FREEDOM FRA I MISTERI DELLE GOLE ALCANTARA: LA LEGGENDA DELLE SUE ACQUE GELIDE E DEL SUO TESORO

«Le Gole dell’Alcantara, dove uomini, vulcani e natura si fondono e la leggenda racconta di un tesoro nascosto». Le presenta così Roberto Giacobbo, nel suo programma Freedom. Uno dei luoghi emblematici della Sicilia, in cui la natura continua ad essere la sovrana, creando un paesaggio unico al mondo.

Un luogo dove, come racconta Giacobbo, durante i mesi estivi si può accedere, fare escursioni e sport particolari come il body rafting.

LE ORIGINI: MITO E STORIA.

Il mito vuole che in un posto così bello si trovasse Venere e di lei era innamorato Vulcano, che le promise di rendere le acque del fiume sempre calde per lei. Tuttavia, lei non ricambiava e si innamorò, invece, di Marte. Vulcano, furibondo, promise “queste acque saranno gelide per sempre“. Così è in effetti, anche perché all’interno del fiume c’è un ricambio continuo di acqua.

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Le pietre sembrano sagomate da un’artista: un’opera d’arte fatta dal Vulcano, l’Etna. La formazione del letto risale a circa 300mila anni fa, ma l’attuale aspetto del fiume risale a 8mila anni fa, creato da colate laviche provenienti dal vulcano. Nei diversi tratti del fiume si possono notare come si è raffreddata la lava creando i tipici prismi.

TRA LEGGENDA E STORIA.

Le Gole dell’Alcantara nascondono una leggenda…ed è proprio alla scoperta di questa che Giacobbo è voluto andare. La leggenda legherebbe il suggestivo luogo alla Basilica di Santa Maria Assunta, a Randazzo.

Nella Basilica, vi sarebbero custoditi numerosi oggetti di inestimabile valore tra cui una chioccia con i pulcini tutti d’oro tempestati da pietre preziose. La stanza del tesoro, secondo la leggenda, è collocata alla fine di una lunga galleria scavata nella roccia vulcanica, il cui ingresso si trova in una grotta che si apre sotto il Monastero di San Giorgio, tra le rocce delle Gole dell’Alcantara.

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Ma non è facile raggiungerla in quanto è necessario attraversare sette porte custodite da demoni e mostri, che sono chiuse ermeticamente e vengono aperte solo una volta l’anno durante la Messa di Natale. La tradizione vuole che, nel momento esatto in cui il sacerdote alza l’ostia per la benedizione, allora i cancelli si aprono magicamente ma solo per pochi istanti. Se non si riesce a tornare indietro si rischia di rimanere intrappolati nella stanza segreta per l’intero anno, ma c’è chi dice anche per sempre.

Una leggenda che in questi luoghi si fonde alla storia, diventando attrazione.

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