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UN ANNO RICCO DI ANNIVERSARI PER MESSINA

Questo nuovo anno per la città di Messina sarà ricco di ricorrenze riguardanti dei concittadini che hanno brillato in vari ambiti. Si spera che questi importanti anniversari possano essere degnamente commemorati, al fine di rilanciare la memoria di questi grandi messinesi.

Centenario della nascita di Tano Cimarosa

Proprio il 1 gennaio cadeva il primo appuntamento che è stato totalmente ignorato. Era il centenario della nascita del noto attore caratterista Tano Cimarosa.

L’artista ha impersonato quasi sempre lo stereotipo del siciliano medio, istintivo e sanguigno, dai ruoli comici a quelli drammatici. Si è reso famoso al pubblico italiano con il ruolo del mafioso Zecchinetta ne: Il giorno della civetta, diretto nel 1968 da Damiano Damiani.

Compare in seguito accanto ad Alberto Sordi nel ruolo del padre di una numerosa famiglia ne: Il medico della mutua. Interpreta un emigrato in: Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata. E infine nel ruolo di una guardia carceraria in: Detenuto in attesa di giudizio.

Dopo alcune esperienze da regista, è stato più volte coinvolto in alcuni film di Giuseppe Tornatore come: Nuovo Cinema Paradiso, L’uomo delle stelle e Una pura formalità. Al termine della sua carriera è apparso anche in alcuni sceneggiati come in: Don Matteo nel ruolo di zio Carmelo, parente del maresciallo Cecchini (Nino Frassica). Ormai malato, volle ritornare nella sua Messina ove morì ed oggi riposa nella sezione uomini illustri del gran camposanto.

Centenario della nascita di Felice Canonico

Sempre nel 1922, ma il 10 gennaio, nasce il pittore messinese Felice Canonico. Inizia da autodidatta nella sua Messina dove si fa già ampiamente notare. In seguito, passa a Firenze dove frequenta gli artisti Ardengo Soffici e Pietro Annigoni. Ritornato a Messina, tra gli anni 50 e 60, lavora in vari cantieri edilizi cittadini. Gli architetti Rovigo, Pantano, De Cola e Calandra lo coinvolgo nella decorazione di androni e prospetti.

Trasferitosi definitivamente a Milano mantiene i rapporti con la propria città natale avendo come riferimento culturale il Fondaco. Nel capoluogo lombardo ha modo di intessere rapporti con artisti del calibro di Fontana, Burri e Vedova. Le sue opere compaiono nei maggiori centri artistici d’Europa e d’America suscitando ampi apprezzamenti. Nel 1997 cesserà di vivere nella sua casa di Milano.

Centenario della nascita di Turi Vasile

Il 22 marzo del 1922 nasceva il produttore cinematografico, regista e sceneggiatore Turi Vasile. Dopo la laurea in Lettere si impegna nel teatro sia come regista che come autore. Questa importante esperienza lo traghetta nel cinema anche nel ruolo di produttore di importanti pellicole. Basti pensare a: Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, I Vinti di Michelangelo Antonioni o Roma di Federico Fellini.

Produttore accorto e lungimirante, con la Ultra Film e la Laser Film, produce alcuni tra i capolavori del cinema italiano di quegli anni, come: Operazione San Gennaro di Dino Risi o Anonimo Veneziano di Enrico Maria Salerno. Per la televisione ha prodotto anche delle miniserie di successo come: La donna del treno, Classe di ferro e Quelli della speciale. Al termine della sua carriera si dedica con successo alla narrativa pubblicando con Sellerio Editore. Muore a Roma il 1 settembre del 2009.

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Centenario della nascita di Bartolo Cattafi

Il 6 luglio del 1922 nasceva a Barcellona Pozzo di Gotto il poeta Bartolo Cattafi. Dopo la laurea a Messina in giurisprudenza, dal 1947 si trasferisce a Milano ove faceva il pubblicitario, non disdegnando di ritornare spesso in Sicilia. Tra i maggiori poeti italiani della metà del novecento, la sua passione per la poesia nacque dopo l’esperienza della Seconda guerra mondiale.

Del 1951 è la sua prima raccolta di poesie: Nel centro della mano. Già nel 1961 riceve il premio Carducci e nel 1964 il premio Chianciano. Quella di Cattafi è una poetica che fa spesso ricorso alla metafora del vuoto e della solitudine per delineare l’amaro bilancio di una generazione che ha vissuto la giovinezza durante il ventennio fascista per poi assistere agli orrori del secondo conflitto mondiale.

Per la sua prematura morte nel 1979 non ha avuto gran riconoscimento dalla critica. Un’antologia delle sue poesie è uscita per Mondadori nel 1990. Nel 2019 l’intera opera poetica di Cattafi è stata raccolta nel volume: Tutte le poesie, a cura di Diego Bertelli, introduzione di Raoul Bruni.

Centenario della nascita di Adolfo Celi

Locandine dei film interpretati da Adolfo Celi

Sempre nel 1922 ma il 27 luglio era nato l’attore e regista cinematografico Adolfo Celi. Il suo volto con naso aquilino ed occhi azzurri è ben impresso ancora oggi nel panorama cinematografico internazionale nel ruolo del cattivo perfetto. Ruolo sostenuto sempre con grande sicurezza e signorilità.

