LETTERIO CANNISTRACI, IL PILOTA ATLANTICO MESSINESE DIMENTICATO

Lo scorso 21 gennaio cadeva l’anniversario della nascita di un altro grande trasvolatore atlantico messinese totalmente dimenticato. Mentre del collega Luigi Boer almeno vi è l’omonima scuola che ne mantiene il ricordo del tenente colonnello pilota, medaglia d’oro al valore aeronautico, Letterio Cannistraci non vi è neppure un vicolo che ne possa mantenere la memoria.

Le interessanti ed inedite notizie su questo illustre concittadino provengono dalle ricerche dello studioso di aeronautica Giuseppe Tortorici, che ringraziamo. Letterio Cannistraci, classe 1900, fin da giovane si interessò al volo. Appena diciottenne iniziò la carriera militare partecipando come volontario alla Prima Guerra Mondiale. Dopo questa impegnativa esperienza bellica, completò gli studi presso il Regio Istituto Tecnico Industriale di Messina, conseguendo il diploma e preparandosi subito per partecipare al concorso di pilota nella Regia Aeronautica.

Riuscito brillantemente ad entrare nell’Arma Azzurra, svolse gli anni della formazione in accademia per diventare sottotenente pilota militare. Fu assegnato ai reparti bombardieri dove si fece notare per qualità di carattere e doti di innato aviatore. Queste qualità servirono per aderire alle ambite e pioneristiche imprese aeree proposte dal Maresciallo dell’Aria Italo Balbo.

 Cannistraci, per sue qualità di perfetto aviatore, parteciperà alle prime trasvolate.

 Con il grado di tenente partecipò alla prima trasvolata sul Mediterraneo Roma-Odessa del 1929 dove ben trentacinque idrovolanti S. 55 volarono Mediterraneo Orientale e sul Mar Nero. La rotta era Taranto – Atene – Istanbul – Varna – Odessa – Costanza, ritornando per proseguire fino all’idroscalo di Orbetello.

Grazie al grande successo di questa impresa, la Regia Aeronautica Italiana istituì la Scuola di Navigazione Aerea di Alto Mare ad Orbetello. Questa scuola divenne la fucina di quei piloti ed equipaggi che negli anni successivi sarebbero stati i protagonisti dei celebri voli transatlantici.

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Visto il brillante curriculum, il nostro Letterio Cannistraci, insieme allo stesso Luigi Boer, fu ammesso nel piccolo ma ferreo nucleo di espertissimi equipaggi. Questi avrebbero dovuto tentare una incredibile impresa mai tentata prima d’ora da una numerosa formazione di aerei. Il nostro concittadino si conquistò un ambito posto da capopattuglia in uno dei 14 equipaggi che si sarebbero addestrati per sostenere lo specialissimo volo transoceanico fino a Rio de Janeiro.

Gli idrovolanti della trasvolata

La grande impresa.

La mattina del 17 dicembre 1930 quattordici idrovolanti S. 55-TA suddivisi in quattro Squadriglie decollarono da Orbetello al comando di Italo Balbo. Cannistraci farà parte della Squadriglia Verde al comando del velivolo I-DINI con equipaggio costituito dal tenente Alessandro Vercelloni, il marconista Alfredo Simonetti e dal radiotelegrafista Giuseppe Maugeri.

Il 15 gennaio 1931, dopo scali a Cartagena, Kenitra, Villa Cisneros e Bolama, superarono l’Oceano Atlantico giungendo a Porto Natal in Brasile. Purtroppo, durante la trasvolata ci sono dei gravi incidenti con la morte di alcuni partecipanti, tra cui a Bolama l’intero equipaggio comandato dal messinese Luigi Boer. La crociera completerà regolarmente il suo percorso con grande successo e si concluderà quindi a Rio de Janeiro. Fu grande l’entusiasmo in tutto il mondo aeronautico. Si aprì la strada a nuovi voli tra i due continenti, ponendo le basi per un più serio e moderno addestramento ai voli collettivi.

 Partecipando alla I Trasvolata Atlantica divenne medaglia d’oro al valore aeronautico.

 Quale riconoscimento a questa sua partecipazione alla pioneristica trasvolata aerea in Brasile, verrà assegnata al Cannistraci l’attribuzione di Pilota Atlantico che tutt’oggi è famosa e conosciuta nell’ambiente aeronautico italiano e pure internazionale. Altresì gli fu conferita la medaglia d’oro al valore aeronautico.

Successivamente Cannistraci prestò servizio in Egeo e quindi divenne comandante del 25° gruppo del 111° stormo da bombardamento veloce Sparvieri dell’Aviazione Legionaria su velivolo Savoia Marchetti S. 79, dove raggiunse il grado di tenente colonnello.

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Ebbe modo di distinguersi per alte doti di comando ma anche di pilota partecipando personalmente alle operazioni militari e conquistandosi una Medaglia d’Argento al Valor Militare.

I Trasvolatori Atlantici

Una tragica fine.

Ma il destino ha voluto che il 20 febbraio 1939, nell’aeroporto di Valenzuela (Saragozza), Letterio Cannistraci si trovasse passeggero a bordo di un aerotrasporto trimotore Savoia Marchetti S. 81, pilotato dal colonnello Mario Vetrella, comandante del 111° Stormo, diretto a Barcellona. Nonostante una giornata fitta di nebbia l’aereo decollò alle 13.36, ma proprio in questa delicata fase si trovò ad incrociare un caccia Breda 65 senza riuscire ad evitare lo scontro ed i due aerei caddero al suolo incendiandosi.

Insieme al povero Cannistraci perirono nell’incidente il colonello Vetrella, il tenente colonnello Francesco Imperi, il capitano Antonio Miotto. E ancora, il tenente Alfredo Anghileri ed il sergente maggiore motorista Marcello Ponticelli.

Unico sopravvissuto, ma gravemente ustionato, fu il radiotelegrafista Carlo Ficcadenti. Si conclude così a soli 39 anni la brillante carriera di un giovane appassionato di volo, il cui nome rimane scolpito nel monumento degli Atlantici nel cimitero di Orbetello, riservato al riposo degli epici piloti trasvolatori ed agli equipaggi di volo. I primi che oltrepassarono gli oceani nelle crociere di massa.

Presente pure il concittadino Luigi Boer che il mare non restituì e che la terra non accolse. Ancora oggi la rinata Arma Azzurra commemora sul posto ogni anno gli Atlantici. Insieme a questa l’Associazione Trasvolatori Atlantici a suo tempo fondata proprio dagli stessi equipaggi protagonisti delle imprese. Ora spetta alla sua cara città natale ricordarlo!

Marco Grassi.

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