sono le strade in pietra arenaria e poi è il paese degli scalpellini, erano novaresi i capimastri che hanno  costruito il ponte di Brooklyn. Adesso siamo 1200 abitanti però  in un censimento del 1911  Novara di Sicilia contava 13mila persone, soffriamo dello spopolamento perché i tempi cambiamo ma d’estate tornano tutti, arriviamo anche a 4mila presenze”.

Oltre alle bellezze naturali anche quelle gastronomiche

La sua speranza è che i turisti ritornino perché oltre alle bellezze naturali, da scoprire ci sono anche le bontà gastronomiche. Primo fra tutti il maiorchino che è un formaggio pecorino fatto per il 60-65 per cento da latte di pecora e per il resto da latte di capra, ha una lavorazione particolare, viene trattato con l’olio per non farlo ammuffire. Nei ritrovi e nelle macellerie dei borgo c’è la possibilità di degustarlo e comprarlo. E’ un formaggio dal sapore intenso da gustare accompagnato al miele o alle marmellate ma è ottimo anche grattugiato sulla pasta alla norma oppure su un bel piatto di maccheroni al sugo. Insomma un altro buon motivo per scoprire uno dei borghi più belli della provincia di Messina.

 

 

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