ABBRACCIARE LA CROCE CERTI DELL’AMORE DI DIO

Ieri 20 gennaio si è celebrato il 536mo anniversario del Dies Natalis di S. Eustochia Smeralda Calafato,  (25 marzo 1434 – 20 gennaio 1485), fondatrice e prima badessa del Monastero di Montevergine la quale, come riporta il Martirologio Romano, <<si dedicò con grande ardore a ripristinare l’antica disciplina della vita religiosa e a promuovere la sequela di Cristo sul modello di san Francesco>>.

LE CELEBRAZIONI PER SANTA EUSTOCHIA

Le celebrazioni, durate un’intera giornata a partire dalle 8,00 con la celebrazione della Messa solenne, si sono concluse alle 18,00 con il solenne pontificale  presieduto da S.E. Mons. Giovanni Accolla, durante il quale è stato offerto l’olio per accendere la lampada votiva in argento realizzata dal Maestro Francesco Cosio tre anni fa su committenza della Fondazione “Bonino Pulejo”.

<<Ho realizzato la lampada tre anni fa, appunto, – ci spiega il Maestro Francesco Cosio – su commissione della Fondazione Bonino Pulejo. Ho impiegato 9 mesi alla sua esecuzione, sono 67 pezzi saldati e lavorati singolarmente. La lampada nasce su una struttura di una croce quadrilobata, ma non visibile ad occhio nudo, l’idea della pianta a forma di croce greca non viene percepita, infatti, in quanto la costruzione è a forma di anfora che la contiene come in un abbraccio. Il simbolismo della realizzazione che ho voluto conferire è quello di abbracciare la croce di Cristo come ha fatto Santa Eustochia. Anche noi dobbiamo, seguendo il suo esempio, abbracciare le nostre croci>>.

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L’AMORE IMMENSO DI DIO

La lampada è in argento <<L’Amore di Dio – ha proseguito Cosio – è espressione del sacrificio della croce. I critici hanno classificato il manufatto come barocco. Ho voluto dare il massimo splendore per identificarlo nel significato dell’amore di Dio. Il disegno è sua mia elaborazione. I bassorilievi raffigurano da un lato la Madonna della Lettera, dall’altro Papa Giovanni Paolo II il giorno della proclamazione della santità presso la fiera campionaria di Messina con dietro un’immagine della Santa che raffigura il quadro presente quel giorno. La lampada è corredata di foglie di acanto incise che simboleggiano la gloria di Dio e da angeli su entrambi i lati elaborati secondo lo stile degli argentieri di Messina. In basso ci sono conchiglie come simbolo della clausura. La lampada è, tra l’altro, corredata da elementi traforati che raffigurano dei gigli. La parte centrale è in vetro di murano>>.

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LAVORO DURO MA CON GRANDE PASSIONE

Il Maestro Cosio è, un orafo e un argentiere <<Senza essere prima orafo, non avrei potuto fare l’argentiere. È un lavoro che amo e a cui mi dedico con grande passione – ha concluso – la lavorazione della lampada, come dicevamo, non ha previsto l’incisione di un monoblocco, ma la fusione di più elementi e, nei miei nove mesi di lavoro, ho dedicato alla sua modellazione la mia ispirazione. Sono un credente praticante e credo che Dio ci tocchi nel profondo con il suo Amore immenso. È questo quello che ho voluto trasferire alla mia opera ed è proprio l’Amore di Dio che mi ha ispirato. Santa Eustochia ne è un esempio tangibile e, per la città di Messina, un faro che illumina il cammino e risplende nella notte.>>.

 

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