Indimenticabile la sua presenza in pellicole come Agente 007 del 1965, nelle tre edizioni di Amici miei di Mario Monicelli o nella serie televisiva Sandokan del 1976. Già nel 1945 si era diplomato in regia all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Dopo alcuni suoi primi lavori da regista e attore in spettacoli teatrali, riesce ad inserirsi nella cinematografia grazie al produttore Carlo Ponti.

Nel 1948 si recò in Argentina per il film di Aldo Fabrizi Emigrantes e, finite le riprese, si trasferì in Brasile dove rimase per oltre quindici anni, dirigendo il Teatro Brasileiro da Comoedia di San Paolo e il Teatro dell’Opera di Rio de Janeiro. In seguito, ritornò in Europa impegnato in varie pellicole di successo. Morirà a Siena nel 1986 ma volle essere sepolto nella cappella di famiglia nel gran camposanto di Messina.

Tricentenario della morte di Filippo Tancredi

Tela di Filippo Tancredi al SS. Salvatore di Palermo

Il 13 ottobre sarà il tricentenario della morte del pittore Filippo Tancredi. Ancora oggi le sue opere decorano numerose chiese di Palermo mentre a Messina rimane ben poco. Il padre Pietro era anch’esso pittore come lo zio materno Filippo Giannetto e quindi già in tenera età intraprese l’arte del dipingere. A sedici anni frequentò la bottega di Domenico Marolì dove apprese nuove tecniche pittoriche. Completò i suoi studi artistici a Napoli e poi a Roma ove fu allievo di Carlo Maratta. Nella città eterna acquisì uno stile dolce e un disegno perfetto. In particolare, raggiunse un altissimo livello negli affreschi.

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Ritornato a Messina la sua arte conquistò la Sicilia dove fu molto ambito. Diverse località dell’Isola hanno il privilegio di conservare sue tele o affreschi. Messina custodiva parecchie opere ma in gran parte sono andate distrutte come gli affreschi della Cattedrale, della chiesa del Monte di Pietà, dei Teatini, di San Francesco all’Immacolata e del limitrofo grande chiostro. Sue opere si trovano ancora a Venetico, Lipari, Alcara Li Fusi, Randazzo. A Palermo si possono ammirare gli affreschi presso l’Oratorio di Sant’Elena e Costantino, la chiesa di San Giuseppe dei Teatini ai Quattro Canti o al SS. Salvatore.

Centenario della morte di Mons. Letterio D’Arrigo

Il 18 dicembre del 1922 spirava l’arcivescovo del terremoto S. E. Mons. Letterio D’Arrigo Ramondini. Il presule si impegnò fortemente che la città fosse ricostruita sulle sue stesse rovine. Quando qualcuno, più di una volta, lo invitò a lasciare Messina rispose che finché ci fosse stato un solo messinese non avrebbe lasciato la sua città.

Mons. D’Arrigo era nato nel 1849 ad Itala, già nel 1872 venne ordinato sacerdote dall’arcivescovo Mons. Luigi Natoli. Ben presto fu nominato Canonico Teologo del Capitolo Protometropolitano della Cattedrale di Messina, rettore della chiesa di San Giovanni di Malta e della sottostante chiesa di San Placido. A proprie spese edificò nel 1891 la chiesa del Sacro Cuore di Gesù all’Arcipeschieri. Con la morte nel 1897 del cardinale Giuseppe Guarino fu nominato da papa Leone XIII arcivescovo metropolita ed archimandrita di Messina.

Superò con coraggio e speranza il dramma del terremoto del 1908 ospitando nel suo palazzo tanti sfollati. In questo periodo sostenne l’opera di Sant’Annibale Maria Di Francia ed ebbe come vicario generale San Luigi Orione. Alla sua morte gli furono tributati grandi onori e quando il successore S. E. Mons. Angelo Paino completò la ricostruzione della Cattedrale le sue spoglie mortali furono le prime ad entrare del rinato luogo di culto.

Quattrocentenario della morte di Giuseppe Bonfiglio e Costanzo

Il 21 dicembre cadrà il quattrocentenario della morte di Giuseppe Bonfiglio e Costanzo. L’importante storico messinese era nato da nobile famiglia nel 1547 e nella prima fase della sua vita si era dedicato alla vita militare, andando a combattere con le truppe spagnole anche nei Paesi Bassi.

Ritornato in patria si cimenta con la storia della Sicilia ed in particolare di Messina. Già nel 1604 pubblica la sua Historia siciliana e poi nel 1606 la più nota Messina città nobilissima. Quest’ultima è un’opera fortemente campanilistica ma che ben descrive la storia ed i costumi della città dando una precisa descrizione della Messina del suo tempo.

Il 2022 sarà un anno che sarà sintesi della grande storia di Messina con importanti concittadini che si distinsero nel campo dell’arte, della storia e della fede.

Marco Grassi

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